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Alitalia: poche variazioni nella nuova proposta Air France, no dei piloti

Per ogni Boeing 767 in leasing l'Alitalia paga circa 300 mila dollari al mese. La spesa potrebbe raddoppiare
Sospensione al ribasso per il titolo Alitalia in apertura della Borsa dopo la lettera del presidente del Gruppo Air France-Klm, Jean-Ciryl Spinetta, inviata ai sindacati Alitalia. Il nuovo piano di Air France conferma i 2.120 esuberi: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all’estero e 398 del personale di terra in Italia. Prevista anche la reinternalizzazione di Az servizi e lo stop al cargo nel 2010. Tagli alla flotta per 37 aerei. “Non posso andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l’Alitalia”, scrive il numero uno del gruppo franco-olandese, Jean Cyril Spinetta in una lettera di accompagnamento al piano. Negative le prime reazioni dei sindacati.

Nella lettera Spinetta sottolinea che a ogni persona in esubero “verrà offerta sia l’opportunità di un pensionamento immediato o differito sia un aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, azioni di outplacement o incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto personale”.
Per accompagnare i dipendenti all’età della pensione saranno utilizzati ammortizzatori sociali come cassa integrazione e mobilità.
L’ultima proposta di Air France-Klm per Alitalia non presenta ”alcuna variazione sostanziale, quindi per noi è un capitolo finito, non ci stiamo”. Così Fabio Berti, presidente Anpac (Associazione nazionale piloti aviazione commerciale), commenta il nuovo piano Air France nel corso della trasmissione di Maurizio Belpietro Panorama del giorno su Canale 5.”In sostanza” ha spiegato Berti “è stato confermato tutto quello che ci si aspettava. Non c’è nessuna variazione sostanziale”.

Altro elemento critico della proposta di Air France è quello relativo allaflotta. “La forte contrazione del numero degli aeromobili” giudicano i sindacati e “il contestuale mantenimento di aerei anti economici (MD80) non consentiranno alcuna possibilita’ di competere nel mercato, negando all’Alitalia un ruolo per il futuro”.
In pratica per Cgil, Cisl e Uil bisogna partire dal valore della produzione e dalla riorganizzazione dell’impresa, per giungere solo poi all’eventulale utilizzo di strumenti di gestione degli esuberi o di eventuali processi di ristrutturazione che si rendessero necessari nel tempo”.
I sindacati e le associazioni professionali comunque “nel rigettare qualunque percorso interno o esterno che prefiguri il fallimento ritengono di fondamentale importanza proseguire il confronto per svolgere il ruolo proprio del sindacato, nella tutela degli interessi di tutti i lavoratori di Alitalia”. Infine i sindacati ribadendo il loro “giudizio fortemente negativo nei confronti del ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, per come ha condotto tutta la vicenda fin dal suo inizio”, chiedono un’audizione alle commissioni parlamentari nellio stesso giorno in cui interverrà il ministro del Tesoro.
ll VIDEO servizio sulla cordata italiana:

LEGGI ANCHE: Quanto ci costa regalare Alitalia ai francesi - Il dossier Alitalia. Il FORUM

Alitalia in vendita, i sindacati dei piloti litigano

Aereo Alitalia
La vendita di Alitalia fa litigare i sindacati dei piloti. L’Anpac diretto da Fabio Berti si scaglia contro uno dei potenziali acquirenti, l’Air One di Carlo Toto. L’Unione piloti (Up) di Massimo Notaro, invece lo difende e a sua volta attacca l’Anpac. All’interno di Air One, intanto, una parte dei comandanti esce polemicamente sia da Anpac sia da Up e fonda un nuovo sindacato che alcuni definiscono “giallo”, cioè filoaziendale.
La contrarietà dell’Anpac nei confronti dell’eventualità che Alitalia finisca in mano a Toto è assoluta. Spiega a Panorama.it un dirigente dell’organizzazione: “Da oltre un anno i responsabili di Air One hanno interrotto le relazioni industriali con i piloti; non si riesce ad avere un piano industriale e nel frattempo in alcuni casi vengono utilizzati comandanti ed assistenti di volo senza un contratto di lavoro, applicando una normativa interna decisa unilateralmente dall’azienda”. Dall’Unione piloti rispondono in maniera dura e polemica: “Le relazioni industriali in Air One sono in linea con quelle delle altre compagnie. La privatizzazione Alitalia intreccia i destini della stessa Alitalia con Air One e proprio in questo momento Anpac lamenta scorrettezze che avverrebbero in Air One. Ma Anpac dovrebbe spiegare perché ha difeso strenuamente il piano industriale Alitalia preparato da Giancarlo Cimoli, un piano fallimentare i cui risultati non sono del tutto noti, ma che lasciano presagire una debacle che noi, del resto, avevamo previsto già due anni fa”. Anche il rappresentante Anpac di Air One, Fabrizio Forniz, smentisce i capi del suo stesso sindacato e polemizza: “I piloti Air One aderenti all’Anpac sottolineano il clima di fattiva e serena collaborazione con l’azienda per arrivare in tempi brevi al rinnovo del contratto: Air One è un gruppo solido e in fase di sviluppo”.
Probabilmente stufi delle contrapposizioni e delle dispute tra Anpac e Up, alcune decine di piloti Air One (su un organico di circa 200) hanno abbandonato i due sindacati e ne stanno fondando un terzo.


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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