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Easyjet

Dialetto in volo, l’ultima genialata dei creativi low cost

Un aereo Easyjet a Malpensa / Davide Caforio Lapresse

Un aereo Easyjet a Malpensa / Davide Caforio Lapresse

“‘E cinture? Allacciatevill’”. Il dialetto decolla. E atterra. Non nelle scuole né nelle pubbliche amministrazioni, come quest’estate volevano alcuni esponenti della Lega. Ma sugli aerei: Continua

Alitalia sedotta e abbandonata. Aeroflot preferisce Czech Airlines

L’Amministratore Delegato di Aeroflot Valery Okulov ha ammesso ufficialmente che Aeroflot è interessata a comprare la compagnia ceca. “Le condizioni di acquisto della Czech Airlines non sono ancora chiare, ma ci stiamo consultando”.
“Noi siamo interessati a comprare un vettore europeo e questo riguarda non solo la compagnia ceca” ha aggiunto Okulov. La su precisazione si potrebbe riferire alla Jat Airways, la compagnia di bandiera serba, ( Aeroflot ha già fatto una proposta di privatizzazione la scorsa primavera) ma anche ad Alitalia. “La nostra compagnia deciderà entro il 10 novembre se comprare il pacchetto Alitalia”, ha precisato numero uno di Aeroflot.
Gli analisti russi preferiscono la compagnia di bandiera ceca ( il 56.92 % è del Ministero delle Finanze di Praga). Costa meno (200-300 milioni di dollari) e ha perdite irrisorie (6.4 milioni di euro nel 2006).
Simili opinioni ha Citi, che ad Air France ha sconsigliato in un recente rapporto di comprare Alitalia se c’è Iberia. Non è convinta di scendere in pista neanche Lufthansa. Sembra che i tedeschi lottino solo per non dare ai concorrenti la possibilità di diventare il numero uno in Europa. Resta Carlo Toto, padre padrone di Air One. La sorte della compagnia di bandiera italiana dovrebbe essere decisa entro due settimane. Così ha detto Maurizio Prato. Formalmente ci sono 6 concorrenti in gara. Prima si decide, maggiori saranno le possibilità di salvare il salvabile.

E l’advisor di Alitalia disse ad Air France: meglio Iberia

Panorama dall'oblò di un aereo Alitalia

Perché comprare Alitalia visto che in vendita c’è anche Iberia? Una compagnia che, a differenza del vettore italiano, vola in cieli tranquilli e continua macinare utili? Domande che rimbombano da mesi nelle stanze dei bottoni di Air France-Klm soprattutto ora che a porsi il quesito non è un consulente qualsiasi ma addirittura Citi. Ebbene sì, proprio la società che fa capo a Citigroup, scelta appena qualche settimana fa come advisor della privatizzazione dal numero uno di Alitalia, Maurizio Prato.
Citi, senza porsi minimamente il problema di mantenere un profilo basso in tutta la vicenda, in un report ha messo sotto la lente la strategia di espansione di Air France-Klm. E dopo avere fatto due conti è arrivata alla conclusione che la migliore acquisizione per Parigi è Iberia.

Non fosse altro che l’operazione risponde esattamente all’obiettivo annunciato più volte da Jean-Cyril Spinetta di un Roce (Return on capital employed) dell’8,5%. E se il suggerimento arriva da chi ha avuto modo di mettere a nudo la reale situazione dei conti Alitalia, allora c’è da fidarsi. In effetti Spinetta continua a prendere tempo, tenendo il governo italiano con il fiato sospeso in attesa di capire se riuscirà a battere sul filo del rasoio la battaglia contro British Airways che pure punta sul vettore spagnolo per espandersi in Europa.

“I colloqui con Alitalia inizieranno probabilmente nelle prossime settimane”, ha detto il numero uno di Air France-Klm. Un allungamento dei tempi che servirebbe anche all’altro scopo. Quello di costringere il governo italiano ad accettare le condizioni poste da Parigi a suo tempo per prendere Alitalia e cioè acquisizione a costo zero e forte riduzione dell’organico attraverso l’utilizzo di ammortizzatori sociali.
Paletti che, al momento, Palazzo Chigi non intende accettare. Ma se tutti gli altri candidati dovessero fare dietro-front, quella francese tornerebbe a essere l’unica strada da percorrere per evitare il commissariamento di Alitalia.

SPECIALE ALITALIA

Malpensa: Alitalia prende tempo ma lo scalo perde rotte e investitori

L'aeroporto varesino di Malpensa | Ansa
Il fenomeno nebbia è sempre più raro intorno a Milano. Eccezion fatta per Malpensa. A quanto pare l’atteggiamento fumoso del numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, sul depotenziamento dello scalo lombardo rischia di mettere in fuga quei concorrenti che avrebbero dovuto garantire il rilancio.
Ieri è stato il numero uno di Ryanair, Michael O’Leary, a lanciare l’ultimatum. Ma l’incertezza intorno alle rotte che Alitalia intende realmente tagliare starebbero scoraggiando un po’ tutte le compagnie che già gravitano su Malpensa. E cioè Easyjet, Austrian Airlines, Blu Panorama e molte altre.
“Se Alitalia non se ne va il programma su Malpensa non procederà”, ha affermato O’Leary che nelle scorse settimane ha cercato di instaurare un filo diretto con i vertici della Sea ma le trattative viaggiano su un binario morto. Dal canto suo, Alitalia ha tutto l’interesse a ritardare qualsiasi decisione.
Il piano prevede che le cancellazioni di alcune rotte su Malpensa saranno effettive solo da marzo, ma quali siano i collegamenti da tagliare nessuno lo sa. Prato non vuole esporsi prima di avere trovato un compratore per Alitalia. L’unica cosa certa, peraltro ribadita con molta convinzione ad alcuni parlamentari nel corso di un’audizione alla Camera, è che operare sullo scalo milanese comporta un buco di oltre 150 milioni all’anno per i conti Alitalia.

Malpensa: Alitalia lascia, Easyjet raddoppia

La compagnia low cost inglese Easyjet ha deciso di raddoppiare la propria base di Malpensa

Alitalia che va, Ryanair che (forse) viene. Intanto nell’affaire Malpensa spunta un terzo incomodo: Easyjet. La compagnia low cost inglese ha deciso di raddoppiare la propria base nello scalo entro il 2009, con un investimento di 600 milioni di euro in tre anni.

Il progetto prevede anche 2 mila posti di lavoro in più e otto nuovi aerei, da aggiungere agli attuali sette. Il primo arriverà già l’1 ottobre. “Il piano di crescita di Easyjet a Malpensa”, si legge in una nota della compagnia, “non è una conseguenza della recente decisione di Alitalia di spostare un numero considerevole di voli su Roma”, ma è il proseguimento di un percorso iniziato, in collaborazione con Sea, nel marzo 2006. Da allora, data dell’apertura della base, Easyjet è diventata la seconda compagnia di Malpensa.

Il confronto con Ryanair è diretto. “Il nostro impegno di basare 15 aeromobili in soli tre anni”, continua la nota, “contrasta da solo con il vago annuncio di Ryanair di basare 18 aeromobili in un periodo di cinque anni presso diversi aeroporti in Nord Italia”. Conferma Andy Harrison, amministratore delegato della compagnia inglese: “Mentre alcune compagnie continuano a chiacchierare, noi facciamo i fatti. Siamo il partner migliore per colmare il gap che Alitalia lascerà a Malpensa”.

Malpensa: tutti la vogliono, nessuno se la piglia davvero

L'aeroporto di Malpensa che avrebbe dovuto diventare l'hub del Nord
Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non ha fatto in tempo ad annunciare che il nuovo piano industriale della compagnia di bandiera (che sarà discusso stasera in Cda) prevede la cancellazione di 150 voli da e per Malpensa, che i vettori concorrenti si sono messi in fila per accaparrarsi gli slot. A pensare di essere in grado di fare meglio di Alitalia sono in tanti, ma tra i vettori che stanno corteggiando il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, c’è qualcuno che ha realmente le carte in regola? Da Dublino si è fatto vivo addirittura il patron di Ryanair, Michael O’Laery. Il vettore irlandese è il più forte in Europa nel comparto low cost e il mercato italiano, con una quota del 17%, è secondo solo a quello britannico. Purtroppo c’è un ma. Ryanair guadagna tanto negli scali a forte vocazione turistica. È il caso, ad esempio, di Ciampino. La clientela di Malpensa è soprattutto business e difficilmente si adatterebbe alle regole spicciole di una compagnia a basso costo. Senza contare che Ryanair, al momento, non ha una flotta per effettuare collegamenti intercontinentali e quindi i passeggeri che devono andare fuori dall’Europa resterebbero comunque a terra.
Il segretario regionale della Fit-Cisl, Dario Ballotta, ha parlato senza mezzi termini di ”uno spot pubblicitario che sottende un declassamento di Malpensa ad aeroporto minore, su cui storicamente operano i vettori low cost”. Il discorso sarebbe diverso, osserva Ballotta, “se Ryanair volesse utilizzare Malpensa come proprio hub intercontinentale europeo avendo annunciato l’attivazione di rotte intercontinentali. Questo dimostrerebbe che il ricco mercato del Nord Italia è al centro degli appetiti dei vettori stranieri”. E comunque Ryanair si troverebbe a fare i conti con la concorrente Easyjet che a Malpensa ha già la prima base italiana e, con un giro di clientela che supera gli 1,2 milioni, è la seconda compagnia presente nella scalo milanese dopo la stessa Alitalia. Easyjet punta sicuramente a crescere (tanto che il Terminal 2 che oggi condivide con i charter, potrebbe diventare l’Easy Terminal, alla faccia di Alitalia che finora ha inutilmente chiesto un terminal dedicato sia a Malpensa sia a Fiumicino), ma anche in questo caso si tratterebbe di un’ulteriore virata di Malpensa verso il low cost.
Se si pensa che a rilanciare Malpensa possa invece essere Eurofly, così come ipotizzato da indiscrezioni di stampa, allora si è ben lontani dalla soluzione. La compagnia specializzata nei voli charter, nonostante sia stata acquistata da Meridiana, si trova ancora a fare i conti con perdite in crescita (il 2006 si è chiuso con un rosso di 29 milioni a fronte dei 2 milioni del 2005) e un indebitamento alle stelle. Con il revisore Deloitte che non ha certificato il bilancio 2006, avanzando dubbi sulla continuità aziendale, la compagnia non si trova di certo nella condizione di mettere mano al portafoglio per acquistare nuovi aerei in aggiunta ai 13 Airbus che già oggi a malapena riescono a garantire l’operatività nei momenti di punta. Non sta meglio la controllante Meridiana che ha una flotta composta quasi interamente di tutti vecchi Md 80 (sono esattamente 13) e sopravvive solo perchè la fa da padrona nei collegamenti su Olbia. Le cose non vanno meglio in casa Blu Panorama. La compagnia di Franco Pecci ha un coefficiente di riempimento degli aerei molto basso e ora deve trovare i soldi per i 4 Boeing 787 che ha già prenotato. Nonostante questo, Pecci ha lanciato un appello a Formigoni dicendo che “e’ nostra intenzione dialogare con le istituzioni lombarde per portare avanti un progetto di crescita su Malpensa. Blue Panorama Airlines ha posizionato il 70 per cento della propria flotta sull’aeroporto milanese e ha trasportato nell’ultimo anno un milione e mezzo di passeggeri sul proprio network”. Dal canto suo il governatore della Lombardia ha preso a corteggiare Carlo Toto di AirOne ma più che a Malpensa, l’imprenditore abruzzese punta a crescere su Linate da cui già ricava gran parte del fatturato.
L’unica a guadagnare con il piano Prato è Air France. Il ridimensionamento di Malpensa va a tutto vantaggio di Parigi e, ottenuto questo, Jean Cyril Spinetta, potrebbe finalmente uscire allo scoperto sull’intenzione di acquisire Alitalia.

Alitalia e Meridiana si sfidano sul web

http://www.flickr.com/photos/dyobmit/313402942/
Secondo Nielsen netratings, società d’analisi del traffico web, il portale Meridiana.it è, tra le compagnie aeree italiane, il più visto di tutta la rete, avendo registrato nel maggio 2007 1.215.000 visitatori unici. Il sito di Alitalia sarebbe invece il secondo più visitato con 1.182.000 persone connesse in un mese. Va però detto che il più grande operatore aereo italiano rivela dati diversi: 1.377.000 visitatori unici nel maggio 2007 per la versione italiana e 2.068.000 per quella internazionale, Alitalia.com.

Entrambe le società hanno puntato molto sul loro volto web: Meridiana ha da poco reso possibile l’accesso a pacchetti di viaggi con il suo operatore online Wokita, Alitalia invece sta cercando di coinvolgere nuovi passeggeri attraverso innovazioni nel sito web. “Oggi il 40 per cento delle nostre vendite sono generate dal canale online” dice Gianni Rossi, amministratore delegato di Meridiana. La percentuale di persone che compra un biglietto dopo aver visitato le pagine web delle due compagnie è simile: il 3,72 per cento dei visitatori per Meridiana e il 3,88 per cento per Alitalia.it (che sale al 4,2 per cento se consideriamo Alitalia.com). Un dato che fa riflettere perché la differenza negli asset è piuttosto marcata: la compagnia di bandiera dispone di 155 aerei, un numero di veicoli oltre dieci volte superiore rispetto a quello di Meridiana, e di numerose tratte internazionali.

Nella classifica Nielsen gli altri operatori sono nettamente distaccati. Sempre tenendo come parametro il maggio 2007, visitatori del sito italiano di Ryanair sono 794mila e quelli di Easyjet 497mila. Le due compagnie aeree sono state sanzionate di recente dall’Enac, l’Ente nazionale aviazione civile, per non aver fornito assistenza ai passeggeri durante il blocco dell’aeroporto di Ciampino, dovuto alla presenza in pista di una persona sospetta.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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