
Uno stabilimento tessile in Campania (Ansa)
Volano ordini e fatturato dell’industria a maggio. In particolare, segnala l’Istat, gli ordinativi sono saliti del 3,2% rispetto ad aprile e del 26,6% su base tendenziale, come mai accaduto dall’inizio della serie storica nel 2005. Le vendite sono invece aumentate dello 0,8% su base congiunturale e dell’8,9% rispetto a maggio 2009, massimo da febbraio 2008. L’indice grezzo del fatturato è cresciuto su base annua del 12,5%. Il fatturato congiunturale è aumentato dello 0,9% sul mercato interno e dello 0,5% su quello estero, mentre gli ordinativi nazionali hanno registrato una diminuzione dello 0,4% e quelli esteri una crescita del 9,5%. Nel confronto degli ultimi tre mesi con i tre mesi immediatamente precedenti le variazioni congiunturali sono state pari a +1,4% per il fatturato e a +4,6% per gli ordinativi. Continua

In principio, i grandi marchi del lusso arrivarono da Occidente per impiantare i loro stabilimenti produttivi sfruttando la manodopera a basso costo disponibile in Cina. Poi, hanno compreso che la nuova borghesia era alla ricerca di status symbol per ostentare la propria posizione sociale ed economica. Così, le case di moda sono sbarcate nei negozi lungo i viali di Hong Kong, Shanghai e Pechino, dove hanno trovato una clientela pronta a spendere qualsiasi somma per accaparrarsi l’ultima loro creazione. Continua

Ahmadabad, pulizia dei peperoni
L’India ha già dimostrato in più occasioni di voler imitare la Cina. Come Pechino, New Delhi cerca di consolidare i propri legami commerciali con il Sud-est asiatico, di crearsi avamposti in Africa e in America Latina, di esplorare il suolo lunare o di aumentare gli investimenti militari per sentirsi più sicura. Non stupisce quindi sapere che, se l’economia cinese ricomincia a crescere, quella indiana voglia fare altrettanto. Continua

(AP Photo/Vincent Thian)
(ANSA) - L’ inflazione è cresciuta ad un tasso più alto del previsto in Cina, facendo registrare in febbraio un aumento del 2,7% dei prezzi al consumo, secondo i dati diffuso oggi dall’Istituto nazionale di Statistica di Pechino. FOTO
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Il premier spagnolo José Luis Zapatero (AP Photo/Charles Dharapak, Pool)
Se Atene, Lisbona e Madrid soffrono, Milano non è che possa stare tranquilla. Si parla di Borsa, ovviamente, per l’incertezza che ha trascinato al ribasso i titoli spagnoli, greci e portoghesi. Continua

Alberto Alesina, professore di Economia ad Harvard
Un’invasione. Così l’economista e sociologo francese Guy Sorman ha definito in un post dell’edizione online del City Journal, la rivista del Manhattan Institute, i flussi migratori dei ricercatori europei verso i dipartimenti di economia americani. “Esuli del libero mercato”, invece, sarebbero secondo il professore i giovani studenti che vanno in America per conseguire un Ph.D. e che poi decidono di rimanere Oltreoceano in pianta stabile. I numeri parlano chiaro: secondo il CJ, un terzo dei ricercatori e professori di Harvard ha il passaporto europeo, mentre nel dipartimento di finanza della Business School della Univeristy of Chicago gli europei sono addirittura la metà del personale docente. Continua

Credits: LaPresse
Lo stesso Presidente Dmitri Medvedev lo ha ammesso: il 2009 è stato l’anno più duro per l’economia russa dopo il tracollo del 1998. I dati ufficializzati oggi, del resto, non lasciano spazio a dubbi, visto che il Prodotto interno lordo è calato del 7,9%. A questo si aggiunge una situazione macroeconomica dissestata. Il deficit del bilancio pubblico ha quasi raggiunto il 7% del Pil, il tasso di inflazione è oltre il 9%, la disoccupazione attorno all’8%.
La situazione ha iniziato a deteriorarsi circa un anno e mezzo fa, Continua