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Endesa

E.On getta la spugna nell’Opa su Endesa

I quattro protagonisti della partita energetica spagnola
I tedeschi dell’E.On gettano la spugna nell’Opa su Endesa, prima azienda elettrica di Spagna, seconda di Francia via Snet, terza in Italia con la controllata Endesa-Italia e leader dell’America Latina. La clamorosa notizia è stata rivelata da El Mundo online, secondo cui la utility di Dusseldorf potrebbe aver trovato un accordo con Enel ed Acciona, i principali azionisti di Endesa e protagonisti di una contro-Opa permessa dalle norme spagnole, ratificate oggi dall’Alta Corte, solo a dopo settembre.
E.On ha raggiunto un accordo con le rivali Enel e Acciona per dividere gli asset del gruppo elettrico spagnolo. In un comunicato diramato dai tedeschi, si legge che “E.On otterrà una posizione attraente in Spagna, Italia e Francia che desideriamo al più presto sviluppare. Oltre che significativi asset in Polonia e Turchia per un valore di circa 10 miliardi di euro”.
Nel dettaglio, l’accordo prevede che alla società tedesca, in caso di successo di Opa delle società italiana e spagnola, vada Viesgo (la controllata spagnola di Enel, con una capacità installata di circa 2.400 megawatt) ed Endesa Italia (con 5 mila megawatt di potenza installata).

Gioco dell’opa su Endesa, si apre la partita degli avvocati

Il logo di Endesa
S’infiamma il risiko energetico su Endesa. Enel e Acciona hanno replicato immediatamente ai tedeschi di E.On che, al termine di un Cda lampo, hanno deciso di rialzare da 38,75 a 40 euro ad azione la loro offerta per il primo gruppo elettrico spagnolo. Il gruppo italiano guidato da Fulvio Conti e la società di costruzioni spagnola, hanno annunciato di aver trovato un accordo per lanciare una contro-Opa di 41 euro su Endesa. La contro-offerta dei due maggiori azionisti di Endesa era nell’aria, dopo che E.On aveva comunicato l’aumento della sua offerta alla Cnmv (Comisión Nacional del Mercado de Valores), che, in mattinata, ha sospeso il titolo Endesa alla Borsa di Madrid. Il gioco al rialzo dei tedeschi fa slittare la conclusione della loro Opa, prima prevista per il 29 marzo, al 3 aprile in Spagna e al 6, dello stesso mese, negli Usa. Data al termine della quale l’Enel e Acciona annunceranno la loro Opa che scatterà però il 6 ottobre, quando scadranno i sei mesi che secondo la legge spagnola devono passare fra i lanci di due offerte.
A questo punto le uniche incertezze sembrano legate ai risvolti legali, dopo che E.On, che oggi ha rilanciato l’offerta su Endesa a 40 euro per azione, ha annunciato un’azione legale contro Enel, Acciona e, secondo quanto riporta il Financial Times, anche contro il governo spagnolo. Il gruppo tedesco ha infatti inviato le sue lamentele alla Consob spagnola, chiedendo che l’Autorità apra una procedura di infrazione nei confronti appunto di Acciona ed Enel “per turbativa di mercato, violazione del regolamento sulle opa e insider trading”. Peraltro, sottolineano gli analisti, “il rilancio di E.On non sembra per nulla aggressivo, al contrario di quanto si poteva temere, quindi non crediamo che il gruppo tedesco riesca a raggiungere il 50% di Endesa. A questo punto, la strada per Enel è più facile di prima, perché l’opa che lancerà fra 6 mesi sarà inferiore a 45 euro”.
Enel ed Acciona, secondo quanto si legge nel comunicato dell’azienda di costruzioni iberica, intendono condurre Endesa sotto la leadership di Acciona. Il progetto su Endesa, prosegue la nota è condizionato al mancato raggiungimento, da parte di E.On, di oltre il 50% di Endesa.
Nel caso in cui Enel ed Acciona ottengano il controllo effettivo di Endesa, l’accordo prevede la creazione di un leader mondiale nelle fonti rinnovabili, attraverso la combinazione degli asset di Endesa e di Acciona in una nuova società in cui Acciona avrà almeno il 51% ed Endesa il capitale restante. Enel e Acciona avranno diritto alla rappresentanza paritetica nel consiglio della holding ed in quello di Endesa. È previsto che i presidenti di entrambe i consigli godano del voto dirimente e che essi saranno nominati da Acciona. Il presidente di Endesa avrà potere esecutivo e congiuntamente all’Amministratore Delegato, che sarà di nomina Enel, eserciterà per delega i poteri del consiglio.

Enel e l’Opa su Endesa: Conti ha fatto bene i conti?

Logo e sede dell'Enel
Enel fa shopping in Spagna. Che ci fosse già un forte interesse lo si sapeva, ma ora il gruppo guidato da Fulvio Conti è pronto a lanciare un’Opa sul 100% del capitale del principale produttore di energia elettrica in Spagna, Endesa. Enel, però, non si muoverà da sola, ma insieme al gruppo di costruzioni Acciona: l’accordo sarebbe stato raggiunto in queste ore. Secondo alcune fonti entrambe le imprese si preparano a lanciare un’offeta di acquisto intorno a 42 euro per azione, prezzo che supera i 38,75 euro offerti dalla tedesca E.On.
Insieme le due società detengono già il 46% del gruppo iberico. Enel, infatti, grazie ad alcune banche (Ubs e Mediobanca), ha già racimolato il 24,9% del capitale di Endesa, mentre Acciona ha dichiarato di detenere una partecipazione del 21%. Secondo il quotidiano spagnolo El Mundo all’interno del patto ci sarebbe anche la spartizione dei vertici dell’azienda. Ad Acciona spetterebbe di nominare il presidente, mentre Enel designerà l’amministartore delegato. La società di costruzioni ha però precisato che l’obiettivo delle negoziazioni è “di esplorare le opzioni” e che “sebbene i colloqui con Enel stiano avanzando progressivamente un accordo definitivo non è stato ancora raggiunto”.
In una nota diffusa in mattinata, Enel ha informato che “sono in corso negoziazioni che hanno ad oggetto il possibile sviluppo di un progetto congiunto su Endesa nel caso in cui all’offerta pubblica d’acquisto su tale società effettuata da E.On non aderisca il 50% del capitale di Endesa”.
I tedeschi di Eon, dal canto loro, intuendo il contrattacco dell’Enel, hanno informato la Cnmv (Comisión Nacional del Mercado de Valores), cioè la Consob spagnola, che se la loro offerta non dovesse arrivare al 50% si accontenterebbero di una percentuale inferiore. Come a dire: il gruppo di Duesseldorf non ha alcuna intenzione di mollare la presa e intende trattare. Il rischio, quindi, è che Enel compia lo stesso errore di quando tentò, fallendo, la scalata sulla francese Suez, all’inizio del 2006. Insomma, un’Opa si fa e non si annuncia. Anche perché, dovesse vincere la partita, il colosso elettrico italiano si rafforzerebbe non solo in Spagna, ma anche in mercati strategici, tra i quali, appunto, la Francia, la Polonia e il Marocco.


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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