
Mario Monti con il presidente del consiglio nazionale libico Abdul Jalil (Credits: Ansa)
Salvare il salvabile del “tesoro” che l’Italia aveva in Libia prima della caduta di Gheddafi. È l’obiettivo fondamentale della visita a Tripoli (la prima al di fuori dei confini europei) del governo di Mario Monti. Continua

Il gasdotto Greenstream dell'Eni che porta il gas dalla Libia all'Italia (Credits: Ansa)
Il prezzo medio del gas all’ingrosso in Italia costa, all’inizio del 2012, circa 32 euro per MWh. La stessa quantità di gas al confine tra Austria e Slovacchia costa 23 euro. Ecco: questi sono i due numeri dai quali partire per capire come mai in Italia il gas non solo costa molto, ma continua ad aumentare di prezzo dato che solo tra ottobre 2010 e ottobre 2011 è salito del 12,2%. Continua

(Credits: Dpa/Lapresse)
Non bastavano i ripetuti aumenti delle accise decisi quest’anno . Ora ci si mette anche una potenziale crisi petrolifera internazionale a far schizzare alle stelle il prezzo di benzina e gasolio. Continua

(Credits: Imagoeconomica)
Il prezzo dei carburanti sale ancora. Negli impianti dell’Eni, infatti, da questa mattina un litro di verde costa 1,722 euro, 1 centesimo in più di due giorni fa. Mentre il diesel è stato ritoccato al rialzo di 0,5 centesimi: 1,694 euro al litro. E ora? A ruota seguiranno tutti gli altri operatori. Continua

Il presidente del Consiglio Mario Monti (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
Non solo un pacchetto di misure per risanare i conti e rilanciare l’economia. Il premier Monti, impegnato in questi giorni in un tour de force in Europa, è disposto a mettere sul piatto un’altra fiche per evitare il crac dell’Italia: rinunciare alla golden share, ossia al meccanismo che consente allo Stato italiano di detenere poteri speciali di veto nelle società partecipate e attive in settori strategici, come Eni, Enel e Finmeccanica. E dare il via libera alle privatizzazioni. Continua

Il percorso del gasdotto Nord Stream
Più gas per tutti. È proprio il caso di dirlo dopo l’inaugurazione alla presenza del cancelliere tedesco Angela Merkel e del capo di governo russo Medvedev, del Nord Stream, un moderno gasdotto che collegherà Russia e Germania. Un’opera lunga 1.200 chilometri, che corre sul fondo del Mar Baltico e che dovrebbe garantire la fornitura di circa 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno, sufficienti a rifornire ben 25 milioni di abitazioni. Un vero toccasana per l’approvvigionamento del Nord Europa. Un’infrastruttura colossale, nella quale c’è l’impronta importante anche dell’Italia, visto che secondo alcune stime, dei circa dieci miliardi di euro stanziati per la sua realizzazione, circa due sono andati a Saipem che ha curato la posa dei tubi. Continua

Enrico Mattei, presidente dell'Eni nel 1953, anno di fondazione del colosso energetico italiano (Archivio Ansa)
Le grandi multinazionali italiane non superano i 100 miliardi di euro di fatturato. L’unica che si avvicina alla soglia è Eni, colosso energetico a partecipazione statale: 98 miliardi nel 2010. Comunque meno della metà, per rimanere nel settore energetico, di concorrenti del calibro di Royal Dutch Shell (237 miliardi) o ExxonMobil (226 miliardi). Le altre due big italiane in classifica sono Enel (a partecipazione statale) a 71,9 miliardi e Exor, la finanziaria (ex Ifi) azionista di maggioranza di Fiat e Fiat Industrial a 59 miliardi. Continua