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Forbes
È di nuovo lui, il fondatore di Microsoft Bill Gates , l’uomo più ricco del mondo, secondo l’attesissima classifica stilata dalla rivista americana Forbes (qui la classifica).
Il magazine, alla luce della crisi finanziaria che ha colpito i mercati mondiali, ha verificato anche che il numero dei miliardari del pianeta si è ridotto di almeno un terzo nell’ultimo anno, colpendo in particolare i ricchi di Russia, India e Turchia. Dopo Bill Gates, con i suoi 40 miliardi di dollari, c’è, con 37 miliardi, l’americano Warren Buffet, il finanziere che aveva vinto la classifica lo scorso anno. Al terzo posto il magnate messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim, 35 milkiardi di dollari. Tutti, comunque, hanno accusato il colpo portato dalla crisi: Gates solo un anno fa era accreditato di una fortuna pari a 58 miliardi, Buffet di un patrimonio superiore ai 60 miliardi e Carlos Slim di 62 miliardi di dollari. Secondo Forbes, solo questi tre miliardari avrebbero perso complessivamente in un anno una ricchezza pari a 68 miliardi di dollari.
E se i ricchissimi del pianeta, un anno fa, erano 1.125, oggi sono 793. New York è tornata a rimpiazzare Mosca come la città in cui vivono il maggior numero di super ricchi (55), mentre Mosca, che un anno fa aveva 87 supermiliardari, oggi ne conta 32. A New York l’unico che non ha accusato perdite nell’ultimo anno è stato il sindaco Michael Bloomberg, il cui patrimonio sarebbe cresciuto da 11,5 a 16 miliardi. È lui, il finanziere filantropo che guida la Grande Mela, l’uomo più ricco di New York e figura tra i primi 17 al mondo, mentre un anno fa era 65/mo.
Non mancano le sorprese tra gli italiani. Il Re della Nutella, Michele Ferrero, si conferma l’italiano più ricco del mondo, stando alla classifica della rivista, classificandosi al 40mo posto della lista mondiale, con un patrimonio valutato attorno ai 9,5 miliardi di dollari (l’anno scorso la stima della sua ricchezza era pari a 11 miliardi, ma in classifica era al 68mo posto). Al secondo Silvio Berlusconi e famiglia (70mi in classifica) con una fortuna valutata attorno ai 6,5 miliardi di dollari (9,4 mld nel 2008), Leonardo del Vecchio di Luxottica (al 71mo posto) la cui ricchezza è però scesa da 10 a 6,3 miliardi. A seguire lo stilista Giorgio Armani (224mo con 2,8 miliardi); Stefano Pessina (Alliance Boots, 450mo con 1,6 miliardi). Mario Moretti Polegato (Geox); Carlo, Gilberto, Luciano e Giuliana Benetton sono parimerito al 468mo posto (1,5 miliardi ciascuno). Infine, il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone al 522mo con 1,4 miliardi.
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La crisi finanziaria stravolge le economie mondiali. E cambia anche la classifica degli uomini più ricchi del mondo. Il finanziere Warren Buffett ha infatti scalzato Bill Gates nella classifica dei 400 paperoni stilata da Forbes.
Il settimanale, secondo quanto anticipa Bloomberg, ha infatti aggiornato i suoi calcoli sulla base delle oscillazioni di borsa provocate dal terremoto finanziario. Il presidente della Berkshire Hathaway ha così visto lievitare il suo gruzzoletto dal 29 agosto al primo ottobre di 8 miliardi di dollari, conquistando la vetta della classifica con un patrimonio di 58 miliardi di dollari (circa 42,7 miliardi di euro). Microsoft invece ha perso nello stesso periodo 1,5 miliardi di dollari scendendo a 55,5 miliardi (circa 40,9 miliardi di euro).
Bill Gates è stato per quindici anni consecutivi in testa alla classifica: aveva lasciato il primato “all’oracolo di Omaha” solo per qualche mese per poi ritornare in vetta un mese fa.
Trentacinque miliardi di dollari. A tanto ammonta la fortuna personale del re della Thailandia Bhumibol Adulyadej, eletto da Forbes come la testa coronata più ricca del mondo. Nella classifica della “top ten” dei sovrani più ricchi del mondo stilata dalla rivista statunitense figurano al secondo posto con un certo distacco i “newcomers” arabi come lo sceicco degli Emirati Arabi Khalifa bin Zayed Al Nahyan con una fortuna di 21 miliardi di dollari e il saudita Abdullah bin Abdul Aziz (21 miliardi di dollari).
Il quarto posto nella classifica dei re paperoni torna nelle mani di un asiatico: il sultano del Brunei Haji Hassanal Bolkiah con un patrimonio di 20 miliardi di dollari. In quinta posizione si trova invece lo sceicco di Dubai Mohammed bin Rashid (18 miliardi di dollari e un imponente patrimonio immobiliare, all’interno del quale figura il prestigioso albergo newyorkese Essex House e parte dei grandi magazzini Barney). In sesta posizione si piazza invece il primo europeo della classifica, il principe del Liechtenstein Hans-Adam II(5 miliardi di dollari). La settima posizione torna ai ricchi petroliferi del Golfo con lo sceicco del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani (2 miliardi di dollari).
Il re del Marocco Mohammed VI si colloca invece in ottava posizione con una fortuna di 1,5 miliardi di dollari. Alla nona posizione troviamo invece il principe di Monaco Alberto (1,4 miliardi di dollari). L’ultima posizione nella classifica è infine occupata dal sultano dell’Oman Qaboos bin Said (1,1 miliardi di dollari), che nei giorni scorsi ha soggiornato in Sicilia.
Forbes spiega che nessuno dei re, regine e sceicchi viene inserito nella classifica annuale dei miliardari perché le loro fortune sono ereditate e spesso condivise con altri membri della famiglia. Gli sceicchi e i principi sauditi in classifica - sottolinea la rivista - devono parte delle proprie fortune alle partecipazioni nei fondi sovrani dei loro paesi. I fondi sovrani sono saliti alla ribalta delle cronache negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi 12 mesi in seguito al forte contributo fornito alle istituzioni finanziarie occidentali, alle prese con svalutazioni e perdite dovute alla crisi dei mutui subprime. Il fondo sovrano di Abu Dhabi è il principale azionista di Citigroup, mentre quello di Singapore Temasek si è detto pronto a rafforzare la propria quota in Merrill Lynch, scommettendo su una ripresa del titolo.
Nella top-15 di Forbes figurano due sole donne: la regina Beatrice d’Olanda al 14mo posto con 300 milioni di dollari e la regina Elisabetta II d’Inghilterra con 650 milioni. Con un miliardo il principe Karim Aga Khan è l’unico inserito nella classifica di Forbes a regnare non su un territorio ma sui fedeli: è infatti il capo spirituale di 15 milioni di musulmani islamici. Chiude la top-15 il sovrano più giovane, il quarantenne re dello Swaziland Mswati III con 200 milioni.
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Warren Buffett è l’uomo più ricco del pianeta superando l’amico Bill Gates, fondatore della Microsoft. In Italia il nuovo Paperone è a sorpresa il papà della Nutella o meglio, la famiglia Ferrero, che batte in volata sia Silvio Berlusconi, al vertice dal 1996, sia Leonardo Del Vecchio, il patron della Luxottica. Le novità contenute nella tradizionale classifica 2008 dei miliardari del pianeta, redatta dalla rivista Forbes, non si fermano qui: i ricconi aumentano di 179 unità complessive sul 2007, al record di 1.125 unità, con il grande impulso delle economie emergenti che rimarca quanto stia cambiando lo scenario globale, in forte e rapida evoluzione. New York, non a caso, cede il primato di capitale mondiale dei miliardari a favore della rampante Mosca.
Ai russi - ma in bella evidenza ci sono cinesi (42), indiani (53, di cui 4 nella Top 10) e turchi (35) - va attribuito la conquista per la prima volta del secondo posto nella classifica per Paesi con 87 miliardari, meglio della Germania (59) ma non gli Stati Uniti lontani a quota 469. L’Oracolo di Omaha, come è pure noto Buffett, è il Paperone che meglio ha reagito alle turbolenze finanziarie, visto che il suo patrimonio è aumentato in un anno di 10 miliardi di dollari, fino a quota 62. Gates ha incrementato le fortune di 2 miliardi (a 58 miliardi), non abbastanza per conservare per il 14mo anno di fila lo scettro e per evitare il sorpasso del magnate delle tlc messicano, Carlos Slim Helu (60 miliardi).
Lakshmi Mittal, il re dell’acciaio indiano residente a Londra, si porta al quarto posto (45 miliardi), precedendo i due connazionali, i fratelli Mukesh e Anil Ambani (con 43 e 42 miliardi), che guidano attività industriali, e Mister Ikea, lo svedese Ingvar Kamprad (31 miliardi), il più ricco del Vecchio Continente. Ottavo un altro indiano, K.P. Singh, a capo di un impero immobiliare da 31 miliardi, che precede il russo Oleg Deripaska (28 miliardi), forte delle sue attività nella produzione dell’alluminio. Chiude la Top 10, il tedesco Karl Albrecht (27 miliardi), proprietario dei supermercati Aldi. La donna più ricca è Liliane Bettencourt (17ma con 22,9 miliardi), azionista di controllo della L’Oreal, il colosso della cosmetica fondata da sua padre. Il più giovane in classifica è Mark Zuckerberg, l’inventore della web community Facebook, che malgrado i suoi 23 anni ha in portafoglio qualcosa come 1,5 miliardi di dollari.
La famiglia di Michele Ferrero, a capo dell’impero alimentare di Alba (detentore della ricetta della Nutella), può vantare un patrimonio di 11 miliardi di dollari, rafforzato di 1 miliardo in un anno, e può così guidare dal 68mo posto in classifica generale la pattuglia dei tredici italiani censiti. L’ex premier si attesta a 9,4 miliardi (dagli 11,8 del 2007, passando dal 51mo al 90mo posto), meno dei 10 miliardi del patron della Luxottica che lo scorso anno ne aveva 11,5 (scende dal 52mo al 77mo). Berlusconi era menzionato dal magazine Usa come l’uomo più ricco d’Italia dal 1996, anno in cui sfilò il primato all’Avvocato Gianni Agnelli che commentò il sorpasso con una battuta: “Interesserà Robin Hood”.
Giorgio Armani è 203mo con 5 miliardi, i fratelli Benetton (Carlo, Gilberto, Giuliana e Luciano) e il Signor Geox, Mario Moretti Polegato, sono tutti in 396ma posizione, con fortune per 2,9 miliardi ciascuno. Chiudono la lista, quanto agli italiani, Francesco Gaetano Caltagirone (446mo con 2,6 miliardi), Stefano Pessina (524mo con 2,3 miliardi), Ennio Doris e famiglia (573mo con 2,1 miliardi) e Sivio Scaglia (962mo con 1,2 miliardi).
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Di nome fa Roger, come tanti altri qui in Brasile. Di cognome, invece, Agnelli. In Italia, sinonimo di ricchezza e successo imprenditoriale, non importa se la parentela sia reale o fittizia. Dal 2001 Roger Agnelli è il direttore-presidente della brasiliana Vale do Rio Doce, la seconda impresa al mondo nel settore estrattivo e minerario (dopo l’anglo-australiana BHP Billiton) passata già alla storia per aver lanciato quest’anno il più grande programma di investimenti mai portato avanti prima d’ora nella storia mineraria del pianeta: 59 miliardi di dollari Usa da spendere tra 2008 e 2012.
Degli Agnelli di Torino Roger assicura di non essere parente ma, al di là dell’enorme giro di soldi che è riuscito a far gravitare intorno a sé, c’è chi dice assomigli molto a Giovannino. Tra le altre curiosità, è un seguace del Bahaismo, una curiosa religione di tipo monoteistico nata in Iran durante la metà del XIX secolo e ancora seguita nel mondo, i cui membri - 7 milioni in oltre duecento Paesi – dicono di seguire alla lettera gli insegnamenti del fondatore Bahá’u'lláh.
Economista di formazione, il pallino di Roger Agnelli rimane la gestione d’impresa. Dichiara di avere un solo obiettivo: investire le immense risorse di cui dispone nel modo più efficiente possibile. A guardare i risultati, sembra proprio che ci sia riuscito egregiamente. “Nei prossimi cinque anni creeremo 62mila posti di lavoro”, assicura in un’intervista esclusiva che uscirà sul settimanale brasiliano CartaCapital all’inizio del 2008, “e saremo i maggiori produttori al mondo di nichel”.

Vicino al presidente Lula di cui ammira soprattutto il fatto che abbia inserito l’inclusione sociale tra le priorità del Brasile, Roger Agnelli ha un unico cruccio: il sistema tributario nazionale. “Violento, inefficiente e complesso” dice. E per questo ha più volte lanciato appelli affinché la riforma tributaria diventi la priorità del governo brasiliano nel 2008.

“Prima di tutto sono una madre, dopo un amministratore delegato e dopo una moglie”. Lo ha detto Indra K. Nooyi, amministratore delegato (CEO) di PepsiCo Inc., la società statunitense rivale della CocaCola. La notizia è apparsa su Hindustantimes.com, ripresa dalla dichiarazione fatta durante un dibattito al Yale club di New York su “Donne e leadership globale”. L’incontro fa parte delle celebrazioni per l’anniversario dei 60 anni dell’indipendenza dell’India dal dominio coloniale britannico avvenuta nel 1947. Uno sguardo sul passato per parlare di modernità e futuro.
L’amministratore delegato del colosso multinazionale del beverage, che è americana di origini indiane, ha ammesso che il fatto di avere diversi ruoli le provoca ogni tanto un po’ di confusione. Nooyi ha aggiunto che ogni donna “tende a essere un superuomo” perché “porta il peso di essere una madre, una moglie e una nuora accanto alle aspirazioni per la propria carriera”. Alla domanda sulle sue priorità, Nooyi, che è madre di due bambine, è stata molto chiara. “L’ordine è madre, CEO e moglie”, ha detto l’ad di PepsiCo eletta da Forbes come donna più potente del mondo per la seconda volta consecutivamente.

Forbes, la rivista statunitense che fa le pulci agli uomini più ricchi del mondo per stilare la classifica dei Paperoni planetari, sta facendo i calcoli ma la voce oramai circola nel gotha della finanza mondiale: grazie ad alcuni oculati investimenti in borsa il magnate messicano Carlos Slim Helú ha superato Bill Gates in quanto a patrimonio e, da fine giugno, è l’uomo più ricco della terra.
La notizia bomba l’ha data per primo il periodico finanziario Sentido Común, spiegando il sorpasso nei confronti del fondatore di Microsoft con l’aumento del 26,5% nel secondo trimestre 2007 delle azioni di América Movil, colosso delle telecomunicazioni di cui il magnate messicano possiede il 33%. In base a questa variazione, oggi Slim ha un patrimonio di 67,8 miliardi di dollari contro gli “appena” 59,2 miliardi di dollari di Gates.