Leggi tutte le notizie su:
fatturato

Interni di un laboratorio meccanico (Ansa)
Bisogna cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno, per questo la notizia (dati Istat) di una crescita consistente di ordini e fatturato per l’industria italiana a dicembre 2009 è una buona notizia. Continua
- Tags: 'ndrangheta, 135 miliardi, agenzia nazionale beni sequestrati, confesercenti, cosa nostra, fatturato, giro d'affari, Mafia, racket, sequestri, usura
-

Blitz dei carabinieri anti mafia | (Ansa)
Se fosse un’azienda sarebbe la prima in Italia. E anche una multinazionale con investimenti in tutto il mondo, dal Venezuela alla Cina. Ma purtroppo si tratta di criminalità organizzata: la Mafia Spa ha fatturato nel 2009 135 miliardi di euro. Con almeno 70 miliardi di utile. Continua
- Tags: Big-G, Borsa, fatturato, google, Googlefonino, internet, iphone, media, motore-di-ricerca, nasdaq, Stati-Uniti, web
-
I fondatori di Google, Sergey Brin (a destra) e Larry Page (a sinistra)
La spettacolare corsa di Google rallenta: per la prima volta il motore di ricerca deve annunciare un calo del fatturato, complice la crisi economica che investe i mercati globali. Ma i profitti di “Big G” sono cresciuti: adesso vale 1,4 miliardi di dollari la bussola che orienta i navigatori nel web . All’orizzonte, però, si addensano alcune nubi. Come il rischio di incappare in un’indagine dell’Antitrust negli Stati Uniti. Un pericolo finora evitato. Nel mirino degli ispettori è finita la proposta di accordo per la pubblicazione di libri in pubblico dominio o fuori commercio: Google è disposta a pagare 125 milioni di dollari ai detentori dei diritti. Ma, in cambio, si riserva i proventi derivanti commercializzazione delle opere. Potrebbe, quindi, trarre profitto per la pubblicità online o lavori derivati. Il concordato permette di evitare il processo per una causa lanciata contro Google dall’Associazione americana degli editori nel 2005. Ma l’idea non va giù a molti, come il gruppo di Internet Archive, un’organizzazione non profit che sta immagazzinando le pagine web nei suoi archivi: come una sorta di museo da visitare per trovare siti internet ormai scomparsi. E gli autori sono ancora scettici. “Big G”, però, può contare sui legami con l’entourage del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha nominato come consigliere per il neonato Comitato scienza e tecnologia Eric Schmidt, amministratore delegato di Google. Dall’Estremo Oriente, poi, arrivano rivali minacciosi: il motore di ricerca più usato in Cina, Baidu, ha dichiarato una crescita dei profitti del 24 per cento nella nazione con la popolazione sul web più numerosa. E al Nasdaq le sue azioni volano: sono aumentate del 72 per cento nell’ultimo anno. A rasserenare le prospettive arrivano i dati sulle vendite per il Googlefonino (G1), rivale dell’Iphone: a pochi mesi dal lancio è stato acquistato un milione di esemplari in Germania.

Ancora un record negativo per la produzione industriale: a febbraio ha segnato un calo del 23,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. A lanciare l’allarme è l’Istat sottolineando che si tratta del crollo peggiore dal 1990, da quando cioè iniziano le attuali serie storiche. Diminuendo del 3,5% rispetto a gennaio, il mese di febbraio risulta così il decimo mese di calo consecutivo a livello congiunturale.
Rispetto a gennaio, la produzione industriale a febbraio è diminuita del 3,5%, è il decimo mese di calo consecutivo a livello congiunturale. L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato una diminuzione tendenziale del 20,7%. I giorni lavorativi sono stati infatti 20 contro i 21 di febbraio 2008. Anche in questo caso si tratta del calo maggiore dal 1990. Per quanto riguarda i raggruppamenti principali di industrie rispetto a gennaio le variazioni destagionalizzate sono state tutte negative: -6,5% per i beni intermedi (metallurgia tessile base, gomma e chimica) i più colpiti, -4,2% per i beni strumentali, -2,4% per l’energia e -1,2% per i beni di consumo. All’interno di quest’ultimo raggruppamento i beni durevoli hanno registrato un calo del 4,3%, mentre per i beni non durevoli la discesa è più lenta (-0,1%). Rispetto a febbraio 2008 i cali corretti per giorni lavorativi sono stati invece del 30,2% per i beni intermedi, del 22,5% per i beni strumentali, del 10,4% per l’energia e del -8,4% per i beni di consumo (-23,5% per i durevoli e -5,5% per i non durevoli).
La produzione di autoveicoli è diminuita a febbraio del 42% rispetto allo stesso mese del 2008. L’Istat ha, tuttavia, specificato che nei primi due mesi del 2009 il calo è stato del 48,4%. A gennaio, infatti, si era registrato un crollo ancora più significativo, pari a -54,7%.
Il VIDEO servizio:

Crollano fatturato e ordini dell’industria a gennaio. L’indice del fatturato corretto per gli effetti del calendario, segnala l’Istat, ha registrato una diminuzione tendenziale del 19,9% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 di gennaio 2008), mentre l’indice grezzo degli ordinativi ha segnato una riduzione tendenziale del 31,3%. Entrambi gli indicatori sono scesi del 2,1% rispetto a dicembre. Nel confronto su base trimestrale, il fatturato scende dell’8,8% e gli ordinativi del 14,2%.
Entrambi gli indici tendenziali rappresentano il peggior dato dal 1991. Nel dettaglio: gli indici destagionalizzati del fatturato per raggruppamenti principali di industrie hanno segnato variazioni congiunturali positive del 5,9% per l’energia e dello 0,1% per i beni di consumo (-3,1% per quelli durevoli e +0,8% per quelli non durevoli). Si sono registrate variazioni negative del 5,9% per i beni strumentali e del 2,5% per i beni intermedi. L’indice del fatturato, corretto per gli effetti di calendario, ha registrato a gennaio diminuzioni tendenziali del 28,4% per i beni intermedi, del 28,1% per l’energia, del 19,7% per i beni strumentali e del 4,8% per i beni di consumo (-21,2% per quelli durevoli e -2% per quelli non durevoli).
E continua la discesa per l’industria degli autoveicoli. A gennaio il fatturato ha segnato un crollo del 47,4% (26,3% a dicembre). L’Istat chiarisce che il calo è stato sul mercato interno del 42,8%, e su quello estero del 52,3% (a dicembre erano stati rispettivamente del 29,3% e del 21,3%. Si tratta di dati grezzi. Male anche gli ordinativi che hanno segnato un calo del 26,3%, dovuti ad un calo sul mercato interno del 30,5% e su quello estero del 26,3%.
A gennaio l’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario ha segnato le diminuzioni tendenziali più significative nel settore della fabbricazione di mezzi di trasporto (-37,1%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-33,3%) e della fabbricazione di prodotti chimici (meno 29,2 per cento). Le variazioni negative più marcate dell’indice grezzo degli ordinativi hanno riguardato invece la fabbricazione di macchinari ed attrezzature n.c.a. (-41%), la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-40%) e la fabbricazione di mezzi di trasporto (-39%).
Il VIDEO servizio:

“L’Italia è il quarto paese in Europa, il settimo al mondo per investimenti nel settore aerospaziale, e ha generato nel 2007 12 miliardi di euro di fatturato. Nel 2008, poi, oltre il 50 per cento di questo fatturato è stato generato da esportazioni”. Il dato è stato annunciato da Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo economico, in apertura di Sat Expo Europe, alla Nuova Fiera di Roma, dal 19 al 21 marzo. “Quando si parla di spazio, sviluppo e sicurezza sono due facce della stessa medaglia”, aggiunge Urso. “Questo settore rappresenta un nuovo, grande fattore di crescita per l’Italia e può essere una chiave certa contro la crisi con ricadute indubbie per tutta l’economia italia”.
Nei prossimi cinque anni si prevede una crescita del 30 per cento delle applicazioni integrate che combinano i servizi forniti dai satelliti per osservazione della Terra, navigazione, telecomunicazioni e banda larga. Il dato positivo è il segnale di “una nuova epoca di applicazioni integrate di seconda generazione”, ha detto il presidente della rassegna, Paolo Dalla Chiara. “Il mercato mondiale dei servizi satellitari è di circa dieci miliardi di dollari, ma finora questo dato ha riguardato essenzialmente le telecomunicazioni, in particolare la televisione”, aggiunge. La crescita che si prepara sarà soprattutto frutto dell’integrazione dei servizi: ad esempio, i primi satelliti attivi nella banda S, oltre a portare la tv sul telefonino potranno dialogare con altri sistemi come il Gps e il sistema di navigazione satellitare europeo Galileo.
“L’italia spende più della metà delle risorse dedicate allo spazio per partecipare ai programmi dell’Agenzia spaziale europea, ma dobbiamo focalizzare maggiore attenzione sui satelliti istituzionali e avere maggiori risorse per la ricerca su bande di frequenza superiori a quelle attuali”, sottolinea Enrico Saggese, commissario straordinario dell’Agenzia spaziale italiana. “Fino a questo momento sono stati utilizzati, solo per la navigazione, tutti i 300 milioni di euro stanziati dai precedenti governi, si sta discutendo con l’attuale governo un refinanziamento di oltre 140 milioni di euro”.
Un impegno confermato da Guido Crosetto, sottosegretario al ministero della Difesa che ha parlato di “grande attenzione verso questo settore che produce una ricchezza fino a 5-10 anni fa impensabile e che dovrà diventare nei prossimi 15-20 anni una delle voci costanti di produzione di prodotto interno lordo, mettendo in moto le spese e l’utilizzo pubblico, ma aprendo ancora di più all’industria privata specializzata che in Italia rappresenta un fiore all’occhiello invidiata da tutto il mondo”.
A testimonianza della forte espansione del settore, interessanti i dati forniti da Giuseppe Veredice, amministratore delegato di Telespazio. Nel 2005 la società, che fa parte del gruppo Finmeccanica, ha avuto ordini per 340 milioni di euro per la realizzazione di satelliti geostazionari (ossia di osservazione terrestre), di cui oltre il 90 per cento dal mercato italiano. A distanza di tre anni, nel 2008, gli ordini sono cresciuti a circa 440 milioni di euro con un tasso medio superiore alla crescita di mercato. Nel 2009, le previsioni parlano di una crescita fino al 55 per cento dal mercato italiano e per il restante 45 per cento da quello estero, con una prevalenza degli Emirati Arabi, che hanno effettuato ordini per 180 milioni di euro, Stati Uniti (32 milioni) e Francia, con una quota di mercato vicina all’8 per cento. “Esempio chiaro dell’internazionalizzazione dell’industria italiana che in futuro dovrà puntare dichiaratamente alla scelta di programmi forti e di carattere globale, incrementando le risorse per il comparto spaziale”, ha sottolineato Veredice.
È il momento, fanno capire gli esperti convenuti a Sat Expo, di riflettere sui nuovi assetti geopolitici internazionali e sui vantaggi che i sistemi infrastrutturali spaziali e satellitari possono dare ai problemi urgenti dell’ambiente e del clima, in vista del completamento dei tre più grandi progetti europei destinati a rivoluzionare lo scenario internazionale: Cosmo-SkyMed, costellazione satellitare italiana (2009), la rete satellitare in banda Ka (2010) e il sistema di navigazione satellitare Galileo (2013).
Il futuro, quindi, è appena cominciato.
Una panoramica di Sat Expo Europe alla fiera di Roma dal 19 al 21 marzo | Foto di Stefano Rizzato

Nel mese di dicembre 2008, l’indice del fatturato dell’industria ha segnato una riduzione del 10,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Lo rende noto l’Istat precisando che a livello congiunturale si è registrato un calo del 3,8%.
Confrontando la media del 2008 con quella del 2007 gli ordinativi hanno registrato una riduzione del 3,2%, derivante da una contrazione dell’1,3% per quelli provenienti dal mercato interno e del 6,6% per quelli provenienti dall’estero.
Per quanto riguarda l’analisi per settore economico, sottolinea l’Istat, a dicembre, a livello tendenziale, gli ordinativi hanno segnato variazioni negative in tutti i settori. In particolare, le diminuzioni più marcate si sono registrate nella produzione di metallo e prodotti in metallo (meno 21,4%), nell’industria del legno e dei prodotti in legno (esclusi i mobili, meno 20,1%) e nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche (meno 19,8%).
L’Istat comunica che, sulla base degli elementi finora disponibili, nel mese di dicembre 2008 l’indice del fatturato dell’industria segna una riduzione del 10,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il fatturato è diminuito dell’11,4% sul mercato interno e del 7,6% su quello estero. L’indice degli ordinativi è risultato in flessione del 15,4%, derivante da una contrazione del 13,1% sul mercato interno e del 19,7% sul mercato estero. Gli indici generali destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi sono risultati in diminuzione del 3,8%, il primo, e del 2%, il secondo.
Confrontando la media del 2008 con quella del 2007, il fatturato dell’industria ha registrato una flessione dello 0,3%, quale sintesi di un calo dello 0,5% sul mercato interno e dello 0,1% su quello estero. Nello stesso periodo gli ordinativi hanno registrato una riduzione del 3,2%, derivante da una contrazione dell’1,3% per gli ordinativi provenienti dal mercato interno e del 6,6% per quelli provenienti dall’estero.
Nel mese di dicembre 2008 l’indice del fatturato è cresciuto, rispetto allo stesso mese del 2007, del 3,2% per i beni di consumo (meno 11,4% per quelli durevoli e più 6,5% per quelli non durevoli); si sono invece registrate diminuzioni tendenziali del 28,8% per l’energia, del 16,3% per i beni intermedi e del 10,2% per i beni strumentali.
Il VIDEO servizio: