
Raccolta differenziata a Napoli (Ansa)
Pochi giorni fa Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, ha aggiornato i dati sulla gestione dei rifiuti urbani nei 27 paesi. L’Italia, secondo mercato in Europa, è ancora sotto la media per quanto riguarda il riciclaggio e l’incenerimento. Continua

Credits: LaPresse
Un tempo, le bionde si limitavano ad avere la meglio quando si trattava di fare breccia nei cuori maschili, come sancì una famosissima pellicola del 1953 con Marylin Monroe e Jane Russel: “Gli uomini preferiscono le bionde“. Oggi, invece, sembra siano anche capaci di ottenere stipendi migliori. Continua

Interni di un laboratorio meccanico (Ansa)
Il peggior dato dal 1971: nel 2009 il prodotto interno lordo (Pil) dell’Italia, secondo l’Istat (qui il comunicato), è diminuito del 4,9%. Continua

Zapatero con Berlusconi - Ansa
Nel dicembre del 2006 un raggiante Rodriguez Zapatero annunciava in diretta tv “Avevo avvertito Prodi: gli ho detto che abbiamo superato l’Italia come reddito pro-capite”. Ovvero il Pil per persona calcolato in base al potere d’acquisto. Continua

Manifestazione di disoccupati a Napoli - Lapresse
È il dazio più duro da pagare alla crisi economica mondiale. E a farne le spese sono soprattutto i giovani. La disoccupazione cresce in tutta Europa e anche in Italia, anche se la media rimane migliore rispetto all’area Euro, come sottolinea il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola: “Teniamo meglio noi e speriamo che la ripresa ci faccia dire che si possa recuperare”. Continua

Italia prima in Europa. Per carico fiscale sui lavoratori. Le cifre sono fornite dall’Eurostat in base al confronto effettuato sui dati relativi al 2007 (qui il .pdf). In Italia, secondo Eurostat, le tasse e i contributi sociali rappresentano il 44% del costo del lavoro contro il 42,3% della Svezia e il 42,3% del Belgio.
Dati alla mano, in Italia il carico fiscale che ricade sul reddito lavorativo nel 2007 è stato pari al 44%, in salita rispetto al 42,5% del 2006. Seconda in classifica la Svezia, 43,1%, e a seguire il Belgio, 42,3%. I livelli più bassi dell’Unione sono invece stati osservati a Malta, 20,1%, Cipro 24% e Irlanda 25,7%. Il tutto a fronte di una media dell’Ue a 27 paesi del 34,4% nel 2007, invariata rispetto al 2006.
Sul fronte delle tasse sul capitale, in Italia sono salite al 36,2% nel 2007, contro il 34,2% del 2006; ma trend in salita anche per l’Ue a 27 paesi, al 28,7% nel 2007 contro il 25,7% dell’anno precedente. Sotto la media Ue invece le imposte sul consumo, nel Belpaese al 17,1% nel 2007, inferiori al 17,4% del 2006 e al 17,9% del 2000, mentre l’Unione ha registrato rispettivamente: 22,2%, 22% e 20,9%. Prima dell’Italia troviamo Grecia, al 15,4% nel 2007 e Spagna, 15,9%. Imposta sul consumo più alta dell’Ue invece in Danimarca, nel 2007 al 33,7%, Svezia al 27,8% e Ungheria 27,1%.

Quasi due milioni di impieghi in meno. Nel primo trimestre del 2009 nell’Ue sono stati persi 1.916.000 posti di lavoro, di cui 1.220.000 nella zona euro.
Lo comunica l’Eurostat (qui il documento in .pdf). In termini percentuali, l’occupazione ha subito un calo dello 0,8% sia nell’area euro che nell’Ue-27, il doppio rispetto all’ultimo trimestre del 2008. Calo dello 0,8% anche in Italia, mentre, tra i principali Paesi di Eurolandia, si registra un -6,4% in Spagna, un -0,7% in Francia e un +0,1% in Germania. Secondo quanto rileva l’Eurostat, sia nella zona euro che nell’Ue a 27 l’occupazione è calata dell’1,2% rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno. Il crollo più significativo si è registrato in Lettonia, dove l’occupazione è precipitata dell’8,2%, e in Estonia, scesa del 7,2%. L’Eurostat stima che nel primo trimestre del 2009, nell’Ue a 27, erano 223.8 milioni gli uomini e le donne con un lavoro, di cui 146.2 milioni nell’area euro.
Buste paga congelate
Le retribuzioni di fatto sono cresciute nel primo trimestre 2009 dello 0,1% sul trimestre precedente e dello 0,6% sul primo trimestre 2008. Lo comunica l’Istat spiegando, che è il dato più basso dal 2000, anno di inizio della ricostruzione delle nuove serie storiche. L’Istat ricorda che l’indicatore sulle retribuzioni di fatto si riferisce a unità di lavoro equivalenti a tempo pieno al netto della Cassa integrazione. Nel primo trimestre il tasso di inflazione era stato pari all’1,5%. L’Istat sottolinea che nel primo trimestre 2009 gli oneri sociali per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno sono cresciuti dello 0,3% rispetto allo stesso trimestre del 2008, ma sono diminuiti dell’0,1% rispetto al trimestre precedente. Il costo del lavoro per Ula è cresciuto dello 0,1% rispetto all’ultimo trimestre del 2008 mentre è aumentato dello 0,6% rispetto al primo trimestre 2008. Le retribuzioni sono cresciute dell’1,2 tendenziale nell’industria mentre nei servizi sono aumentate appena dello 0,1%. Il dato dell’industria risente nel complesso del buon andamento delle retribuzioni nelle costruzioni (+2,8% nel primo trimestre 2009 sullo stesso periodo del 2008), mentre nei servizi hanno subito un calo le retribuzioni di fatto nel settore finanziario e assicurativo con un -8,5% dovuto al confronto con il livello particolarmente elevato del primo trimestre 2008 (periodo nel quale sono stati erogati arretrati e una tantum per il rinnovo del contratto).
Debito
Il debito pubblico italiano tocca un nuovo record. Ad aprile sale in valore assoluto a 1.750,4 miliardi. È quanto emerge dai dati riportati nel supplemento finanza pubblica al bollettino statistico della Banca d’Italia.