
Proteste contro il governo greco (Credits: LaPresse)
di Micaela Osella
Mentre tra le strade di Atene scoppia la guerriglia, il governo greco è in ginocchio. Oggi, primo dei due giorni di sciopero generale provlamato dai sindacati contor le misure di austerity, nel governo di Lucas Papademos ci sono state una raffica di dimissioni: un ministro e tre sottosegretari del partito Laos (estrema destra) e la vice ministro degli Esteri Marilisa Xenogiannakopoulou, socialista. Sotto il cielo d’Europa l’idillio è spezzato. Nessuno crede più alla Grecia. Quella decisione di Bruxelles di rimandare il via libera al promesso pacchetto di aiuti per strapparla al fallimento la dice lunga sui dubbi che governanti, e non solo loro, nutrono sulle sue reali capacità di mantenere fede agli impegni presi. Anche dal Wall Street Journal al Financial Times nessuno si meraviglia dello strappo. Continua

Il premier greco Lucas Papademos (Credits: LaPresse)
di Micaela Osella
Da Atene a Bruxelles. Ma questa volta l’accordo della salvezza c’è. I termini non sono noti. Non sono pervenute neanche le indicazioni su quale percentuale sarà cancellata dei titoli ellenici in mano alle banche europee. Trattasi di dettagli. Adesso la palla è nelle mani dell’Eurogruppo, dove stasera valuterà se ci sono le condizioni per sbloccare la seconda tranche di aiuti. In realtà è però nelle parole di Mario Draghi, il presidente della Bce, che si deve leggere tra le righe quello che sta succedendo. Continua

Il premier greco Lucas Papademos (Credits: LaPresse)
di Micaela Osella
È appesa al filo dell’austerity la salvezza di Atene. Il governo greco e i leader dei tre partiti che lo sostengono non hanno ancora approvato l’accordo che strapperà il Paese dalle forche caudine di un fallimento. Tutto però lascia presagire che nelle prossime ore la svolta arriverà. Domani sera è, infatti, stata convocata una riunione dell’Eurogruppo, mentre in mattina si riunirà a Parigi il fronte dei creditori. Salvo colpi di scena, servirà a ratificare l’intesa a tambur battente; anche se sul mercato si rincorrono gli scenari su chi, prima o poi, dovrà raccogliere i cocci dell’Eurodracma. Germania in testa. Continua

Lucas Papademos, premier greco (Credits: LaPresse)
di Micaela Osella
Alla fine il Governo greco ha rimandato a domani l’approvazione dell’accordo sulle misure di austerità per ottenere in cambio gli aiuti internazionali. E questa notte il premier Lucas Papademos diramerà un comunicato al termine dell’incontro con i leader dei partiti politici sul nuovo piano di tagli e che l’Eurogruppo sul salvataggio della Grecia potrebbe essere convocato il 9 febbraio. Insomma, ha fatto sudare freddo mezzo mondo, alla fine è prevalsa la moral suasion. Continua

Il premier greco Lucas Papademos (Credits: MICHELE RICCI\LAPRESSE)
di Micaela Osella
”Noi ci rifiutiamo di riconoscere il fallimento della Grecia. Non possiamo accettarlo”. Così Angela Merkel in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva ZDF assieme al presidente francese Nikolas Sarkozy. E sì, perché il rischio di un fallimento dello stato ellenico oggi è stato molto, molto vicino. Continua

La bandiera della Grecia coperta di fiori (Credits: EPA/ALKIS KONSTANTINIDIS)
di Micaela Osella
I templi supplementari all’ombra del Partenone sono finiti da un pezzo. È da oggi però che sulle sponde dell’Egeo risuonano forti le sirene di una nuova Lehman Brothers. La notte ghiacciata sopra l’Acropoli non ha portato consiglio. E la giornata di oggi potrebbe raccontare la fine della Grecia nell’Eurozona. Continua

Kodak è in bancarotta (Credits: LaPresse)
Non sarà un lavoro facile, quello che Dominic Di Napoli, vice presidente del gruppo specializzato in ristrutturazioni aziendali Fti Consulting, si troverà davanti in qualità di chief restructuring officer per Kodak. Ovvero di ristrutturatore. È lui l’uomo che deve rimettere apposto i conti della storica società punto di riferimento per i fotografi (professionisti e dilettanti) di tutto il mondo. Continua