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Un “tesoretto” di oltre 3.500 euro. Se lo sarebbe ritrovato in tasca, rispetto a un anno fa, un consumatore con un po’ di soldi a disposizione e deciso a fare una serie di acquisti impegnativi nel periodo natalizio appena trascorso. Approfittando del calo dei prezzi, causa crisi economica, e prima che cominciassero i saldi. Panorama ha fatto un giro per i negozi del centro di Milano e ha messo a confronto la spesa di fine 2008 con quella di un anno prima, trovando il modo di risparmiare un bel gruzzolo. I commercianti infatti, forse per la paura di ritrovarsi i magazzini pieni a fine stagione nonostante i saldi alle porte, hanno messo in campo tutte le promozioni possibili. Niente sconti solo da un affollatissimo Louis Vuitton e da Burberry.
Spesso è lo stesso negoziante, al moneto di pagare, a offrire lo sconto. “Sa, in tempi di difficoltà per tutti abbiamo deciso di venire incontro ai clienti” e scatta la riduzione del 20 per cento. Ma se chi compra insiste appena un pochino, il risparmio può diventare davvero importante. Partiamo da una Fiat Bravo 1.400 benzina con airbag e condizionatore di serie. Il preventivo segna a fondo pagina 16.500 euro. Il prezzo base sarebbe 18.450, “ma”, spiega il rivenditore, “questo mese c’è uno sconto del 13 per cento, il più alto da un anno a questa parte”. A dicembre 2007 infatti era solo del 2 per cento, il risparmio 2008-2007 quindi arriva a 1.920 euro.
Meno 200 euro rispetto a un anno fa invece se si acquista un televisore lcd Samsung 42 pollici o un frigorifero combinato Whirlpool. Quello degli elettrodomestici e della tecnologia è infatti il settore che più ha risentito dei cali di prezzo nell’ultimo anno. Sia la tv sia il frigorifero infatti costano 799 euro, dodici mesi fa ne costavano 999. E per un navigatore Tom Tom con mappe dell’Italia prima dell’inizio dei saldi si spendevano 149 euro, 50 in meno di un anno fa.
Anche nell’arredamento la crisi fa risparmiare. Da Divani&Divani un modello “Savoy” in pelle vale 2.800 euro, con una riduzione del 30 per cento circa rispetto a fine 2007. Il risparmio è di 900 euro. Mentre sulla più classica delle vacanze, una settimana per due persone a Sharm El Sheik con Alpitour, si arriva a strappare uno sconto di 205 euro: 660 euro il prezzo attuale, 865 quello dello scorso anno. I listini dell’abbigliamento sono rimasti invariati rispetto a un anno fa e per l’acquisto di un pullover in cachemire 100 per cento (208 euro) è possibile anche risparmiare 52 euro.
In questa prova sul campo solo le griffe del lusso sembrano immuni alla crisi. E irremovibili su promozioni e sconti. Forse anche perché da Louis Vuitton, in Galleria Vittorio Emanuele II, c’è folla e un’attesa di venti minuti per essere ascoltati da un commesso. Che spiega: “Non facciamo sconti, neppure nel periodo dei saldi”. Nessun risparmio quindi sulla borsa a bauletto “Speedy”, che vale 465 euro. Da Burberry tira la stessa aria, l’impermeabile da uomo costa 695 euro, proprio come a Natale 2007.
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Natale 2008 “austero e preoccupato”. Con tanta gente per strada a guardare le vetrine, ma pochi che comprano. Tra gli addobbi natalizi molto rosso: quello della crisi. Tanto che le spese per i regali diminuiranno per ben un miliardo di euro rispetto allo scorso anno.
Secondo un sondaggio Confesercenti-SWG, le tredicesime degli italiani ammontano a quasi 38 miliardi di euro ma, più che la corsa ai regali, quest’anno vince il risparmio. Perché la crisi morde.
E soprattutto mette “potenzialmente in pericolo” una famiglia italiana su due: sono quasi 12 milioni, il 48,8% del totale, le famiglie che “denunciano un concreto rischio di default”.
Quest’ultimo dato emerge dal 42/o Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese, che evidenzia anche come sette italiani su dieci pensi che “il terremoto nei mercati possa ripercuotersi direttamente sulla propria vita”. A determinare il rischio concorrono “investimenti in prodotti rischiosi”, mutui, credito al consumo e assenza di risparmio accumulato.
Tra le famiglie “potenzialmente in pericolo, che denunciano un concreto rischio di default”, il Censis indica prima di tutto i 2,8 milioni di famiglie (pari all’11,8% del totale) che hanno investimenti in prodotti rischiosi, come azioni o quote di Fondi comuni: di queste, 1,7 milioni (circa il 7,1% delle famiglie italiane) vi hanno collocato più della metà dei propri risparmi. Ci sono poi i quasi 2 milioni di famiglie (l’8,2% del totale) impegnate nel pagamento del mutuo dell’abitazione in cui vivono: di queste, sono quasi 250 mila (l’1%) quelle che dichiarano di non riuscire a rispettare le scadenze di pagamento o che hanno avuto molte difficoltà nel pagare le rate.
Vanno poi aggiunti i 3,1 milioni di famiglie (il 12,8%) che risultano indebitate per l’acquisto di beni al consumo: di queste, 971 mila (il 4% del totale) hanno un debito superiore al 30% del reddito annuo famigliare. Infine 3 milioni e 873 mila famiglie (il 16% del totale) non posseggono un risparmio accumulato in alcuna forma e “potrebbero trovarsi - afferma il Censis - nella condizione di non saper fronteggiare eventuali spese impreviste o forti rincari di beni di primaria necessità”.
Il Censis evidenzia anche la preoccupazione delle famiglie di fronte alla crisi: interpellati ad ottobre 2008, il 71,7% degli italiani pensa che il terremoto in corso possa avere delle ripercussioni dirette sulla propria vita, mentre solo il 28,3% dichiara di poterne uscire indenne: “una sensazione che colpisce trasversalmente” giovani e anziani, uomini e donne, al nord come al sud, secondo il Censis, “ma che risulta più profondamente avvertita da quei segmenti già duramente messi alla prova in questi ultimi anni come le famiglie a basso reddito e con figli” (è preoccupato l’81,3% delle famiglie con livello economico basso, contro il 66,2% delle famiglie con livello medio).
Di fronte alla crisi economica è il “panico generalizzato” ciò che provano gli italiani, già provati da un 2008 che potrebbe essere “l’anno della paura”. Lo rileva il rapporto Censis 2008, sottolineando che la prospettiva di perdita del proprio tenore di vita si affianca alle paure già per gli immigrati e i rom, per le rapine, per gli incidenti stradali causati da droghe e alcol, per il precariato.
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Per i consumatori è un vero e proprio refrain. Ma non è gioioso come quelli di Natale. Anzi, è piuttosto allarmante, visto che Adusbef e Federconsumatori calcolano che in due anni (2007-2008) tra alimentari, mutui, bollette eccetera la spesa per le famiglie sia aumentata di oltre 2.500 euro. E solo per l’anno che sta per arrivare l’aumento potrebbe andare oltre i 1.700 euro.
Pessime anche le previsioni di spesa per le famiglie nel 2008, che “continuano ad essere preoccupanti con una stangata in arrivo che va da un minimo di 1.520 fino ad un massimo di 1.715 euro su base annua (compresi i mutui), dopo i rincari registrati nel 2007 in ampi settori dei consumi, in primis generi alimentari e prodotti energetici, con un consuntivo di quasi 1.000 euro (994 euro per la precisione): in due anni terribili, il 2007 da archiviare, il 2008 da inaugurare, le famiglie rischiano un salasso di 2.514 euro”.
Insomma secondo i consumatori “aumenterà di tutto, dalla luce al gas, alla nettezza urbana, ai servizi bancari ed assicurativi, alle tariffe dei trasporti pubblici, autostradali, trasporto locale, canone Rai, bolli auto e moto (dopo il raddoppio dei prezzi di revisione che hanno portato i costi da 50 a 100 euro con la beffa che non incidono neppure sull’ inflazione perché assente dal paniere) con incrementi che potrebbero essere gestiti meglio con una sana politica di controllo rigoroso di prezzi e tariffe, maggiore concorrenza, sanzioni durissime verso i trasgressori che si fanno beffe delle leggi, in primis banche (non hanno applicato il decreto Bersani portabilità mutui e simmetria dei tassi) ed assicurazioni (nessun ribasso delle tariffe rc auto dopo la patente a punti,la diminuzione dei sinistri, l’indennizzo diretto), ai quali deve essere ritirata la possibilità di esercitare l’attività, con sospensione minima di 30 giorni”. In particolare l’anno prossimo l’aumento di spesa maggiore su base annua sarà per i generi alimentari, con un impatto pari a 420-440 euro; seguita da riscaldamento (125-135 euro); benzina e carburanti (120-130 euro); gas (72-85); tariffe ferroviarie (90-120; luce (38-45 euro); Rc auto (26-40 euro); nettezza urbana (30-40 euro); (servizi bancari (25-30); tariffe autostradali e canone Rai (29-35 euro); bolli auto-moto, addizionali regionali (20-30 euro). Per le famiglie (3,2 milioni) che hanno contratto un mutuo a tasso variabile “per precisa responsabilità delle banche”, dal 1 gennaio 2008 ci saranno aumenti di rate pari a 550 euro su base annua, nel caso di un mutuo trentennale di 100.000 euro; di ben 1.100 euro l’anno,nel caso peggiore di un mutuo trentennale di 200.000 euro.
Adusbef e Federconsumatori infine, pur apprezzando l’introduzione di “Mister Prezzi” in Finanziaria, chiedono che sia dotato di maggiori poteri sanzionatori, compresi la sospensione temporanea licenza esercizio per trasgressori e speculatori.
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Natale è alle porte, ma gli italiani sono sempre più poveri. E quest’anno anche la tredicesima non riuscirà a dare una sferzata ai consumi. Secondo Confesercenti l’ammontare complessivo delle gratifiche natalizie sarà di 36,596 miliardi, solo 18 dei quali saranno usati per regali e cibi con una diminuzione dell’1,8 per cento (336 milioni), rispetto all’anno scorso. Le strenne addirittura subiranno una frenata del 5 per cento. I soldi, infatti, serviranno agli italiani per pagare le spese sempre più impellenti, in primis mutui e bollette.
Nonostante il portafogli pianga, i prezzi non diminuiranno, anzi. In un’indagine di Federconsumatori i maggiori rincari targati Natale 2007 riguardano l’albero e le decorazioni: un abete sintetico si paga fino al 42,3 per cento in più, una candela profumata il 20. E a tavola non va meglio: rincari sostenuti per il torrone (+7 per cento), il salmone (+6 per cento) e le lenticchie (4 per cento). Il settore alimentare, comunque, è uno dei più colpiti dalla scure dei rialzi. “Pandoro e panettone, il cui prezzo nel 2006 era diminuito, fanno invece registrare quest’anno forti incrementi dei listini, sulla scia dell’aumento dei prezzi delle materie prime come la farina”, spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi, “In realtà per questi prodotti lavorati l’incidenza della materia prima non giustifica in alcun modo aumenti così sostanziosi, che sono frutto di mera speculazione”. In questo modo le famiglie spenderanno per il classico cenone di Natale 20-30 euro in più rispetto allo scorso anno (a seconda della qualità e della quantità degli acquisti), per un totale complessivo di 165-175 euro a famiglia. Troppo. Ma forse pensandoci per tempo è possibile correre ai ripari.
“Si può ridurre di un terzo il costo della spesa facendo acquisti direttamente nelle quasi 50mila imprese agricole nazionali che vendono frutta, formaggi, vino, olio e salumi e altre specialità alimentari per preparare il cenone di Natale o per confezionare gustosi cesti da regalare a se stessi o agli altri”. Così Coldiretti cerca di rispondere alla mancanza di liquidi degli italiani, che in questo modo possono risparmiare fino al 30 per cento. “Delle 48.650 imprese agricole nazionali che svolgono attività di vendita diretta dei propri prodotti quasi una su quattro (23,8 per cento)”, continua l’associazione dei coltivatori, “partecipa a mercati e fiere locali sopratutto in occasione delle festività come il Natale. Sono 21mila le cantine aperte dove i turisti possono acquistare vino che, con il 41 per cento delle aziende totali, è il prodotto maggiormente commercializzato direttamente, seguito dall’ortofrutta con il 23,5 per cento, dall’olio di oliva con il 16 per cento, dalla carne e dai salumi con l’8 per cento, dai formaggi comprati in malghe e caseifici con il 5 per cento”.
Messa a posto la tavola, resta la questione dei doni. Inutile dire che la corsa all’ultimo momento è poco conveniente, visto che la scelta è limitata e il tempo stringe. Una soluzione, in questo caso, può darla il web. Sul sito Secondamano, per esempio, si possono trovare oggetti curiosi a prezzi vantaggiosi, o anche cuccioli in regalo. Con una spesa contenuta, poi, si può fare qualcosa per l’ambiente: il Wwf propone di mettere sotto l’albero la tessera dell’associazione, oppure di adottare una specie animale in pericolo di estinzione, o ancora di donare qualche euro per sostenere un progetto di conservazione. Regali on line, invece, dà idee e consigli, ma offre anche la possibilità di fare una ricerca comparata nei negozi per trovare il prezzo più basso o l’offerta più conveniente. Qualunque strada si decida di intraprendere non resta che armarsi di pazienza, ricordando che in ogni caso “basta il pensiero”.
Lo SPECIALE REGALI DI NATALE di Panorama.it