
Il primo ministro greco, Lucas Papademos (LaPresse)
di Micaela Osella
Cinture allacciate. Questa volta si vola. Piazza Affari ha tagliato il traguardo in corsa, miglior performance nel Vecchio continente (Ftse Mib +2,77%). È però ben poca cosa in confronto al miracolo spread. La forbice tra Btp e titoli tedeschi (Bund) a dieci anni ha, infatti, firmato una seduta in discesa, a briglie sciolte fino a 382,8 punti. Era dal 7 dicembre che non si vedevano questi livelli. Continua


Al centro, il pubblico ministero di Trani Michele Ruggiero
di Giampiero Cantoni
Possiamo fidarci delle agenzie di rating? Questa è una domanda legittima e proveremo tra un istante a dare una risposta. Di certo però è una mossa temeraria agire come la Procura di Trani, che ha sottoposto a perquisizioni e ha fatto presentire un’azione giudiziaria nei confronti degli analisti di Standard & Poor’s e di Fitch. In questo modo, secondo ahimè una moda italiana, trasferiamo tutti i problemi sul piano giudiziario, e non è una cosa che ci accredita come Paese serio e affidabile. Continua

La sede di Borsa italiana in Piazza Affari a Milano (Credits: LaPresse)
di Micaela Osella
Niente fulmini sotto il cielo di Roma. Piazza Affari è ripartita stamattina dall’asta dei Btp, quelli a 5 e a 10 anni. E grossi brividi, nonostante il giudizio velenoso di Fitch, servito freddo venerdì sera, alla fine non ci sono stati. Il Tesoro ha, infatti, collocato 5,5 miliardi di euro con rendimenti in calo, ma senza fare il pienone. Continua

La sede milanese dell'agenzia Fitch (Credits: ANSA/DANIELE MASCOLO)
È arrivata anche Fitch. Lo aveva annunciato e alla fine lo ha fatto. Ha tagliato il rating dell’Italia, ossia il giudizio sulla capacità di ripagare il nostro debito, di due scalini, passando da A+ ad A- con previsioni (outlook) negative. Poteva andare peggio, ha comunicato l’agenzia. Continua

La tripla A, il giudizio più alto delle agenzie di rating (Credits: EPA/IAN LANGSDON)
L’agenzia di rating Fitch finisce sotto il mirino della procura di Trani. Per presunte manipolazioni di mercato, dovute all’annuncio di un probabile declassamento dell’Italia entro la fine di gennaio. Una retrocessione, che arriverebbe a pochi giorni dallo smacco subìto dopo che l’altra grande agenzia di rating statunitense, Standard&Poor’s (S&P), il 13 gennaio scorso ha deciso di abbassare di ben due livelli la propria valutazione sui titoli del nostro debito pubblico, portandola da singola A a tripla B+, cioè poco sopra l’investment grade, il livello che separa le obbligazioni di buona qualità da quelle più rischiose. Ma perché ora la procura indaga per manipolazioni di mercato? Semplice: abbassare il rating significa scatenare conseguenze negative per il Paese. Ecco quali sono e che impatto hanno sui conti pubblici. Continua

La sede di Fitch rating (Credits: EPA/JUSTIN LANE)
Dopo Standard&Poor’s ora è la volta di Fitch, l’agenzia di rating “europea” nella cui sede milanese i militari della Guardia di Finanza di Bari, per ordine della procura della Repubblica di Trani, da questa mattina stanno portando avanti accertamenti (normale attività di polizia giudiziaria) sulle presunte manipolazioni del mercato. Continua

La sede di Fitch Ratings a New York (Credits: AP Photo/Henny Ray Abrams)
Adesso rischiano di diventare il nuovo tormentone. Dopo lo “spread”, ci sono loro: le agenzie di rating. Sono mesi che promuovono, bocciano gli Stati, la loro capacità di restituire il debito. Cambiano le previsioni, facendoli salire e scendere in serie A, in serie B o, peggio ancora, in serie C. L’ultima, in ordine di tempo, è stata Fitch che questa mattina ha detto chiaramente che la Grecia è fallita. Parole pesanti. Che fanno montare ancora di più la polemica. Continua