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- Tags: bilancio, Camera, Comunità-montane, crescita, Fas, finanziamenti, Ici, manovra, robin-tax, Tesoro, ticket
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Dalla Robin Tax ai tagli a scuola e sicurezza, dal piano casa agli interventi per Roma: sono molte le novità introdotte dal decreto legge che anticipa la finanziaria e che è stato approvato dalla Camera. Il pacchetto vale circa 13 miliardi di euro, più di un terzo del valore del Piano triennale di finanza pubblica che è pari a 35 miliardi. Ecco alcune delle principali novità.
Robin Tax. Per le società energetiche viene innalzata dal 27,5% al 33% l’aliquota Ires. Per banche e assicurazioni il maggior prelievo sarà ottenuto con un allargamento della base imponibile.
Social card. Per i meno abbienti 400 euro in buoni sconti sui prodotti alimentari e sulle bollette: la misura riguarda 1,2 milioni di cittadini, ma bisognerà avere la cittadinanza italiana. Ad alimentare il fondo saranno i conti bancari dormienti.
Contratti statali. Secondo le stime iniziali del governo le risorse a disposizioni per questo capitolo sono 2.240 milioni. I soldi arrivano dal Fondo per interventi strutturali di politica economica, che pero è più corposo e finanzia diverse voci. L’Esecutivo assicura che nonostante gli spostamenti effettuati su questo ‘gruzzolo’ (con tagli di 400 milioni per finanziare altre misure) per gli statali non c’è alcuna sforbiciata.
Nuovi tagli ai ministeri. Otto miliardi di ‘risparmi’ nel 2008, ai quali si aggiunge in extremis un nuovo pacchetto di tagli di 300 milioni con cui si finanzia lo stop ai ticket. I tagli alla spesa della P.A sono del 30%; le Autorità indipendenti sono escluse. Stretta anche sulle consulenze (-30% rispetto al 2004). I tagli più criticati riguardano la scuola, con una sforbiciata di 87.000 docenti, e la Sanità, con proteste dei governatori, a partire da Formigoni.
Via ticket per tre anni. Stop ai ticket sulla diagnostica anche nel 2009. Costo 834 milioni: il governo ne metterà la metà ma lo stanziamento diventa triennale. L’altrà metà è a carico delle Regioni.
Freno a falsi esenti sanità. Più rigore sulle richieste di esenzione dai ticket: via libera a controlli incrociati e, se l’autodichiarazione risulterà falsa, le Usl recupereranno le somme non pagate. Taglio ai posti letto negli ospedali e del 20% sugli stipendi dei dirigenti sanitari.
Roma capitale. Ok ai 500 milioni di euro per il 2008 per superare il deficit di liquidità del comune. Alemanno è il nuovo commissario straordinario del governo.
Impronte digitali. Impronte digitali per tutti dal primo gennaio 2010. Saranno sulla carta d’identità.
Sicurezza. I tagli alle forze dell’ordine, che hanno suscitato le proteste degli operatori (3,2 Miliardi), sono in parte compensati con 300 milioni ai quali verranno aggiunte le risorse che arrivano dai beni confiscati alla mafia (valutato in circa 1 miliardo).
Università. Le università pubbliche (statali e non) potranno trasformarsi in fondazioni di diritto privato.
Casa, fondo giovani coppie. Viene istituito un “fondo speciale di garanzia” per l’acquisto della prima casa da parte di single con figli piccoli. Aiuti anche agli studenti fuori sede e gli immigrati regolari a basso reddito residenti da almeno 10 anni nel territorio nazionale.
Limitazioni uso contante. Si torna indietro: si eleva da 5mila a 12500 euro la soglia massima per l’uso di contante. Stop al bollo di 1,50 euro per gli assegni non trasferibili.
5XMille anche a sport; arriva tax cinema. Sì al 5xmille per le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni. Ok al credito d’imposta per investimenti nella “filiera del cinema”.
Class action. Proroga di sei mesi (quindi al 1/0 gennaio 2009) dell’entrata in vigore dell’azione collettiva risarcitoria introdotta dalla finanziaria 2008.
Giustizia civile, notifica via web. Nell’ambito del processo civile le notificazioni devono essere effettuate esclusivamente per via telematica.
Stretta turn over p.a. Avanzamenti di carriera ‘congelati’ per un anno. La manovra prevede anche una riduzione del turn-over.
Assunzioni, tornano i paletti. Obbligo per le imprese di comunicare l’assunzione il giorno prima dell’inizio del lavoro.
Servizi pubblici locali. Arriva la tanto attesa riforma, che introduce il sistema delle gare. Ma su richiesta della Lega la gara potrà essere evitata se la società è pubblica oppure mista e partecipata dall’ente locale.
Patto stabilità interno. Sanzioni per chi sfora e meccanismi premiali per gli enti ‘virtuosi’. Stretta sull’uso dei derivati da parte degli enti locali e stop ai prestiti senza rimborso contestuale di interessi e capitale. Pesante il giro di vite su Regioni e Enti locali: le Autonomie dovranno rinunciare a 3 miliardi quest’anno, oltre cinque nel 2009 e nove nel 2010.
Sindaci virtuosi e comunità montane. La sforbiciata colpirà solo i sindaci dei comuni con i conti in rosso, e saràperò del 30%. Taglio invece di 30 milioni all’anno per le comunità montane, ma a pagare di più saranno quelle in ‘pianura’.
Taglia-leggi, taglia-enti e taglia carta. Saltano 3.500 leggi “inutili”; stop agli enti pubblici non economici con meno di 50 dipendenti. Dal 2009 la Gazzetta Ufficiale sarà on-line.
Fas va a Mzzogiorno, nasce la banca sud. Il fondo per le aree sotto utilizzate, guarda soprattutto al Sud: gli stanziamenti del quadro strategico nazionale dovranno essere indirizzati per l’85% al Mezzogiorno. Nasce la Banca per il Sud.
La Camera dei deputati
Uno “spicchio” di Camera
Via i ticket sanitari sulla diagnostica dal prossimo anno, ma senza l’aiuto economico (400 milioni) previsto dal governo. Tutte le carte d’identità, poi, dal 2010 dovranno contenere, le impronte digitali dei cittadini. Sono alcune delle novità approvate durante la seduta notturna con la quale le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno dato il via libera al disegno di legge della manovra finanziaria, inviando all’aula il provvedimento sul quale viene dato per scontato l’arrivo della fiducia. Ecco, in sintesi, alcune delle principali novità approvate.
- Stop ai ticket sulla diagnostica anche nel 2009, ma senza i 400 milioni che il governo ha annunciato di essere disposto a mettere sul tavolo per coprire la metà delle copertura necessaria. Tutto resta, per ora, sulle spalle delle regioni. Il governo aveva però annunciato ieri di essere pronto a mettere sul tavolo la metà delle risorse necessarie (400 milioni). E il giudizio delle regioni è stato categorico: “Il governo non ha fatto nuove proposte ed ha confermato i tagli annunciati, che non rispettano il patto per la salute 2007-2009 di 834 milioni di euro”, ha commentato il presidente delle regioni, Vasco Errani. “Per noi” ha detto Vasco Errani “l’incontro è stato molto negativo valuteremo nei prossimi giorni le iniziative da prendere”.
- È stato approvato l’emendamento che rimpolpa i fondi per la sicurezza con 300 milioni.
- Vita dura per i furbi che dichiarano un basso reddito per ottenere l’esenzione sanitaria dalle prestazioni diagnostiche. Saranno ora fatti veloci controlli incrociati e, se l’autodichiarazione risulterà falsa, le Usl recupereranno le somme non versate.
- Stretta per le strutture private in convenzione. Le Usl non pagheranno più “piè di lista” ma potranno decidere di introdurre autorizzazioni preventive in alcuni casi e bloccare i pagamenti se questi superano una certa soglia. Poi dovranno controllare almeno il 10% (e non più il 2%) delle cartelle cliniche e delle corrispondenti schede di dimissioni. Per alcune patologie i controlli potranno essere a tappeto.
- Salta, come preannunciato ieri, la norma azzera-vertici per l’Authority per l’Energia. La norma originaria prevedeva la decadenza del board dell’autorità entro trenta giorni dalla conversione del decreto. Un emendamento del governo ha cancellato l’intero articolo.
- Cambia la stretta sui sindaci. Un emendamento del relatore fa saltare il taglio del 20% delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza dei sindaci e dei consiglieri comunali degli enti locali virtuosi. Per contro quelli con i conti in rosso dovranno stringere la cinghia di più: per loro il taglio passa al 30%. In pratica il 90% dei comuni rimarrà fu ori dal taglio.
- Diventano più rigorosi i finanziamenti per le comunità montane: in totale riceveranno 30 milioni in meno all’anno dal 2009 al 2011, con un’ulteriore aggiunta. Il taglio sarà graduato su base altimetrica: più la comunità montana è “marina” e più la sforbiciata sarà pesante.
- Sono state approvate alcune norme volute dalla maggioranza, con alcuni paletti richiesti dall’opposizione. Il Fas, il fondo per le aree sotto utilizzate, guarderà così soprattutto al Sud. In particolare gli stanziamenti del quadro strategico nazionale dovranno essere indirizzati per l’85% al Mezzogiorno. Nasce poi la Banca per il Sud.
- Resta “parcheggiato” l’emendamento del governo - potrebbe essere recuperato nel maxi emendamento sul quale il governo porrà la fiducia - che, tra le altre modifiche, cancella la norma che imponeva il rispetto della copertura non solo per il saldo netto da finanziare ma anche per il fabbisogno del settore statale e per l’indebitamento netto della pubblica amministrazione (il deficit). L’emendamento del governo serviva soprattutto a superare l’impasse che si è creato al Senato che sta esaminando il decreto fiscale con il taglio dell’Ici che non è coperto per quasi un miliardo per il fabbisogno.
Chi ha bisogno di una piccola somma di denaro potrebbe avere un’opportunità in più grazie alle piattaforme online per la gestione dei prestiti fra privati, una tendenza emersa negli ultimi anni e chiamata “social lending”. Il primo servizio di questo tipo attivato in Italia e aperto subito al grande pubblico è stato l’olandese Boober, autorizzato dall’Ufficio dei Cambi: cerca spazio in un mercato da 13,6 miliardi di euro che coinvolge circa il 4% della popolazione.
L’ammontare dei prestiti ottenibili va da 2mila a 10mila euro. Applica procedure paragonabili alle finanziarie tradizionali: richiede l’ultima busta paga o la dichiarazione dei redditi per i professionisti. Informazioni che sono poi controllate con le stesse banche dati consultate dagli uffici di credito per verificare le garanzie di restituzione degli importi. Viene elaborato poi un giudizio allo scopo di valutare l’affidabilità del debitore (rating). A questo punto Boober lascia al richiedente di un finanziamento la proposta di un tasso d’interesse: è il prestatore, poi, a scegliere se accettare le condizioni offerte. Ogni membro può decidere di partecipare con cifre da 500 a 50mila euro: il rischio di insolvenza è comunque a carico del prestatore, ma la cifra totale messa a disposizione da ogni persona è spalmata in piccole quote su più debitori, minimizzando la probabilità d’insolvenza. Boober non richiede commissioni, ma propone un’ampia gamma di condizioni sia per chi chiede un finanziamento sia per quelli che lo erogano.

Tutto da rifare. L’ipotesi della rottamazione per il 2008 per auto e moto per il momento salta dalla Finanziaria. E con essa salta il contributo di 700 euro per la rottamazione delle auto vecchie euro 2 (pari a circa 10.000.000 veicoli, il 29,6% delle vetture in circolazione). “Non presenterò l’emendamento sulla rottamazione, era solo un’ipotesi che non si concretizza”, spiega il relatore Michele Ventura alla fine della riunione dei capigruppo dell’Ulivo alla Camera sulla manovra.
Anche sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, esclude che la proposta di inserire in Finanziaria incentivi per la rottamazione auto possa arrivare dall’esecutivo, non essendoci intesa nella maggioranza. “Non c’è accordo politico e ci sono anche alcune difficoltà finanziarie”, spiega.
La proposta su cui la maggioranza non ha trovato un accordo prevedeva incentivi per il cambio di auto immatricolate precedentemente al primo gennaio 1999 con autovetture nuove di categoria ‘euro 4′ ed ‘euro 5′ che emettano non oltre 140 grammi di co2 per chilometro.
Grazie al successo della precedente tornata di incentivi alla rottamazione (in scadenza il prossimo 31 dicembre), le vetture Euro 0 ed Euro 1 sono scese rispettivamente all’11,2% (3,8 milioni delle circolanti) e al 14% (4,7 milioni).
Il VIDEO servizio:

Incentivi alla rottamazione anche per le auto Euro 2, introduzione di un meccanismo selettivo che favorisca l’acquisto di auto di piccola cilindrata, elettriche, a gas o ibride. Ma anche il ripristino nel 2008 delle detrazioni per l’abbonamento annuale su autobus e metro per chi rottama un’auto, ma non ne acquista una nuova (questa norma prevista dalla manovra precedente non è mai diventata operativa). Sono queste le novità sulle quali governo e maggioranza potrebbero trovare un accordo che consenta di prorogare anche per l’anno prossimo la rottamazione per i veicoli inquinanti.
A parlarne è stato il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, sottolineando però che “non è una decisione già presa” e che occorre “fare i conti con le disponibilità finanziarie” perché si tratta di “una misura che costa”. Grandi è favorevole alla proroga della rottamazione perché, spiega, “l’impostazione della norma introdotta nel 2007 è andata bene, ha aiutato a eliminare le macchine inquinanti. L’esperienza è stata positiva” sottolinea “e anche nel 2008 sarà analoga: semmai si potrebbe allargare anche alle auto Euro 2″, cioè a un parco macchine pari a 10.000.000 veicoli, il 29,6% della auto in circolazione.
L’obiettivo, sottolinea il sottosegretario, “è quello di favorire le auto che consumano meno e inquinano meno. Ma c’è un problema di natura finanziaria. Infatti”, avverte, “è una misura che costa, non è a saldo zero, e vale lo 0,2% del Pil, in un momento in cui il Pil sta rallentando”.
Grazie al successo della precedente tornata di incentivi alla rottamazione (in scadenza il prossimo 31 dicembre), le vetture Euro 0 ed Euro 1 sono scese rispettivamente all’11,2% (3,8 milioni delle circolanti) e al 14% (4,7 milioni).
Il VIDEO servizio:
- Tags: Bagolino, Brescia, comuni, Cortina, finanziamenti, finanziaria, province, Regioni-a-statuto-autonomo, ricchezza, Storo, Trento
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Di qua c’è Bagolino. Quattromila anime, 109 chilometri quadrati di superficie e un bilancio annuo di sei milioni di euro.
Di là c’è Storo. Sempre quattromila anime e 73 chilometri quadrati di superficie ma un bilancio annuo di 24 milioni di euro. Bagolino è in provincia di Brescia. Storo è in quella di Trento. In mezzo, come in quel famoso film, scorre solo un fiume.
Ponte Caffaro e Lodrone, le due frazioni più vicine al confine, distano appena 50 metri. “Di qua c’è il Messico, di là c’è l’America”, spiega il sindaco di Bagolino Marco Scalvini. Perché su quella che un tempo segnava la linea tra l’impero austro-ungarico e il Regno d’Italia, oggi c’è un abisso di agevolazioni fiscali, servizi e infrastrutture. Scalvini, insieme ad altri 171 sindaci italiani, porta avanti la protesta di tutti quei Comuni a un passo dal tracollo soltanto perché confinanti con le Regioni a statuto autonomo. Più ricche, più moderne, più convenienti e a un passo dalla vecchia residenza. “In sette anni”, racconta Scalvini che il 22 e 23 settembre presiederà l’assemblea dei comuni di confine “si sono trasferite da Bagolino a Storo 107 partite Iva e decine di famiglie”. Nel corso dell’incontro l’assemblea chiederà al governo un incontro per ottenere la conferma dello stanziamento di un fondo speciale di 20 milioni di euro e nuove risorse nella Finanziaria 2008. Ma soprattutto più attenzione verso un’emergenza che coinvolge oltre mezzo milione di cittadini.
Per capire, dice, basta solo un esempio: nella provincia di Brescia la trattenuta regionale sulle buste paga è dell’1,2 per mille mentre in quella di Trento è dello 0,9. Ma le ragioni, racconta un trentenne nato a Ponte Caffaro (e che vuol restare anonimo), “per trasferirsi di là” sono più d’una. “Vivo in Trentino ma a trecento metri dalla mia famiglia che abita in Lombardia. Qui posso far frequentare a mio figlio una scuola materna ben attrezzata e molto economica, abbiamo palestre, centri sportivi, strade asfaltate, la pista ciclabile, fognature e acquedotti recenti e perfino la fibra ottica. Il Comune fa investimenti ogni anno e costruire una famiglia qui è molto più conveniente”.

Soprattutto grazie ai finanziamenti a fondo perduto. Possono arrivare fino al 75 per cento per un’attività turistica e sfiorano il 60 per cento per la prima casa. “Ho potuto godere di un mutuo regionale a tasso agevolato del 2 per cento” continua “e in più ho avuto 35mila euro a fondo perduto per la ristrutturazione. Ho beneficiato poi delle stesse agevolazioni per la mia attività privata”.
Alla fine, di qua, i Comuni diventano dormitori. Perché gli asili chiudono, le palestre sono le stesse da trent’anni, le strade sono quelle di una volta, la fibra ottica chissà se arriverà mai e di agevolazioni fiscali per ora non c’è nemmeno l’ombra. Il governo ha disposto un fondo speciale di 20 milioni di euro per sostenere in comuni di confine ma nessuno sa dire quando e come arriveranno.