
Il Presidente francese Nicolas Sarkozy (Credits: AP Photo/Michel Euler)
TUTTO SUL G20
Nicolas Sarkozy, nella veste di Presidente del G20 di Cannes che si è concluso questa sera, ha omaggiato i leader del mondo con penne Dupont e borse Hermes. La mossa di Sarkozy, però, non è certo isolata. Ogni appuntamento internazionale è occasione per chi ospita per fare regali. Di che tipo? Silvia Grilli, vicedirettore di Panorama, racconta usi e costumi dei grandi del mondo. Come hanno omaggiato i loro ospiti nel tempo. Ricevendo, a volte, anche dei sonori “no grazie”.
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Le grandi compagnie petrolifere stanno partecipando allo sforzo globale per alleviare l’effetto serra intensificando la ricerca sulle fonti di energia a emissioni zero. Fino a pochi anni fa, per esempio, la multinazionale Bp era la British Petroleum, cioè “Petrolio britannico”. Dal 2000 ha cambiato il nome in Beyond Petroleum, “Oltre il petrolio”, e in seguito ha creato un logo verde e giallo, sottolineando così il nuovo impegno ambientalista. Dall’immagine agli impegni concreti: nel 2005 è stata creata la divisione “energie alternative” che conduce ricerche sulle fonti alternative agli idrocarburi, come solare, eolico, idrogeno e i biocarburanti, un settore sviluppato insieme alla Dupont, attiva nella chimica e nelle biotecnologie. In Spagna e in America Latina Gasnatural finanzia la ricerca di nuove fonti di energia. Il gruppo, nato nel 1992 dalla fusione di diverse società iberiche, è impegnato nella ricerca di biogas in Colombia, e produce energia elettrica dal vento (insieme a Dersa), dalle biomasse e dal solare termico.
Le piccole e medie imprese italiane non sono rimaste a guardare. La Ies italiana è una società nata nel 1994 e recentemente acquisita dal gruppo ungherese Mol. “Ies è stata la prima compagnia in Italia – dice l’amministratore delegato, Adolfo Vanucci – ad utilizzare miscele di idrocarburi e prodotti provenienti da sorgenti rinnovabili (biodiesel) per la preparazione di gasolio destinato all’autotrazione”. E aggiunge: “Stiamo studiando la possibilità di integrare nel ciclo produttivo di raffineria una sezione di trattamento ‘olio vegetale grezzo’ per produrre biodiesel di seconda generazione con qualità superiore a quella attuale”. Un settore su cui scommette anche l’Unione europea: lo scorso marzo il Consiglio europeo ha posto come obiettivo il raggiungimento del 10% di biocarburanti nel totale dei consumi di benzina e diesel, raggiungibili grazie ai carburanti biologici di seconda generazione.