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Il potere di un antidivo: John Elkann


Il potere di un antidivo: John Elkann

di Sergio Luciano

«Mio figlio John ha una doppia qualità. È un erede e ha saputo fare carriera» dice di lui il padre, Alain Elkann. E l’interessato, parlando ai primi di luglio all’attentissima platea degli ex allievi della Bocconi, ha confermato: «Io sono presidente della Fiat per un destino, ma se sono in sella è per merito». Va tenuto d’occhio, questo giovane alto e magro, John Philip Elkann detto Jaki, 34 anni, presidente di tutto il presiedibile nelle società della galassia Agnelli: la Giovanni Agnelli & C., la Exor spa, la Fiat spa. Continua

Elkann nel pallone

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di Ugo Bertone

Maledetto fu quel pallone cacciato dentro la porta del tribunale di Napoli dal ferroviere Luciano Moggi che si vuol travestire da conte di Montecristo. Maledette quelle bobine che scottano e che comunque obbligheranno la proprietà bianconera a fare qualcosa «per non restar prigioniera» scrive La Stampa «dell’accusa mai sopita di non avere difeso in fondo la sua ex dirigenza 4 anni fa».
Continua

Christillin: con Galateri si sono comportati male

Evelina Christillin
Di origini valdostane, è nata e abita a Torino. Laureata in storia e demografia storica, ha pubblicato diversi libri e saggi. Dal 1978 al 1985 ha lavorato all’ufficio stampa Fiat occupandosi degli eventi sportivi (corse e rally) e della stampa estera. Nel 1998-99 è stata presidente esecutivo del Comitato promotore Torino 2006 e lo ha guidato al successo nell’ottenere i XX Giochi olimpici invernali del 2006. È stata vicepresidente vicario del Toroc. Attualmente è consigliere di amministrazione della multinazionale elettronica Saes Getters di Milano, presidente della Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino, consigliere di amministrazione del Teatro Regio di Torino, presidente della Fondazione Teatro stabile. È inoltre docente di storia dello sport all’Università di Torino e lavora nel Gruppo cultura della Juventus.
Secondo molti lei è una famelica cacciatrice di poltrone. Non a caso ha un curriculum straboccante. Si dice che dopo la presidenza del Teatro stabile volesse quella della Juventus.
Al Teatro stabile mi ha voluto il sindaco Sergio Chiamparino. Invece quella della Juventus è una palla grossa come una casa.
Mi tolga una curiosità: per parlare con lei si chiama casa Agnelli. Fungono anche da suoi centralinisti?
Sì, è una buffa cosa. Ma siccome loro hanno i numeri di tutti, hanno anche il mio. Se no c’è il cellulare…
Non sapevo di questa “batteria” sabauda. Sull’eredità dell’Avvocato sta con la figlia Margherita o con il resto della famiglia?
I grandi dolori vanno rispettati. Voglio bene a Margherita, con cui sono cresciuta e ho fatto le scuole. Stesso discorso per Marella, che è stata per me come una seconda madre. Certo è che io non avrei reso pubblica la controversia attraverso i giornali.
Le Olimpiadi a Torino sono state un successo, anche suo personale. A proposito: qualche fornitore lamenta ancora di non essere stato pagato.
Abbiamo pagato tutti e chiuso i conti alla grande con solo 11 milioni di deficit su un bilancio di 5 miliardi.
Lo sa che a Torino mugugnano perché dicono che la banca di casa, il Sanpaolo, ci ha rimesso nella fusione con l’Intesa?
Lamentarsi è qualcosa di connaturato al dna dei torinesi, che sono sempre propensi a guardare indietro e poco avanti. Ma adesso va meglio e si piange un po’ meno.
Con il mondo Fiat in che rapporti è rimasta?
Buonissimi con i ragazzi Elkann, che ho visto crescere. Molto buoni con l’ad Sergio Marchionne, per quel poco che si riesce a vederlo, dato che se non è in giro per il mondo sta chiuso in ufficio. E per fortuna i risultati di tanto lavoro si vedono. Ottimi con Luca di Montezemolo, che è stato il mio primo capo insieme con Marco Benedetto.
A proposito di Benedetto: tra lei e L’Espresso sono volati gli stracci. L’ha fatta imbufalire che abbiano scritto della sua separazione?
Scrivono che io e Gabriele (Galateri di Genola, ndr) siamo separati perché uno vive a Milano e l’altro a Torino. Ma non c’è niente di vero.
Mondo ingrato, ha visto che in Mediobanca lo hanno scaricato come un pacco postale?
Devo dire che Gabriele a Mediobanca, per unanime riconoscimento, ha fatto un ottimo lavoro. Per questo la decisione di metterlo da parte è incomprensibile e, nei modi in cui è avvenuta, non di grandissimo buon gusto.
Non per trovare il pelo nell’uovo, ma lui però si è lasciato rosolare a fuoco lento. Pare tornerà a Torino, in Ifi, al posto di Gianluigi Gabetti.
Di guerriglieri in famiglia ce n’è già uno. Lui nella vicenda, a differenza di altri, ha dimostrato grande fair play. Sul suo ritorno, sa come diciamo noi piemontesi? “Ca fasa chiel, che faccia lui”.
Scusi se metto dito fra moglie e marito, ma alcune uscite mondane del suo coniuge hanno alimentato le voci di una vostra separazione.
Può darsi. Ma io ho fatto il giudice del pattinaggio per tanti anni. E ho imparato che talvolta, nella vita, è meglio glissare.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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