Austria e Svizzera producono cioccolata buona e di qualità, che da ieri sera ha un sapore ancora più dolce per la nostra nazionale di calcio, che ha tenuto incollati davanti ai teleschermi 23 milioni e 491 mila italiani per la vittoria contro la Francia, un dato molto vicino ai quasi 24 milioni che videro la finale dei mondiali nel 2006. Ma l’approdo ai quarti di finale ha anche reso più ricca la Federazione di un milione di euro. A tanto ammonta, infatti, il premio che l’ Uefa ha stabilito per ogni vittoria nella prima fase a gironi. La qualificazione ai quarti di finale porterà ulteriori 2 milioni di euro per ogni squadra. Conti alla mano, quindi, ieri sera Olanda e Italia hanno intascato in appena novanta minuti di gioco 3 milioni di euro, alla faccia di biscotti, pasticcini o cioccolatini.
È un Europeo molto ricco dal punto di vista di sponsorizzazioni e ricavi televisivi. Il massimo organismo calcistico continentale destinerà un totale di 184 milioni di euro alle 16 partecipanti al campionato europeo, 7,5 milioni per la sola partecipazione. La vincitrice di Euro 2008 riceverà 7,5 milioni come premio; l’altra finalista 4,5 milioni, un premio di consolazione più che accettabile. L’importo massimo che può essere vinto da una squadra è di 23 milioni di euro, nel caso in cui vinca tutti gli incontri. Nel 2004, la Grecia ne ha riscossi 17,7 milioni. La Federcalcio italiana ha stabilito che la vittoria all’Europeo vale 215 mila euro a testa (la Spagna ne mette in palio 214 mila, la Francia 210 mila), mentre il raggiungimento della finale vale 150 mila euro. Rispettivamente 120 mila e 80 mila euro per il passaggio in semifinale e nei quarti di finale.
Secondo Stage Up, società di consulenza attiva nello sport business, gli introiti di questa edizione saranno pari a 1,3 miliardi di euro e sono cresciuti dall’edizione del 1992, che produceva “appena” 41 milioni, passando per gli 852 milioni di euro in Portogallo quattro anni fa (con un balzo del 270 per cento sulla precedente edizione ospitata da Belgio e Olanda nel 2000). Il 60 per cento arriva dalla vendita dei diritti ai media e alle tv; il 21 per cento dalla cessione dei diritti commerciali (sponsor e merchandising); il 12 per cento dal programma di ospitalità garantito dalle autorità politiche e locali; il 7 per cento dalla vendita di 1.050.000 biglietti. I diritti tv sono stati venduti in 200 paesi del mondo e per la prima volta la negoziazione è avvenuta non più su base collettiva. L’agenzia Sportfive, che si è occupata della vendita, ha chiuso accordi separati con Rai, che ha pagato 115 milioni per tutte le piattaforme, Tf1 e M6 (Francia), Nos (Olanda), Cctv (Cina), Tbs (Giappone), Espn (Americhe), Al Jazeera (Medio Oriente e Africa settentrionale).
L’impatto economico generale sull’economia europea, invece, dovrebbe essere di 1,4 miliardi di euro. “Questo impatto sarà avvertito in molti paesi e ogni partita nei gironi genererà in media fino a 42 milioni di euro” sostiene Simon Chadwick, docente di sport business alla Coventry Business School e autore della ricerca MasterCard, uno degli sponsor della manifestazione. “Le partite più appetibili dagli sponsor sono quelle del gruppo C, che vede la contemporanea presenza di Italia e Francia”. Sempre secondo Stage Up, le entrate della Nazionale italiana in caso di vittoria potrebbero raggiungere 88,8 milioni di euro, inclusi 38,5 milioni da diritti tv, 27,3 milioni di euro dagli sponsor (incluse sponsorizzazioni future) e 23 milioni di euro dal premio Uefa. Confrontando le principali federazioni calcistiche presenti agli Europei, la Federazione italiana è terza per ricavi da sponsor dopo la francese Fff (in testa con 37,5 milioni di euro) e la tedesca Dfb (24,5 milioni). Un disastro, invece, per la Federcalcio inglese la mancata qualificazione agli Europei: si parla di mancati introiti per oltre 2 miliardi di euro.
Allestire l’evento è costato 600 milioni di euro: 234 per le spese vive legate all’organizzazione vera e propria; 30 milioni per la logistica; 50 per spese di produzione. La differenza fra ricavi e spese porta ad un utile di 700 milioni di euro che l’Uefa nel prossimo quadriennio distribuirà fra le 53 federazioni associate: 450 milioni verranno destinati ad attività di sviluppo (costruzione di stadi, centri di allenamento per i giovani, finanziamento dei vivai); 250 milioni aiuteranno il finanziamento dei tornei giovanili e femminili oltre alla formazione di arbitri e allenatori. Notevole anche l’impatto in Austria e Svizzera. Cinque milioni di turisti – tifosi, due miliardi di euro di introiti e un’incidenza positiva sul prodotto interno lordo svizzero dello 0,18 per cento e la creazione di 7 mila posti di lavoro: in gran parte dovuti al turismo. A Vienna sono anche più ottimisti: il torneo continentale dovrebbe garantire al Pil austriaco un +0,2 per cento aggiuntivo e un eredità di circa 11mila posti di lavoro stabili.
Se si guarda agli sponsor, Adidas, Puma e Nike sono i fornitori ufficiali delle 16 federazioni partecipanti. Accanto alla danese Carlsberg, Coca-Cola e McDonald’s, marchi storici del food and beverage, anche Hyundai, MasterCard e la giapponese Jvc si sono assicurati un posto tra i “top partners” per gli europei. Le sei compagnie hanno pagato 26 milioni di euro ciascuna per promuoversi globalmente attraverso gli Europei. L’Italia si affida commercialmente a Tim, Compass e Puma, con gli innesti post Germania 2006, nella categoria partner ufficiali, di Obiettivo Lavoro, Fiat, Pai, Generali, BigMat, Api-Ip, Samsung e Del Conca. Tutte le nazionali hanno ricavi dagli sponsor per 5-6 milioni di euro, a eccezione dell’Olanda, che viaggia intorno ai 10 milioni di euro, e del Portogallo vicino ai 12 milioni di euro.
- Venerdì 20 Giugno 2008

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