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Federconsumatori

2008 “horribilis”: stipendi fermi, spese in aumento

Banco di prodotti alimentari

Nello stesso giorno Cgil e Federconsumatori scattano una fotografia preoccupante per l’economia italiana: il più grosso sindacato d’Italia rivela che le retribuzioni dei lavoratori sono cresciute nel corso dell’anno allo stesso ritmo dell’inflazione, segnando così una crescita pari a 0, mentre l’associazione dei consumatori dice che le spese medie delle famiglie sono cresciute del 6 per cento. L’aumento medio annuale che viene registrato delle statistiche sulle retribuzioni dello studio Ires-Cgil anticipato oggi all’Ansa probabilmente farà registrare un +3,4/+3,5 per cento a fine anno, dato che risulterà interamente bruciato dall’inflazione che, nonostante la frenata degli ultimi mesi, ha registrato livelli alti specialmente in estate, con il boom del prezzo del petrolio. La Cgil ha calcolato che l’andamento dei redditi negli ultimi anni sta penalizzando in maniera sempre più evidente le buste paga degli impiegati e degli operai. Tra il 2002 e il 2008 le famiglie con a capo un dipendente hanno, infatti, perso circa 1.600 euro, a cui vanno aggiunti altri 360 euro di mancato recupero del fiscal drag per il solo 2008. Nello stesso periodo i nuclei che hanno avuto per capofamiglia un imprenditore hanno goduto di un aumento di reddito di oltre 9 mila euro. Per il presidente Ires Agostino Menguale questa stagnazione delle buste paga non potrà non avere effetti sulla congiuntura: ‘’secondo i nostri dati il calo dei consumi è un fatto reale e, purtroppo, destinato a peggiorare nel 2009 in assenza di interventi fiscali del governo a sostegno dei redditi e delle pensioni”.
Le previsioni della Cgil sembrano al momento confermate dai dati Istat, le cui ultime rilevazioni sono riferite a novembre. A quella data il tasso di inflazione acquisito per il 2008 risulta infatti pari al 3,4%, nonostante il dato mensile evidenzi un calo tendenziale della crescita dei prezzi sceso dal 3,5% al 2,7%. Allo stesso modo il dato Istat sull’andamento delle retribuzioni mostra che tra gennaio e novembre l’aumento è stato proprio del 3,4%.
A rendere più cupo lo scenario c’è , uno studio sulle variazioni di spesa delle famiglie realizzato da Federconsumatori e Adusbef. Secondo le due associazioni nel 2008 gli italiani hanno speso in media 31.700 euro con una crescita del 5,9% rispetto al 2007 (+1.720 euro). L’analisi di prezzi e tariffe rivela un aumento generalizzato dei principali beni di consumo, escluse spese telefoniche e sanitarie. I capitoli che più hanno inciso sul potere di acquisto sono essenzialmente due: i costi per il mantenimento della propria abitazione derivanti dagli aumenti spropositati nel corso dell’anno dei prezzi del petrolio (luce, gas, acqua e rifiuti urbani) e quello relativo al settore agro-alimentare che tuttavia non registra significative diminuzioni in corrispondenza della diminuzione dei prezzi internazionali delle materie prime. Inoltre, sottolinea il rapporto, c’è da considerare l’aumento negli ultimi due anni dei tassi per i mutui a tasso variabile (contratti da oltre 3 milioni di famiglie), che hanno iniziato a scendere solo negli ultimi due mesi con il taglio del costo del denaro da parte della Bce. “A differenza degli altri anni” concludono le associazioni “riteniamo azzardato fare previsioni in tema di prezzi e tariffe per il 2009 vista la gravità della crisi e l’estrema volatilità dei prezzi del petrolio, del differenziale euro-dollaro e delle variabili Borsistiche”. Ma se la recessione dovesse persistere, sostengono, “si assesteranno in riduzione i prezzi e le tariffe energetiche già dai primi mesi 2009, ma ci sarà anche il forte peggioramento del potere di acquisto delle famiglie per minori entrate di reddito (cassa integrazione e licenziamenti) pari a 492 euro annui”.

Sotto l’albero di Natale un bancomat di Stato: “Benefici per 1,3 milioni di italiani”

tremonti-card

Sotto l’albero di Natale quest’anno un “bancomat di Stato”. È di color azzurro la social card, la carta acquisti varata dal Governo con la manovra triennale e presentata questa mattina dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. La carta consentirà ad alcuni cittadini italiani di spendere 40 euro al mese per acquistare beni di prima necessità in tutti i negozi alimentari abilitati e avere sconti in alcune catene convenzionate che sostengono il programma “Carta acquisti” (saranno identificate con uno specifico simbolo). Si potrà inoltre accedere direttamente alle tariffe elettriche agevolate.
A riceverla saranno i cittadini e residenti in Italia con un’età fra i 65 e i 69 anni e redditi e trattamenti pensionistici non superiori ai sei mila euro all’anno; gli over 70 con redditi fino a 8 mila euro l’anno e tutte le famiglie con un indicatore Isee (situazione economica complessiva) fino a 6mila euro. Nell’indicatore verranno presi in considerazione i proprietari (da soli o insieme al coniuge) di una sola casa di abitazione, i titolare di una sola utenza elettrica e del gas, i proprietari di un solo autoveicolo e coloro che hanno meno di 15 mila euro di risparmi in Banca o in Posta. Avranno diritto alla carta anche le famiglie con bambini sotto i tre anni, sempre con indicatore Isee sotto i sei mila euro.
Per chi ritirerà la carta entro il 31 dicembre la ricarica sarà di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Poi a partire dal 2009 sarà caricata dal ministero dell’Economia ogni due mesi con 80 euro (40 per ciascun mese).
Basterà andare in un Ufficio postale abilitato e compilare il modulo di richiesta, nella maggior parte dei casi la carta sarà consegnata subito e sarà utilizzabile dal secondo giorno successivo alla consegna. Una volta a regime si stima che la carta sarà distribuita a 1,3 milioni di cittadini: 1 milione di anziani oltre 65 anni e 300 mila famiglie con bimbi piccoli. Per iniziare si prevede l’invio di lettere informative a una circa 800 potenziali beneficiari. In seguito partirà una campagna di comunicazione istituzionale su vari media che coinvolgerà le associazioni di volontariato.
Le risorse stanziate dallo Stato ammontano a 1,070 miliardi: 170 milioni sono già stati messi a disposizione dal governo con la manovra triennale, altri 250 milioni arrivano da donazioni di soggetti privati (Da Eni 200 milioni e da Enel 50 milioni). Altri 450 milioni arriveranno dallo sblocco dei fondi dei conti correnti dormienti previsto dal decreto “salva banche”, altri 200 milioni sono previsti nel ddl sviluppo all’esame del Senato.
Soddisfatto il ministero Tremonti “Le tariffe sociali”, ha spiegato, “già esistevano, ma per ottenerle bisognava andare a richiederle allo sportello Inps, con la conseguenza che finora l’utilizzo è stato molto basso. Con la Carta l’accesso diventa automatico”.
Ma la card non piace a tutti: i consumatori definiscono “poco credibile” fondare il rilancio dei consumi con 450milioni di euro l’anno “enfatizzato e propagandato da 4 mesi dal ministro dell’Economia e dall’intero Governo con lo stesso spirito missionario di miglior causa che anima le dame di San Vincenzo, la cui carità è al contrario basata sull’anonimato”. Secondo i presidenti di Adusbef, Elio Lannutti, e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti si tratta di “pura illusione”.
“Il bancomat sarà ricevuto da poco più di 1 milione di famiglie, e oltre a marcare un grave discrimine sociale non risolverà né i problemi gravi della perdita del potere di acquisto, né il rilancio dei consumi” commentano le associzioni. Per questo Adusbef e Federconsumatori “pur apprezzando il modesto aiuto offerto ad alcune famiglie più povere ed indigenti”, invitano il Governo ad avere il “coraggio di affrontare la gravissima crisi con provvedimenti economici straordinari”. Come la detassazione delle tredicesime, un bonus fiscale di 1.500 euro sui redditi sotto i 25.000 euro, un abbattimento dell’Iva di 3,5 punti per un biennio, gli investimenti nelle infrastrutture e nella ricerca, il finanziamento di un piano casa
A rispondere alle associazioni è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti “Il 76% degli italiani è favorevole alla social card, un sondaggio commissionato all’Istituto di Piepoli lo conferma, a prescindere dallo schieramento politico visto che le percentuali si equivalgono: il 75% nel centrosinistra e l’82% nel centrodestra sono favorevoli”.
Il bancomat azzurro, che dovrà servire ad aiutare chi è più colpito dalla crisi, potrà essere anche un’occasione per fare beneficenza: “Oltre agli aiuti statali potranno arrivare donazioni private” ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi intervenendo in una videoconferenza alla conferenza di Pubblicità Progresso a Milano.

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Authority in campo contro ipotesi telefoniche di cartello

Riciclare i cellulari

Tutte le Authority scendono in campo per verificare se ci siano state ipotesi di cartello su quello che ormai è diventato il caso dell’estate. Sarà l’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni (Agcom) a occuparsi del dossier del cambio delle tariffe più economiche ideato da Tim e Vodafone e che coinvolge circa 10 milioni di clienti di telefonini. La legittimità dell’operazione effettuata dalle due compagnie di telefonia cellulare sarà valutata in un paio di settimane, in modo da poter rimediare con le giuste correzioni, in caso di illeciti, prima che scattino i cambi tariffe. Per evitare un allungamento dei tempi di valutazione, Aduc ha infatti chiesto che Agcom e Antitrust utilizzino tutti i loro poteri per dire se quanto deciso da Tim e Vodafone in materia di rimodulazione delle offerte sia corretto o meno. In particolare Agcom non interverrà sulle tariffe del settore mobile, ma verificherà la trasparenza dei messaggi con cui gli operatori hanno comunicato il cambio di tariffa ai consumatori. In una nota l’associazione di tutela dei consumatori ricorda che solo così “si darebbe agli italiani la percezione di vivere in uno Stato di diritto e non di essere immersi in una giungla telefonica”.
L’esigenza di eliminare il sospetto di una possibile intesa tra i due operatori è l’obiettivo fondamentale anche per Adusbef e Federconsumatori, che chiedono l’intervento dell’Antitrust e dell’Agcom anche sui gestori degli I-Phone. “Non è sufficiente stigmatizzare il comportamento che Vodafone e Tim stanno adottando per indurre i clienti a cambiare i contratti in essere nella telefonia cellulare”, scrivono in una nota le due associazioni, “il periodo scelto, la sovrapposizione dei tempi dei due massimi operatori ed il non avere aperto un confronto come peraltro è sempre stato prassi con le associazioni dei consumatori, inducono più di un sospetto sulla volontà di effettuare un semplice piano di semplificazione e di aggiornamento delle offerte di servizio”.
Le associazioni leggono nell’operazione del cambio tariffe il tentativo da parte delle compagnie di recuperare maggiori introiti, “in parte giustamente perso con l’abolizione dei famigerati costi di ricarica”.
Oltre a assicurarsi che le Authority si occupino del caso, Adusbef e Federconsumatori verificheranno con gli uffici legali “eventuali vessazioni contrattuali nei confronti dell’utenza”. E agli utenti consigliano di “confrontare sempre con occhio critico tutte le offerte degli operatori telefonici con particolare riguardo al costo del traffico al minuto comprensivo dell’Iva, alla presenza o meno e del relativo costo del famigerato scatto alla risposta, il prezzo degli sms, che in Europa risulta essere uno dei più elevati”.

Con i nuovi rincari sarà un autunno caldo, anzi salato

Gas

Per gli italiani sarà un ritorno dalle vacanze salato, ma non per il mare. Non è bastata l’inflazione che a luglio ha visto i prezzi, secondo quanto confermato dall’Istat la scorsa settimana, registrare un +4,1%, ai massimi dal ‘96 con la spesa di tutti i giorni salita del 6,1%. Una volta rientrate a casa dopo le ferie estive le famiglie dovranno scontrarsi con un aggravio sul loro portafoglio di oltre 600 euro. Secondo Adusbef e Federconsumatori sarà “una vera e propria stangata”.
“A registrare i maggiori rincari”, spiegano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef, “dovrebbe essere il riscaldamento per il quale è atteso dai consumatori un aumento della spesa annua, a partire dalla riaccensione degli impianti, intorno ai 175-180 euro. E non meno ’salata’ si profila la stangata che continuerà a colpire il carrello della spesa: per gli alimentari i consumatori prevedono infatti un nuovo aggravio di 120 euro l’anno”.
Ci saranno poi gli attesi ulteriori aumenti delle bollette della luce e del gas: dal primo ottobre le tariffe subiranno un nuovo aggiornamento che Federconsumatori e Adusbef stimano in 90 euro in più a famiglia l’anno. In particolare si tratterà di un aumento di 70 euro solo per il gas e 20 euro per l’elettricità, come ulteriore conseguenza dell’effetto caro-barile.
Una previsione in linea con le recenti stime dell’Istituto di Ricerche industriali ed energetiche (Rie) di Alberto Clò che ha previsto un aumento del 6% per il metano e del 4% per la luce nell’ultimo trimestre dell’anno.
In aumento anche le spese per i libri ed i corredi scolastici, per i quali i consumatori prevedono un rincaro quantificabile in 62 euro a famiglia. “Da mettere in conto ci saranno”, spiegano le associazioni di consumatori, “anche aumenti per la nettezza urbana (+35 euro), per le Rcauto (+55 euro), per l’acqua (+30 euro) e per i servizi bancari e finanziari (+45).
“Bisogna dare alle famiglie con un reddito sotto i 25 mila euro un bonus fiscale di almeno 1.500 euro”, spiega Lannutti,”Non basta l’abolizione dell’ici, ci vogliono manovre economiche che rilancino e mettano in moto l’economia”.

Il VIDEO servizio:

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Estate low cost con i consigli di Federconsumatori

Il traffico

Federconsumatori pubblica oggi una mini-guida per come risparmiare per le proprie vacanze. Innanzitutto, prima di decidere di partire, è bene predisporre il budget che si intende mettere a disposizione per la vacanza; poi se si decide di partire all’ultimo minuto è possibile servirsi dei last minute o last second, risparmiando fino al 30 per cento. È meglio prenotare un volo con largo anticipo: si può risparmiare dal 25 al 35 per cento. Spesso la vacanza “fai da te”, prenotata su internet, permette di risparmiare fino al 20 per cento. Trenitalia dà la possibilità di effettuare viaggi in treno a tariffe low cost, prenotando direttamente da internet. Con le offerte speciali si può risparmiare come minimo il 10 per cento. A chi viaggia in gruppo, su tutti i treni o in volo è riservata, quasi sempre, un’offerta speciale: si può risparmiare il 25-30 per cento. Se si decide viaggiare con l’auto si consiglia di fare il pieno di benzina presso le cosiddette “pompe bianche”, i distributori dipendenti: si può risparmiare 5/7 centesimi di euro al litro. E ancora, se si decide di trascorrere la vacanza in campeggio o in appartamenti, fare la spesa alimentare presso i supermercati della propria residenza. Non dimenticare prodotti come creme idratanti, abbronzanti, repellenti per zanzare ecc. Prima di partire, è meglio non lasciare apparecchi elettrici in stand- by. Infine, magari per la prossima estate, Federconsumatori consiglia di provare uno scambio d’uso del proprio appartamento con quello di una famiglia nella località che desiderate visitare: in questo caso il risparmio è addirittura del 100 per cento.

Spesa alle stelle, in sei anni aumenti per 7.635 a famiglia


Fare la spesa costa sempre di più. E in sei anni gli aumenti sono stati da record. Dal 2002 al 2007 ogni famiglia ha sborsato 7.635 euro in più: una stangata causata dai rincari innescati con il pretesto dell’euro. A denunciarlo sono Adusbef e Federconsumatori, secondo cui dalle tasche degli italiani sono usciti 137,4 miliardi in più, a carico delle 18 milioni di famiglie di lavoratori dipendenti.
Nel dettaglio, l’aumento annuo ammonta a 1.870 euro nel 2002, 1.420 euro nel 2003, 1.330 nel 2004, 970 euro nel 2005, 1.050 euro nel 2006 e 995 euro nel 2007. “Avevamo addirittura chiesto già allora una commissione che indagasse su cosa fosse avvenuto nel 2002 durante il cambio lira-euro per cui, in presenza di un aumento incredibile dei prezzi soprattutto dei beni di largo consumo, veniva registrato addirittura un calo del tasso di inflazione dal 2,7% al 2,5%, mentre dai nostri osservatori e dai nostri calcoli (peraltro suffragati da altri autorevoli centri economici) il tasso medio avrebbe dovuto collocarsi al 5,6% e quello relativo ai prodotti di largo consumo all’8,9%”, affermano le due organizzazioni in una nota”, dicono le associazioni.
Adusbef e Federconsumatori premono sull’emergenza di “realizzare alcune soluzioni in direzione del potere di acquisto dei redditi fissi. Si vada subito in Parlamento - concludono - e si decidano senza tentennamenti di sorta norme, anche di carattere fiscale, che ridiano potere di acquisto alle famiglie che vivono di reddito fisso quali lavoratori e pensionati”.


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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