In realtà l’euro nasce sotto una cattiva stella. Quella dei trucchi contabili sui bilanci pubblici per rientrare nei criteri di Maastricht che gli stessi Stati aderenti alla Ue hanno sottoscritto. Il rigore richiesto nuovamente oggi è giusto, ma forse ci siamo dimenticati di cosa, negli anni, hanno fatto alcuni Paesi per tentare di rispettare i requisiti stabiliti. A partire da Francia e Germania. Che ne hanno combinate (finanziariamente parlando) di tutti i colori. Continua

Il presidente della bce Mario Draghi a Davos (Credits: EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT)
I mercati hanno bellamente ignorato la riduzione, da parte dell’agenzia di rating Fitch, del voto sul debito di 5 paesi europei, Italia inclusa (da A+ a A-) . Il vertice di Davos si è chiuso con un Mario Draghi sorridente e un clima tutto sommato disteso, a parte il solito Nouriel Roubini che disegnava inascoltato scenari apocalittici. Continua

(Credits: LaPresse)

La lunga marcia dello yuan verso l’Occidente è ormai iniziata. La borsa di Londra sta per diventare il principale centro offshore per gli scambi in moneta cinese. L’unico fuori dall’Asia. Con vantaggi enormi per entrambe le parti coinvolte. Continua

Il cancelliere tedesco Angela Merkel (Credits: Imagoeconomica)
La Germania ha guadagnato un sacco di soldi grazie alla valuta unica. Un’indagine condotta dalla società di consulenza strategica McKinsey rivela infatti che nel solo 2010 la ricchezza dei tedeschi è cresciuta di 332 miliardi, circa il 3,6 per cento del prodotto interno lordo, grazie al mercato creato dall’euro e alla ristrutturazione adottata dai tedeschi. Continua

(Creidts: LAPRESSE)
Cosa hanno in comune i kiwi neozelandesi, le parole di un guru di Hsbc e le previsioni di Forexinfo? L’euro. Eccovi tre notizie interessanti sullo stato di salute della nostra moneta. Continua

(Credits: ROBERTO MONALDO/LAPRESSE)
Dieci anni di euro. Cosa significano per le tasche degli italiani? Che rispetto al 2002 oggi una penna a sfera costa il 207,7% in più, un tramezzino il 198,7% in più, un cono gelato il 159,7% in più. Continua

(Credits: Epa/Andy Rain)
Controlli o restrizioni sui movimenti dei capitali e un programma straordinario per agevolare il rimpatrio dei cittadini britannici che si trovano in Europa, per motivi di lavoro o anche soltanto per trascorrere le vacanze. Sono le misure che il Regno Unito sarebbe pronto a far scattare nel caso di un crack improvviso dell’intera Area Euro o di un abbandono della moneta unica anche da parte di un solo paese, come ad esempio la disastrata Repubblica Greca. Continua