
Il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)
Le agenzie di rating “non sono istituti di ricerca imparziali” ma “hanno i loro interessi” e svolgono il loro ruolo “molto in linea con il capitalismo finanziario americano”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Olli Rehn commentando l’ondata di abbassamenti da parte di Standard & Poor’s, in un’intervista alla Tv del suo paese, la Finlandia. Olli Rehn non parla certo a caso. Perché è vero: le agenzie di rating sono controllate da privati. Per lo più americani. E il comportamento degli ultimi mesi solleva qualche lecito dubbio. Continua

(Credits: MATTEO BAZZI/ANSA)
di Micaela Osella
Piazza Affari oggi ha vinto la paura. Almeno per un giorno. Irrazionale. Neanche i proclami di Fitch su un possibile taglio al rating dell’Italia l’hanno intimorita. Nè le affermazioni dell’economista Nouriel Roubini sulla necessità di una ristrutturazione del debito italiano entro il 2013. La Borsa di Milano ha tagliato il traguardo in corsa e l’indice principale, l’Ftse Mib ha chiuso in progresso del 3,08% a 14.844 punti. Solo lo spread ha continuato a tracciare il solco tra un ritrovato ottimismo e la realtà: è rimasto alle stelle, a 526 punti base. Continua

(Credits: Imagoeconomica)
Il Portogallo è spazzatura, junk. O almeno così la pensa l’agenzia di rating Fitch che questa mattina ha bocciato la capacità dello stato di restituire il suo debito da BB+ a BB-, il giudizio peggiore e con una previsione (outlook) negativa. Continua

Il premier francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel (Credits: ANSA)
Italia e Spagna ce la faranno a pagare il loro debito ma i soldi che hanno in cassa non bastano. È questo in estrema sintesi il concetto espresso questa mattina da David Riley, direttore generale per la finanza pubblica dell’agenzia di rating Fitch, che ha detto: “Crediamo fermamente che Italia e Spagna siano Paesi solvibili, ma potenzialmente illiquidi” per quanto riguarda il mercato dei titoli di Stato dove si finanziano. Ma molto probabilmente il pensiero di Riley va oltre. Continua

(Credits: EPA)
Dopo Standard&Poor’s e Moody’s è arrivata anche Fitch. L’agenzia di rating ha declassato l’Italia portando il rating da AA- ad A+ con outlook negativo. L’Italia è troppo vulnerabile a fronte della crisi dell’eurozona, ha motivato l’agenzia. Continua

(Credits: AP Photo/Frank Augstein, File)
Aumenta in Europa e nel mondo la paura per una nuova crisi globale. I timori di insolvenza della Grecia, il crollo delle quotazioni delle banche francesi e i timori per i titoli pubblici italiani influiscono negativamente sugli andamenti dei mercati internazionali. La Germania teme l’insolvenza incontrollata per la Grecia e la sua possibile uscita dall’euro. E nonostante l’immediata smentita di Atene, è sempre più difficile immaginare una credibile via di uscita per uno scenario tanto negativo. Continua
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(Credits: Ap Photo/Vincent Thian)
Borse asiatiche altalenanti, tra le paure per la crisi del debito in Europa e le prospettive di crescita negative in Asia. Il Nikkei chiude con un -0,63% e così l’Hang seng di Hong Kong, che lascia sul campo un -o.6% dopo una giornata di perdite ben più pesanti, che avevano fatto pensare a una chiusura drammatica.
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