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Le banche e i controlli. Tremonti: affidare la vigilanza alla Bce

Giulio Tremonti

“È una questione di mezzi. Se quelli che si devono controllare hanno la Ferrari, i controllori non possono avere la bicicletta. Se gli operatori sono sistemici, siano essi banche o finanziarie, anche la vigilanza dev’essere sistemica. Io darei tutto alla Bce”, ha affermato Tremonti. “Ma no so se questo implica un revisione del Trattato”, ha osservato ancora il ministro.
Non bastasse, sul tema delle funzioni attribuite ai prefetti in materia di vigilanza sui prestiti concessi dai singoli istituti a imprese e famiglie, tema sul quale il governatore di Bankitalia Mario Draghi ha fatto presente che sulla base della legge “una richiesta diretta di dati disaggregati alle banche non appare giustificata”, Tremonti non demorde: “Per me è stata ragione di grande orgoglio prendere la parola davanti ai prefetti della Repubblica italiana, è stato un onore”, ribadisce. E aggiunge: “La settimana prossima terremo una riunione con Confindustria, Abi, banche e sindacato. Vorremmo riferire sull’ avanzamento dei lavori, cosa ha fatto la Sace, la Cassa
depositi, il governo sul flusso credito a economia. Inoltre analizzeremo come avanzano gli osservatori, che funzionano con grandissimo impegno dei prefetti”.

Se chi opera sui mercati si muove su uno scenario globalizzato, la vigilanza dev’essere sistemica, ovvero a livello europeo. Non ricorre a giri di parole, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel dare il ben servito alle Banche centrali in materia di sorveglianza nel corso della riunione della Task force per finanziamenti ai sistemi sanitari, in corso a Londra. “Io” dice “darei tutto alla Bce”.

Le social card spiegate da Tremonti: 423mila attivate, basta polemiche

Giulio Tremonti

Vuole stabilire con i giornalisti una cadenza di incontri mensili, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. E in quello odierno, il titolare di Via XX settembre ha svariato sugli argomenti caldi dell’economia: dalla social card, ai cosidetti Tremonti-bond, dalle stime del Pil al federalismo fiscale, passando per un’analisi della crisi.
Si comincia subito con una risposta alle stime drammatiche giunte da Bankitalia sul Pil a -2%: “I dati e le previsioni sono esercizi congetturali, realistici quanto si vuole, ma previsioni”. E poi ancora duro: “Direi che si tratta di un ritorno al 2006, non il Medioevo”. E per questo ha ribadito che non verranno messe in atto politiche di deterioramento dei conti pubblici: “L’Italia sul rapporto deficit-pil non fa politiche di deterioramento, anche se la minore crescita influenzerà il denominatore del rapporto. Ad oggi ancora nessun Paese ha dato numero precisi. Lunedì prossimo ci sarà l’Ecofin e lì potremo avere dati più precisi. Per ora ci atteniamo ad una politica che rispetti gli impegni e contenga al massimo l’indebitamento”.
A proposito della Social card ha invitato l’opposizione (e i media) a non polemizzare: “Ci vuole rispetto per chi è povero. Chiedo all’opposizione di non polemizzare su questo argomento”. Quindi ha sciorinato alcuni dati sulla carta acquisti: “Sono state inviate 1,3 mln di lettere, le carte richieste sono state circa 580mila. Quelle caricate sono 423 mila, con un tasso di accoglimento del 73%. Molti di quelli che hanno fatto la domanda non avevano gli indicatori Isee, gli altri l’hanno avuta accolta. Quasi mezzo milioni di posizioni attivate è una cifra grande, che non giustifica le polemiche: non polemizzate per favore sulla povertà della gente”. Gli acquisti fatti con la Social card sono stati 680mila e la spesa media è stata di 33 euro. Tremonti ha ammesso che “la natura nuova del provvedimento ha portato ad alcuni disagi di cui ci scusiamo”. L’obiettivo che il ministero vuole raggiungere? “Quello del 1,3 mln di carte distribuite”.
Quindi Tremonti ha rivelato, e ammesso, che sono allo studio i cosidetti Tremonti-bond: “Ci stiamo lavorando, ma non chiamateli Tremonti-bond”. Il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, accanto a lui ha aggiunto: “Il rendimento dei Tremonti-bond parte da 7,5% in su”. E Tremonti “Li facciamo non per le banche, ma per le imprese”.
Importanti alcune spiegazioni sul decreto anticrisi approvato ieri dalla Camera. Un decreto che per Tremonti “ha una portata che va oltre gli interventi di spesa pubblica. Qualifica alcune direzioni della spesa pubblica, identifica dei contenitori di risorse europee e agisce sulle procedure e sulla qualità della spesa. L’Italia deve ancora intervenire e spendere 112 mld di euro da qui al 2012 e questi soldi saranno utili per gestire la crisi. In Europa e con le regioni stiamo ragionando per capire come gestire questi fondi: sia per le infrastrutture, che per motivazioni sociali”. Poi si è autominacciato: “Non sarebbe accettabile se no riuscissimo a spendere una cifra tale, sarebbe ben peggio del semplice malgoverno”.
Tremonti ha difeso l’euro definendolo “un progetto è totalmente sostenibile”. E ha parlato del federalismo fiscale come di una “una misura fondamentale che presto passerà al Senato e poi alla Camera”. Poi sulla crisi: “Stiamo attraversando una terra incognita”, ha detto Tremonti. Una terra incognita che per il titolare dell’Economia “è problematica dal lato della finanza e non dell’economia reale”. Poi in stile guru ha dettato i rimedi “prendiamo la Bibbia e la meccanica del sabbatico, ovvero separiamo il grano dall’oglio. Salvare tutto è divino, salvare il salvabile è umano”. Sull’auto Tremonti allinea l’Italia alle decisioni europee: “Sostenere il settore automobilistico dovrà essere una decisione europea. In Europa si dovrà decidere e l’Italia assumerà eventualmente misure solo in linea con Ue”.

Dal bonus famiglia alla Cig: dalla Camera la fiducia al governo

Euro

Dall’una tantum per le famiglie al sostegno al reddito per i negozianti costretti a chiudere per la crisi, dal pagamento dell’Iva per cassa ai pannolini gratis. La Camera ha votato la fiducia al Governo, con 327 sì rispetto ai 252 voti contrari (solo due deputati delle minoranze linguistiche si sono astenuti), dando il suo ok alle misure contenute nel testo del provvedimento anti-crisi così come uscito dalle Commissioni Bilancio e Finanze. Palpabile la soddisfazione del ministro dei Rapporti con il Parlamento Elio Vito: “I 327 voti ottenuti dal governo nella fiducia sul Dl anticrisi rappresentano il più alto risultato ottenuto fino ad ora in questa legislatura”. 75 voti di scarto che stanno a dimostrare “la straordinaria compattezza della maggioranza”.
Il provvedimento, oramai blindato, approderà al Senato dove verosimilmente non subirà ulteriori ritocchi. Eventuali correzioni potrebbero arrivare con un altro provvedimento legislativo. Il decreto vale circa 5 miliardi; quasi la metà verrà impiegata per il bonus famiglia.
Nuove norme sono state introdotte alle misure anti-crisi durante il passaggio nelle Commissioni di Montecitorio. Ci sono per esempio 350 milioni per gli assegni familiari. Novità anche sullo sconto fiscale del 55% per i lavori di ristrutturazione che garantiscono risparmio energetico: potrà essere fruiti in 5 anni e non più in 3. Se i parlamentari del Sud, del Pd e soprattutto dell’Mpa, lamentano una penalizzazione del Mezzogiorno, il testo uscito dalle Commissioni invece contiene nuove norme per Milano (il cosiddetto salva-Malpensa) e per Roma (investimenti per la metro fuori dal patto di stabilità). Proprio quest’ultimo capitolo ha fatto infuriare i sindaci del Carroccio, che hanno annunciato che violeranno il patto di stabilità in segno di protesta dopo che una deroga speciale è stata concessa nei giorni scorsi al Campidoglio. “Nel decreto anticrisi votato oggi con la fiducia è contenuta la deroga di non rispettare il patto di stabilità per il Comune di Roma. È un evidente autorizzazione morale per tutti i sindaci che hanno ben gestito i loro bilanci, erogando servizi di ottima qualità ai loro cittadini, a tenere lo stesso comportamento”.

Ecco di seguito, misura per misura, tutte le norme del decreto varato per far fronte alla crisi.
Bonus famiglia. È l’una tantum da 200 a 1.000 euro per lavoratori e pensionati con redditi bassi. Va ai nuclei familiari e solo nel caso dei pensionati anche a soggetti singoli. Il termine per la domanda è il 28 febbraio.
Assegni familiari. Arrivano 350 milioni di euro per dare un sostegno anche ai lavoratori autonomi e per rafforzare gli aiuti alle famiglie con disabili. La spesa potrà però essere decisa solo dopo una verifica su quanto non speso nel 2009 per garantire un tetto alla rata dei mutui variabili.
Mutui prima casa. Per i mutui in corso le rate variabili 2009 non possono superare il 4% grazie all’accollo da parte dello Stato dell’eventuale eccedenza; per i nuovi mutui, il saggio di base su cui si calcolano gli spread è quello Bce.
Pannolini gratis. Per le famiglie che rientrano tra i beneficiari della social card ci sarà un aiuto per l’acquisto di pannolini e latte per i figli fino a 3 mesi di età.
Affitti, mini-fondo. Arrivano 20 milioni in più.
Ammortizzatori. Il sostegno al reddito di coloro che perdono il lavoro sarà garantito dal nuovo Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, nel quale confluisce anche il Fondo occupazione per gli ammortizzatori in deroga, finanziato per 1 miliardo e 26 milioni di euro.
Massimo scoperto. Se il saldo del cliente risulta a debito per un periodo inferiore a 30 giorni non si paga la commissione.
Bolletta luce, ampliata platea tariffa sociale. L’accesso alla tariffa elettrica agevolata è consentito anche a coloro che in famiglia hanno un malato che ha bisogno di apparecchiature medico-terapeutiche alimentate ad energia elettrica. Destinatarie delle tariffe agevolate anche le famiglie con almeno 4 figli a carico e con Isee non superiore a 20.000 euro.
Fondo crediti nuovi nati. Istituito un fondo per prestiti agevolati alle famiglie con nuovi nati. Accederà alle risorse anche chi ha un familiare affetto da una malattia rara.
Riforma del mercato elettrico. Tra le novità la futura divisione dell’Italia in tre macro-zone.
Pedaggi autostradali. Gli aumenti saranno congelati fino al 30 aprile 2009.
Detassazione produttività. Prorogato al 2009 l’alleggerimento fiscale per i premi di produttività per i lavoratori dipendenti del settore privato.
Deduzione Irap. Sarà possibile scontare ai fini Ires e Irpef il 10% dell’imposta regionale sulle attività produttive.
Iva per cassa. Il pagamento dell’imposta non sarà più al momento dell’emissione della fattura ma all’effettivo incasso dei corrispettivi.
Studi di settore. Revisione legata alla congiuntura economica. Nessun allentamento invece del loro valore probatorio.
Pagamenti PA. Prevista una velocizzazione dei pagamenti dovuti dalla pubblica amministrazione e dei rimborsi fiscali ultradecennali.
Acconti fiscali. L’acconto Ires passa dal 100% al 97%, mentre quello Irap dal 99% al 96%.
Tremonti-bond. Il Tesoro potrà sottoscrivere, su richiesta delle banche interessate, strumenti finanziari privi dei diritti di voto.
Opa. Allentate le regole sulla cosiddetta passivity rule.
Roma. Investimenti per il trasporto pubblico fuori dal patto di stabilità.
Malpensa. Norme a tutela dell’hub milanese, considerato il via della nuova Alitalia.
Rottamazione negozi. Sostegno al reddito ai negozianti che sono costretti a chiudere. Equivarrà alla pensione minima e sarà concesso a chi ha più di 62 anni (57 se donne).
Infrastrutture. Arriva norma che velocizza la realizzazione delle grandi opere.
Iva Sky. Passa dall’aliquota ridotta del 10% al 20%.
Pornotax e maghi. Tasse maggiorate per la produzione e vendita di materiale porno. Ritocco fiscale anche per i maghi.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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