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(Credits: Ap Photo/Thibault Camus)
Una “risposta forte e coordinata per affrontare le nuove sfide dell’economia mondiale”. E’ questo l’impegno dei rappresentanti del G20, che in tutta fretta hanno diffuso un comunicato stampa subito dopo la cena a margine della riunione del Fondo Monetario Internazionale (Fmi).
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(Credits: Epa/Maya Vidon)
Si preannuncia un’ennesima giornata nera per le Borse europee che sin dall’apertura stanno tutte lasciando sul campo ingenti perdite. Sulla scia delle Piazze asiatiche che hanno chiuso con i listini al livello peggiore dell’ultimo anno. Tokyo ha segnato un -1-1%.
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Credits: Ap Photo/Matthias Rietschel
Lo spettro è quello di una spaccatura di Eurolandia: da una parte un super euro in mano alla Germania e agli altri paesi con la tripla AAA (Francia, Olanda, Austria, Finlandia e Lussemburgo); dall’altra gli altri paesi, compresa l’Italia, che tornerebbero alle vecchie valute o dovrebbero accontentarsi di una valuta debole (euromed, l’euro dei paesi mediterranei). Continua

Monete da un euro (ANSA/CLAUDIO ONORATI)
E se la crisi finanziaria del Vecchio Continente fosse stata causata dall’Euro? Secondo Wolfgang Munchau, Presidente di Eurointelligence, i problemi economici che stanno facendo traballare Gracia, Irlanda, Portogallo, e un po’ anche la Spagna hanno messo in evidenza “le bugie, le manipolazioni e gli errori politici, giuridici ed economici che hanno permesso l’approvazione della moneta unica”.
Munchau ha analizzato con attenzione pregi e difetti dell’Euro, partendo da quelle che, dal suo punto di vista, sono state le false promesse di chi ha cercato “con l’inganno” di vendere la moneta unica all’intera Europa. Continua

Portogallo, mendicante (Credits:LaPresse)
“Abbiamo bisogno di un aiuto finanziario da Bruxelles, da soli non ce la facciamo. Ho sempre sostenuto che chiedere un aiuto esterno sarebbe stata la nostra ultima possibilità, ma è giunto il momento di seguire anche questa strada. Dopo tutto, si tratta di una questione di interesse nazionale“. Il premier portoghese José Socrates ha ammesso di aver bisogno di un prestito di almeno 80 milioni di euro per far fronte ai danni provocati dalla crisi di debito che ha colpito il paese. Lisbona diventa così la terza capitale dopo Atene e Dublino a chiedere assistenza al fondo di salvataggio europeo e al Fondo monetario internazionale. Continua

Disoccupazione e inflazione in Europa (Credits: LaPresse)
Dopo essersi lasciata alle spalle un anno particolarmente difficile per la crisi del debito e gli attacchi speculativi, la moneta unica europea si è ritrovata nel 2011 a dare il benvenuto nell’eurogruppo all’Estonia, prima repubblica ex sovietica e terzo pese ex comunista, dopo Slovenia e Slovacchia, ad entrare nel club. Continua


di Oscar Giannino
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, fra manovra pluriennale estiva e correzioni nella legge di stabilità per il 2011, ha frenato il deficit tendenziale dello 0,9 per cento di pil per il 2011, e dell’1,5 per cento sia nel 2012 sia nel 2013. Altri, come vedete in queste pagine, hanno dovuto fare sforzi multipli di tali grandezze. La spiegazione del perché siano stati costretti a fare più dell’Italia si chiama avanzo primario. Il saldo primario è la differenza tra uscite ed entrate, al netto della spesa per interessi sul debito. Ebbene, tra i 16 paesi dell’eurozona l’Italia è in testa. Continua