
Foto di gruppo
Si è spaccata. Eccome. Ma alla fine l’accordo c’è stato. L’Unione Europea si è divisa in due, come già anticipato dal primo incontro di ieri. Da una parte, sola (o quasi) l’Inghilterra di David Cameron. Dall’altra i 26 Paesi dell’Unione europea che comprendono i 17 aderenti all’Euro con l’aggiunta di Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Svezia e anche l’Ungheria che in un primo momento aveva detto di voler sostenere la posizione inglese. Insomma, David Cameron è rimasto solo e isolato. Quello che voleva. Continua
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(Credits: AP/Photo/Kostas Tsironis)
La recessione e il deficit saranno peggiori del previsto; la Grecia mancherà il target di bilancio e ha chinato la testa di fronte alle richieste della Troika (Fmi, Ue e Bce): 30 mila statali andranno a casa. Intanto, le Borse asiatiche chiudono in negativo e l’euro scende ai livelli più bassi degli ultimi otto mesi.
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Manifestazione contro le misure di austerity (Credits: AP Photo/Lefteris Pitarakis)
Nel 2010 l’Europa ha messo a disposizione un fondo di 110 miliardi di Euro, con l’aiuto dei quali Atene avrebbe dovuto essere in grado di ridurre del 7,6% il suo deficit. E invece è sempre più probabile che la Grecia non ce la farà, così mentre in Europa tornano a rincorrersi le voci di un possibile default, aumentano i timori per i dieci miliardi di euro di bond che arriveranno a maturazione nel mese di dicembre e che potrebbero rimanere scoperti. Continua
- Tags: crisi del debito, crisi-finanziaria, deficit, Europa, Fitch, Francia, Hang Seng, Moodys, Nicolas-Sarkozy, Nikkei, Standard&Poor's
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(Credits: Ap Photo/Vincent Thian)
Borse asiatiche altalenanti, tra le paure per la crisi del debito in Europa e le prospettive di crescita negative in Asia. Il Nikkei chiude con un -0,63% e così l’Hang seng di Hong Kong, che lascia sul campo un -o.6% dopo una giornata di perdite ben più pesanti, che avevano fatto pensare a una chiusura drammatica.
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(Credits: Ap Photo/Richard Drew)
Dopo un’intera mattinata all’insegna della volatilità le Borse europee hanno recuperato un po’ di fiato. Francoforte resta la “maglia nera” del Vecchio Continente. L’avvio di Wall Street in ripresa dopo la caduta libera di ieri non convince gli investitori europei.
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Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti (MATTEO BAZZI / ANSA)
“Non è accettabile per noi aumentare il massimale del debito e permettere al governo degli Stati Uniti di fare default. Non possiamo minacciare la fiducia nel credito statunitense per la prima volta nella nostra storia“: il Presidente americano Barack Obama cerca di essere il più convincente possibile quado si tratta di spiegare alla popolazione le ragioni per cui Washington deve impegnarsi a tagliare sanità, difesa e stipendi più alti, incluso quello presidenziale, naturalmente. L’obiettivo è ridurre drasticamente il debito entro il 2 agosto, data prevista per il possibile default. Continua

Monete da un euro (ANSA/CLAUDIO ONORATI)
Cosa sta succedento sui mercati internazionali? A Bruxelles e a Washington si discute di crisi e debito pubblico, per tentare di risolvere problemi che giorno dopo giorno mettono sempre più paesi a rischio default. Questa volta nel mirino c’è anche l’Italia, dove la Consob è già intervenuta per cercare di arginare spinte al ribasso sui mercati nazionali. Continua