
(Credits: Fabio Ferrari - LaPresse)
Sui prezzi più che effetto gelo è una valanga. E l’analogia con la neve caduta abbondante in questi giorni è più che giustificata. Visto che, oltre al freddo siberiano calato il 2 febbraio e che continuerà a colpire nei prossimi giorni la Penisola, e in particolare le regioni adriatiche, a far aumentare il costo del carrello della spesa si è aggiunto un altro fattore: il caro carburante. Continua

(Credits:ANSA/CLAUDIO ONORATI)
Non accennano a placarsi le dure prese di posizione delle associazioni dei consumatori dopo la presentazione dei dati sull’aumento delle polizze Rc Auto. L’Isvap, l’ente di controllo del settore assicurativo, ha infatti certificato, numeri alla mano, che in Italia i prezzi delle polizze sono aumentati tra il 27% e il 45%. “È una vergogna” attacca Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori ” e noi lo andiamo ripetendo da anni”. Ma c’è di più.
Oggi in un’audizione al Senato lo stesso presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini, ha sottolineato come il fenomeno delle elevate tariffe Rc auto abbia assunto “le dimensioni di un dramma sociale” ricordando che negli ultimi due anni c’è stato un incremento del 26,9% per un quarantenne, del 20,2% per un diciottenne in auto, del 27,9% e del 45,4% se è alla guida di un ciclomotore e di un motociclo.
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Pompe di benzina in un distributore (Ansa)
Il prezzo della benzina è aumentato rispetto a gennaio e ora si avvicina a quota 1,4 euro al litro, mentre il costo del greggio non è salito di molto rispetto a due mesi fa (qui le stime dall’Osservatorio prezzi), rimanendo attorno agli 80 dollari al barile. Le associazioni dei consumatori protestano, ma secondo i petrolieri c’è una spiegazione: l’andamento delle quotazioni internazionali del prezzo industriale del petrolio e della benzina, che a volte non segue il prezzo del brent. Continua

Il Ceo di Microsoft Steve Ballmer durante la presentazione di Windows 7 - EPA
La gestazione è stata lunghissima: la class action all’italiana ha visto la luce più di due anni dopo il primo annuncio. Continua

Distributore di benzina nel luglio 2008, quando il petrolio toccò il suo record. / Lapresse
L’inflazione torna a crescere alla fine del 2009 in tutta Europa. Secondo i dati Istat, in Italia si registra un +0,1% sul mese scorso e uno +0,7% su base annua nell’indice dei prezzi al consumo. Mentre parallelamente l’indice dei prezzi alla produzione industriale è calato del 5,3% in un anno. Continua
Nelle festività pasquali è prevalso il “fai da te” ed il “mordi e fuggi”: lo rileva Federconsumatori in una nota. Solo poco più di 10 milioni di italiani - afferma - hanno trascorso la ricorrenza fuori casa, appena il 17% della popolazione. Si è trattato in gran parte di escursioni brevi, di una sola giornata, organizzate in maniera autonoma. La maggior parte di chi si è allontanato da casa, inoltre, lo ha fatto perché aveva ricevuto un invito, determinando così un calo vistoso rispetto al 2008 delle presenze nei ristoranti, che si sono attestate a circa 3 milioni e mezzo di clienti.
Secondo Federconsumatori “a determinare tale andamento, al di là delle pessime condizioni in cui versa il potere di acquisto delle famiglie e della crisi economica che si è abbattuta sull’economia globale, quasi certamente ha influito la tragedia che ha colpito l’Abruzzo. Anche per quanto riguarda i consumi interni dei prodotti pasquali, dai primi dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, si evince un forte invenduto di colombe e di uova di cioccolata, anche a fronte di un aumento molto contenuto dei prezzi”.
La crisi si prepara a colpire anche la stagione dei saldi, in partenza domani, con vendite previste in calo del 30 per cento. A descrivere questo scenario “poco incoraggiante” sono le associazioni dei consumatori, secondo cui “si registrerà una forte diminuzione anche dei beni di lusso, segno che la recessione non ha colpito solo le famiglie più povere ma anche la classe media”. Per il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, “quest’ultimo dato è particolarmente preoccupante perché dimostra come la crisi si stia allargando alle classi sociali benestanti. A risentirne, quindi, saranno anche i saldi sulle griffe, sui beni di lusso. Un fenomeno, questo, che si sta verificando anche negli altri paesi europei”.
Quest’anno solo il 50 per cento delle famiglie italiane riuscirà a fare acquisti a prezzi scontati, l’altra metà invece non avrà il budget necessario per fare shopping. “È la prima volta che si verifica un fenomeno del genere”, ha spiegato Trefiletti, aggiungendo che “la spesa media a famiglia dovrebbe attestarsi a 317 euro, a 120 euro quella pro capite”. Previsioni meno fosche arrivano dall’Adiconsum, secondo cui la diminuzione dei consumi dovrebbe attestarsi attorno al 10 per cento.
“In realtà” ha spiegato il segretario generale, Paolo Landi “gli effetti della crisi ancora non si sono manifestati nel portafoglio della gente. È più la preoccupazione per un futuro poco rassicurante a frenare le spese dei consumatori. C’è da considerare inoltre” ha proseguito Landi “che grazie alle riduzioni dei prezzi dei carburanti, delle tariffe energetiche e della possibilità di spalmare la rata del mutuo, il potere d’acquisto medio delle famiglie aumenterà tra 600 e 1500 euro all’anno”. Il consumatore, ha avvisato Landi, “dovrà fare attenzione alla qualità del prodotto in saldo. C’è inoltre un malcostume abbastanza diffuso con il quale i prodotti vengono riprezzati evidenziando, ad esempio, uno sconto del 45% mentre in realtà lo sconto vero è del 15%”. Adiconsum prevede nei prossimi mesi, saldi e promozioni anche su beni diversi dall’abbigliamento: “Ritengo che anche prodotti come auto ed elettrodomestici saranno toccati dal fenomeno”.
Un calo del 20 per cento è quello che prevede, invece, Telefono Blu che “conferma la difficoltà che avranno i saldi quest’anno”. Il loro anticipo non ha neanche l’effetto sorpresa sperato e nemmeno il tentativo di accreditare una maggior spesa per famiglia. Secondo l’associazione la strategia da seguire doveva essere quella di farli coincidere “con Natale come si fa ad esempio a Londra.
C’è poi un problema maggiore. I saldi sono oramai superati e spesso inutili. I consumatori hanno bisogno di concorrenza vera tutto l’anno, e quindi dai vestiti a molti altri oggetti i prezzi dovrebbero essere dimezzati esattamente come si tenta di fare con i saldi”. Circa gli sconti sui prodotti, “quest’anno ci saranno vendite per saldo progressive, prima con riduzioni del 30%, poi del 50% e infine anche del 70%”.
A causa della grande incertezza, ha evidenziato Telefono Blu, “l’intenzione media di spesa è di poco superiore (come dato medio) ai 280 euro, al Nord sarà di 350, nel sud 250 e nel centro di 300, ma si potranno registrare anche qui fenomeni a macchia di leopardo in base agli sconti e al pregio delle merci. In particolare, la tendenza delle famiglie italiane sarà quella “laddove avanzino quattrini, di risparmiarli in previsione anche del nuovo anno. Ricordiamo che comunque i saldi costituiscono nell’arco di un anno ben un quinto delle vendite del settore tessile e intorno al 20% delle altre vendite”. L’estate 2008 ha avuto il primo campanello di allarme con una riduzione del 7% medio. Nel mese di dicembre i consumi hanno segnato un preoccupante -10%. Si prospetta una debacle intorno al 20% a meno che i prezzi e le merci invendute ovvero l’incrocio qualita’/prezzo non valgano la pena. Ruolo molto rilevante nel variare il successo di questa iniziativa lo avranno gli Outlet e gli ipermercati, che per la prima volta supereranno il 40% delle vendite, al tradizionale rimane il 60%. Solo a fronte di capi invenduti di stagione di buon pregio e a forti sconti in percentuale potrebbe modificarsi il dato riducendo il 20%.
L’associazione ha dato inoltre alcune regole da tenere presente:
1) ricordarsi il capo (fotografarlo) che interessa e il suo prezzo per capire l’esatto sconto (pieno e in saldo), quello è il vero saldo, nelle promozioni possiamo invece trovare merce invenduta degli anni precedenti. Attenzione anche al prezzo di partenza.
2) visitare più di un negozio aiuta a non commettere errori. Vi è il rischio che venga messa in circolazione merce invenduta negli anni. Il negoziante deve dimostrare la veridicità di qualsiasi asserzione pubblicitaria. Lo spazio dei saldi deve essere ben chiaro.
3) attenzione alle etichette, quelle di origine ci permettono di risalire al produttore, quelle di contenuto garantiscono la composizione del prodotto e le modalità di lavaggio per evitare rischi.
4) conservare sempre lo scontrino, se la merce è difettosa, si può infatti optare per la restituzione del prodotto o ancora un prezzo inferiore.
5) infine, salvo casi eccezionali e comprovati non si puo’ vietare di provare la merce in vendita, occorreranno pertanto un apposito camerino e spazi necessari anche per le scarpe.