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Monti a Monaco fa il leader europeo. E assicura: siamo verso la soluzione della crisi

Il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton con il premier Mario Monti (Credits: LaPress)

Il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton con il premier Mario Monti (Credits: LaPress)

È un Mario Monti molto sicuro di sé quello che ieri, presente alla 48esima conferenza sulla sicurezza internazionale a Monaco di Baviera, parla di crisi economica europea. E rilancia l’Italia. “Siamo verso la soluzione della crisi. L’Italia può diventare la prima della classe sul deficit” ha detto. E che abbia convinto tutti lo dimostrano le parole di Joseph Ackermann, il potentissimo numero uno di Deutsche Bank: “Monti sta facendo cose fantastiche in Italia” ha affermato davanti alla platea. Continua

Crisi, l’agenzia Fitch e Nouriel Roubini temono per l’Italia. Ma la Borsa non li ascolta

(Credits: MATTEO BAZZI/ANSA)

(Credits: MATTEO BAZZI/ANSA)

di Micaela Osella

Piazza Affari oggi ha vinto la paura. Almeno per un giorno. Irrazionale. Neanche i proclami di Fitch su un possibile taglio al rating dell’Italia l’hanno intimorita. Nè le affermazioni dell’economista Nouriel Roubini sulla necessità di una ristrutturazione del debito italiano entro il 2013. La Borsa di Milano ha tagliato il traguardo in corsa e l’indice principale, l’Ftse Mib ha chiuso in progresso del 3,08% a 14.844 punti. Solo lo spread ha continuato a tracciare il solco tra un ritrovato ottimismo e la realtà: è rimasto alle stelle, a 526 punti base. Continua

Spagna, pericolo deficit oltre l’8%

Il premier spagnolo Mariano Rajoy (Credits: Lapresse)

Il premier spagnolo Mariano Rajoy (Credits: Lapresse)

Paura Spagna. Il Financial Times di questa mattina in prima pagina apre proprio sull’allarme lanciato dal nuovo governo di Mariano Rajoy riguardo la possibilità che il deficit sia di gran lunga superiore alle previsioni fatte la scorsa settimana quando sono state presentate le misure di austerity per risanare i conti pubblici. Non più l’8% del prodotto interno lordo, ma ancora oltre. Continua

UE divisa, in 26 decidono per il cambiamento. Resta fuori l’Inghilterra

Foto di gruppo

Foto di gruppo

Si è spaccata. Eccome. Ma alla fine l’accordo c’è stato. L’Unione Europea si è divisa in due, come già anticipato dal primo incontro di ieri. Da una parte, sola (o quasi) l’Inghilterra di David Cameron. Dall’altra i 26 Paesi dell’Unione europea che comprendono i 17 aderenti all’Euro con l’aggiunta di Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Svezia e anche l’Ungheria che in un primo momento aveva detto di voler sostenere la posizione inglese. Insomma, David Cameron è rimasto solo e isolato. Quello che voleva. Continua

La Grecia mancherà il target di bilancio, a casa 30.000 statali

(Credits: AP/Photo/Kostas Tsironis)

(Credits: AP/Photo/Kostas Tsironis)

La recessione e il deficit saranno peggiori del previsto; la Grecia mancherà il target di bilancio e ha chinato la testa di fronte alle richieste della Troika (Fmi, Ue e Bce): 30 mila statali andranno a casa. Intanto, le Borse asiatiche chiudono in negativo e l’euro scende ai livelli più bassi degli ultimi otto mesi.

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La Grecia non rispetta gli obiettivi di disavanzo. Torna l’incubo del default

Manifestazione contro le misure di austerity (Credits: AP Photo/Lefteris Pitarakis)

Manifestazione contro le misure di austerity (Credits: AP Photo/Lefteris Pitarakis)

Nel 2010 l’Europa ha messo a disposizione un fondo di 110 miliardi di Euro, con l’aiuto dei quali Atene avrebbe dovuto essere in grado di ridurre del 7,6% il suo deficit. E invece è sempre più probabile che la Grecia non ce la farà, così mentre in Europa tornano a rincorrersi le voci di un possibile default, aumentano i timori per i dieci miliardi di euro di bond che arriveranno a maturazione nel mese di dicembre e che potrebbero rimanere scoperti. Continua

Borse asiatiche altalenanti. Anche la Francia nel mirino degli speculatori - L’ANALISI

(Credits: Ap Photo/Vincent Thian)

(Credits: Ap Photo/Vincent Thian)

Borse asiatiche altalenanti, tra le paure per la crisi del debito in Europa e le prospettive di crescita negative in Asia. Il Nikkei chiude con un -0,63% e così l’Hang seng di Hong Kong, che lascia sul campo un -o.6% dopo una giornata di perdite ben più pesanti, che avevano fatto pensare a una chiusura drammatica.

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richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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