
Procede senza freni la corsa dei carburanti che anche oggi fanno segnare un nuovo record. Inoltre, per la prima volta, nei distributori Q8 benzina e gasolio si allineano sullo stesso prezzo. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento di Quotidiano Energia, secondo cui oggi sia Q8 sia Total hanno fatto salire il prezzo della verde consigliato a quota 1,486 euro, che rappresenta il nuovo massimo. Sotto le insegne Q8, inoltre, anche il diesel ha raggiunto il prezzo, mai toccato prima, di 1,486 euro al litro. Non era mai accaduto che il prezzo finale di diesel e verde fossero uguali.
A breve l’Antitrust invierà al nuovo governo una segnalazione sullo stato dell’arte delle liberalizzazioni che conterrà un focus sulla benzina. Ad annunciarlo è lo stesso presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, a margine di un convegno al Cnel. “A breve faremo una segnalazione al nuovo governo che rientrerà all’interno della segnalazione più generale sullo stato dell’arte delle liberalizzazioni che avevamo intenzione di fare a prescindere da chi avesse vinto le elezioni” ha spiegato.
![[color=red][b]DI QUANTO[/b][/color] Da gennaio la verde è aumentata del 6%, il diesel del 4,7%. Per la Nomisma Energia nei prossimi mesi il greggio in ribasso dovrebbe farla calare di circa 5 centesimi di euro.<br /> [color=red][b]PERCHÉ[/b][/color] Variazioni del greggio.](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/rincari/normal_06benzina.jpg)
di Marco Cobianchi
L’ultima certezza degli automobilisti si è sbriciolata. In alcune reti di distribuzione un litro di gasolio costa più di un litro di benzina verde. Uno shock, che potrebbe modificare i comportamenti degli italiani al volante, abituati da sempre a un diesel più a buon mercato. Finora il gasolio costava meno anche grazie alla normativa che impone accise (imposte di fabbricazione) ridotte su questo carburante, 0,636 euro, rispetto alla benzina, 0,780 euro (iva compresa). Una misura che venne decisa per agevolare gli autotrasportatori, gli unici all’epoca a usare motori diesel, poi sempre confermata, anche in base alla convinzione che le emissioni nocive dei motori a gasolio siano inferiori (ma le autorità lombarde, per esempio, non condividono questa tesi). Nonostante l’accisa ridotta, e comunque ritoccata all’inizio del 2007, la differenza di prezzo è andata sempre più assottigliandosi e sta per annullarsi.
Negli ultimi giorni è accaduto che in alcune catene il diesel abbia superato la benzina venduta da altre catene. Per uno stabile sorpasso bisognerà attendere qualche settimana (secondo i pessimisti) o qualche mese (gli ottimisti). In ottobre, infatti, le industrie petrolifere inizieranno a stoccare gasolio in vista dell’inverno facendone crescere la domanda e quindi il prezzo. Con il rincaro del diesel l’irresistibile aumento del valore del greggio c’entra poco. C’entra, invece, il boom della domanda provocato dal successo delle vendite di auto a gasolio. Nel 2000 su 100 autovetture immatricolate in Italia solo 33 erano diesel, nel 2007 si è arrivati a 56. Una quota scesa a 52 in aprile, probabilmente proprio a causa dell’aumento del costo del pieno. Sta di fatto che di fronte alla crescita della domanda l’industria della raffinazione, a livello mondiale, si è fatta trovare impreparata.
“Soprattutto il sistema delle raffinerie europee non ha investito a sufficienza nella produzione di diesel rispetto all’andamento della domanda” conferma l’economista Alberto Clò, uno dei massimi esperti energetici, docente all’Università di Bologna, secondo il quale sarebbe arrivato il momento di “cominciare a ragionare” sulla necessità o meno di mantenere un’accisa ridotta sul gasolio, il cui impiego non ha più bisogno di incentivi. Accisa a parte, per capire il motivo industriale che sta alla base della crescita del prezzo del gasolio occorre dare un’occhiata ad alcuni numeri. Gli impianti di raffinazione americani da un barile di petrolio estraggono il 50 per cento di benzina (gli Usa consumano il 50 per cento di tutta la benzina prodotta nel mondo), il 25 per cento di gasolio e il 25 per cento di altri prodotti. Le percentuali sono ribaltate per le raffinerie europee che, sempre in media, estraggono da un barile di greggio il 45 per cento di diesel, il 25 per cento di benzina e il 30 per cento di altri prodotti. Ma, nonostante questo, in Europa il gasolio non basta. “Purtroppo c’è un limite industriale alla produzione del carburante diesel” spiega Dario Scaffardi, direttore generale della Saras, la più importante raffineria del Mediterraneo, “e cioè che da un barile di greggio in pochi, tra cui Saras, estraggono oltre il 50 per cento di gasolio. Questa percentuale può crescere a fronte di massicci investimenti”.
Questo vincolo tecnico, cioè che un barile di petrolio non può essere trasformato interamente in gasolio, ha come conseguenza un paradossale fenomeno commerciale. Siccome in Europa la maggioranza dei veicoli va a gasolio, c’è una sovraccapacità produttiva di benzina mentre in Usa la maggior parte delle auto va a benzina e quindi c’è un eccesso di gasolio. L’effetto è che in Oceano Atlantico si incrociano petroliere che portano dall’una all’altra costa il carburante più richiesto. Uno spreco, certo, al quale non si riuscirà a porre rimedio almeno in tempi brevi. Tanto più che, secondo le stime dell’Opec, il consumo di gasolio nel mondo crescerà dell’1,9 per cento l’anno nei prossimi 7 anni, mentre quello della benzina salirà di meno della metà, lo 0,8 per cento. A livello europeo i numeri sono ancora più divaricati: più 2 per cento per il gasolio e meno 3 per cento per la benzina. “Ciò significa” commenta Clò “che c’è da aspettarsi un consolidamento del divario dei prezzi tra i due prodotti nei prossimi mesi, anche se questi dipenderanno in parte dall’andamento del pil”.
Le vendite di auto diesel non si fermeranno: “Dal punto di vista economico queste vetture dovrebbero mantenersi vantaggiose per gli automobilisti” pronostica Gian Primo Quagliano, direttore del centro studi Promotor, “perché, a parità di modelli, il motore a gasolio ha una percorrenza superiore di circa il 30 per cento”. Ecco perché la domanda non calerà. Ancora per molto.

Nuovo rialzo in vista per i prezzi di benzina e gasolio: dopo i record degli ultimi giorni sulla scia delle fiammate del greggio, da giovedì primo maggio scatta un aumento di 2 centesimi al litro. Scade infatti mercoledì 30 aprile lo sconto fiscale deciso dal governo in applicazione della Finanziaria 2008. La misura - spiegano tecnici di settore - potrebbe essere estesa al prossimo trimestre. Ma per farlo servono tempi precisi: almeno una decina di giorni che dovrebbero coincidere, tra l’altro, con l’avvicendamento tra il governo uscente e quello entrante.
Altri due centesimi di aumento spingeranno i prezzi, già sui record, ancora più in alto. Con la benzina sopra quota 1,43 euro al litro e il gasolio, per la prima volta nella storia, ben sopra quota 1,40 euro al litro. Per la scampagnata del primo maggio, gli italiani rischiano così di dover metter in conto oltre 12 euro in più per un pieno di gasolio rispetto all’anno scorso. E una spesa di quasi sette euro più per uno di benzina di un’auto di medio-alta cilindrata.
Nel ponte di inizio maggio 2007 un litro di gasolio costava infatti circa 1,15 euro al litro e la verde circa 1,3 euro. Vale a dire, rispettivamente, 25 e 13 centesimi in meno rispetto ai livelli cui rischiano di arrivare dal primo maggio.
La Finanziaria prevede la possibilità di emanare, ogni tre mesi, un provvedimento che, attraverso un meccanismo sulle medie delle quotazioni del greggio, riduce l’impatto del caro-carburanti assorbendo con l’accisa il maggior gettito Iva derivante dal rialzo della materia prima. Un meccanismo che il governo ha messo in atto a marzo attraverso un provvedimento - di concerto tra Economia e Sviluppo Economico - che di fatto ha prodotto un calo dei prezzi al consumo di 2 centesimi al litro.
Il provvedimento - firmato il 7 marzo scorso dal ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani e dal vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco e in vigore solo fino al 30 aprile - aveva dato il via libera alla restituzione dell’Iva sui carburanti per complessivi 162 milioni: ossia a uno sconto di 2 centesimi al litro su benzina e gasolio. La misura prevedeva un tetto per la quotazione del petrolio di 71 dollari al barile e un calcolo sulle medie delle quotazioni negli ultimi mesi: tale calcolo andrebbe riesaminato per valutare l’importo dello sconto.
Dopo il 30 aprile, gli uffici dei ministeri - spiegano gli esperti - dovrebbero rifare i conti, sulla base delle medie delle quotazioni del greggio negli ultimi mesi e lo scostamento con il “tetto” indicato nel Dpef (71 dollari al barile), e decidere se ed in che misura rivedere lo “sconto” fiscale. Una tempistica che però dovrebbe coincidere con l’insediamento del nuovo governo. E che rischia quindi di far slittare eventuali nuovi interventi.
Il VIDEO servizio:

La marcia non si ferma, il prezzo continua ad alzarsi.
Il gasolio tocca un nuovo record storico a 1,336 euro al litro. Lo si apprende dai dati di Quotidiano Energia. Il nuovo massimo del prezzo del diesel è stato toccato negli impianti della Q8 mentre un aumento, che porta il carburante vicinissimo al record, si registra anche nei listini di vendita consigliati ai propri gestori dalla Total a 1,335 euro al litro. Con il nuovo rincaro di 7 centesimi al litro scattato, da ieri, nei distributori Q8 i prezzi del gasolio sfiorano così le 2.600 lire.
E si avvicinano sempre di più a quelli della benzina: lo scarto tra il costo dei due carburanti si è ormai ridotto a circa 10 centesimi, considerando che a fronte del massimo di 1,336 euro al litro raggiunto oggi dal diesel sui listini si registra per la verde un range da 1,399 a 1,409 euro al litro a seconda dei marchi.
Segnali rialzisti continuano ad arrivare anche per la benzina che, nonostante sia scesa dai record storici toccati nei giorni scorsi a 1,413 euro al litro, registra nuovi ritocchi all’insu in alcuni impianti. Con aumenti che, in alcuni casi, sfiorano anche 1 centesimo di euro al litro.
Tornando alla corsa del gasolio dall’inizio del mese si registra invece un rialzo di oltre 6 centesimi di euro. Vale a dire un maggior costo, solo in quattro settimane, intorno ai 3 euro per ogni pieno di un auto di medio-alta cilindrata.
Per la benzina, invece, dall’inizio di febbraio il rincaro si aggira sui 4,5 centesimi al litro, pari a circa 2,2 euro in più per un rifornimento completo.
Il VIDEO servizio: