Trenitalia per contrastare l’arrivo nell’alta velocità del concorrente NTV di Luca Cordero di Montezemolo rinnova il Freccia Rossa cambiando il concetto storico e ben radicato delle due classi e inserendo ben 4 categorie di confort e servizio. Continua
Il countdown sul “monolite” davanti alla stazione Centrale di Milano si avvicina allo zero. Dal 13 dicembre le nuove linee alta velocità per i treni Frecciarossa saranno operative. Una rivoluzione per il trasporto ferroviario italiano, che si spiega da sola con i tempi di percorrenza promessi dalle Ferrovie: Continua
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Una riforma del sistema aereo europeo che promette risparmi fino a 40 miliardi di euro. E il coinvolgimento della Banca europea degli investimenti per finanziare i grandi progetti delle reti transeuropee. Così Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per i Trasporti, traccia le priorità dei prossimi mesi. Da Bruxelles plaude alla concorrenza fra alta velocità e voli scoppiata in Italia.
Per la crisi economica l’Associazione internazionale del trasporto aereo stima 1 miliardo di dollari di perdite sui voli europei nel 2009. Prevedete di intervenire?
Il settore è certamente in crisi. La prima risposta concreta è la riforma del “cielo unico”. Oggi lo spazio aereo europeo è ancora frammentato in 27 sistemi nazionali di controllo del traffico.
Questo produce inefficienze?
Sì. Abbiamo calcolato che un volo è, in media, 49 chilometri più lungo del necessario. Il nostro obiettivo è avere un sistema unico: permette di tagliare i costi, alzare il livello di sicurezza e ridurre l’inquinamento, ovvero altri costi.
Come?
Ridisegnando le rotte guadagneremo per ogni tratta da 50 a 150 chilometri. Tragitti più brevi faranno risparmiare tempo e carburante, quindi anche emissioni di CO2. Stimiamo che la riforma produrrà un risparmio complessivo di almeno 11 miliardi di euro, ma messa a regime potrebbe sfiorare i 40 miliardi. Questo aiuterà il settore, perciò ho chiesto di approvarla in fretta.
Il treno Frecciarossa ad alta velocità ha sottratto 2 mila passeggeri al giorno alla rotta Fiumicino-Linate. Che ne pensa?
La crescita di concorrenza fra treno e aereo è positiva. Se sposiamo l’idea del trasporto intermodale, abbracciamo anche un modello di concorrenza più moderno: nello stesso sistema e fra un tipo di trasporto e un altro.
La compagnia Cai ha risposto con una tariffa scontata: sarà guerra dei prezzi?
Sì, ma non è più solo una questione di prezzo. Contano la puntualità, la qualità del servizio, il tempo che si impiega e se si può usare utilmente lavorando durante il tragitto. La Ryan air ha annunciato che farà usare il cellulare in volo: sono pronto a scommettere che ora si muoveranno altre compagnie. Anche migliorare i servizi è un segnale di concorrenza.

Altre novità per i passeggeri?
Abbiamo nuove regole per la trasparenza delle tariffe aeree che obbligano le compagnie a specificare tasse e costi sul biglietto e ad applicare lo stesso prezzo a un volo, anche se comprato in paesi differenti. Abbiamo garantito diritti ai passeggeri a mobilità ridotta che sono un terzo della popolazione europea.
Veniamo all’Alitalia. La soluzione per Malpensa non salta fuori…
Ci sarà un continuo incremento del trasporto aereo, passeggeri e merci. La globalizzazione porta anche più mobilità. Quindi ci sarà posto per Linate, Malpensa e Fiumicino. Come hub io vedo Fiumicino e Malpensa. Ovviamente non posso fare questioni di politica aziendale o nazionale, quindi non sto parlando di una sola compagnia. Ma Malpensa è uno degli aeroporti del Centro Europa, Fiumicino lo scalo che guarda al Sud.
E qual è lo scenario futuro del trasporto aereo europeo?
Stiamo cercando di allargare i confini del nostro cielo: abbiamo stretto accordi con il Canada e il Marocco. Ora stiamo trattando per fare lo stesso con l’Australia. E stiamo lavorando per creare un cielo unico allargato a tutta l’area del Mediterraneo. Bisogna accelerare perché la crisi richiede azioni immediate.
Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno rilanciato la Tav, alcuni comuni si oppongono. Si profila un nuovo stallo?
Berlusconi ha riconfermato che la Tav si farà e io non posso che compiacermi. Per noi non c’è stato nessuno stop: stiamo aspettando i progetti e le valutazioni di impatto ambientale. E ho già firmato l’autorizzazione per il finanziamento di 671,8 milioni di euro previsto per la Torino-Lione. Gli altri finanziamenti per l’Italia, già erogati, sono: 844,8 milioni di euro per il traforo del Brennero; 58,8 milioni di euro per la parte italiana degli accessi al Brennero; 5,05 milioni sul nodo di Genova e 74,7 per la tratta Ronchi Sud-Trieste-Divaca.
Le ferrovie europee lamentano che per i 30 progetti delle reti transeuropee servono oltre 27 miliardi di euro ma i soldi non ci sono. Cosa risponde?
Ho firmato 11 decisioni di finanziamento per il 2007-2013: oltre 1,7 miliardi di euro. Purtroppo sono pochi. Ma stiamo lavorando con la Bei e contiamo di coinvolgere anche i privati.
Ferrovie dello Stato e Deutsche Bahn hanno denunciato la scarsa apertura delle ferrovie in Francia: il suo parere?
Abbiamo risposto positivamente: prendiamo atto della denuncia e verificheremo come stanno le cose.
Una domanda sul suo futuro: a ottobre c’è il rinnovo della Commissione europea, conta di restare a Bruxelles?
Se il governo italiano intende indicarmi di nuovo nel prossimo esecutivo, lo farò con grande entusiasmo.
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Dire che la Regione Lombardia sia poco soddisfatta è un eufemismo.
Ai vertici del Pirellone non va proprio giù il servizio erogato da Trenitalia nella prima mattina di applicazione del nuovo orario invernale, fortemente condizionato dall’Alta Velocità. E il presidente Roberto Formigoni e l’assessore alle Infrastrutture Mobilità, Raffaele Cattaneo non hanno fatto niente per nasconderlo. Anzi, hanno comunicato tutta la loro irritazione: “Oggi alcuni funzionari dell’assessorato alle Infrastrutture, hanno monitorato gli snodi considerati più delicati” ha dichiarato Formigoni “e le cose non hanno funzionato come avrebbero dovuto e come Rfi e Trenitalia avevano garantito“. “Sono stati registrati ritardi e la soppressione di alcuni treni” ha sottolineato Formigoni “mentre altri erano pieni quasi oltre il limite della loro capacità. Scriverò personalmente ai vertici di Trenitalia per esigere il rispetto integrale degli accordi sottoscritti nei giorni scorsi”. Ora Trenitalia deve immediatamente rimediare alla situazione e dare piena attuazione agli impegni presi. “In caso contrario -ha ammonito l’assessore Cattaneo- la Regione è pronta ad azioni clamorose”.
“Il collegamento Alta Velocità Milano-Bologna che abbiamo inaugurato lo scorso sabato è sicuramente un fatto positivo” ha concluso il presidente Formigoni “ma si deve obbligatoriamente integrare con le esigenze dei 500mila pendolari che ogni giorno si spostano utilizzando questo servizio”. Si fa carico delle proteste di 2 milioni di persone che quotidianamente prendono il treno, il governatore lombardo: treni soppressi, forti ritardi, e convogli con un numero di carrozze inferiori agli accordi firmati solo pochi giorni fa tra Regioni e Fs. E va anche più in là l’assessore alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo: “Diamo 24-48 ore per andare a regime. Chiediamo tassativamente il rispetto degli accordi pattuiti con l’ingegner Moretti. Altrimenti, siamo pronti a bloccare il Frecciarossa”, minaccia.
E dire che il successo o meno della nuova linea lo si misurerà anzitutto sulla capacità di sviluppare un’efficiente mobilità di area vasta. Facendo convivere l’Alta Velocità e traffico pendolare, ossia quella fascia di pendolarismo professionale, di ceto impiegatizio che si muove tra le città intermedie e i grandi centri. Invece, spiega preoccupato Alfredo Peri, assessore regionale ai Trasporti dell’Emilia Romagna, “i treni del trasporto regionale, a partire dal Bologna-Verona, non saranno più veloci degli attuali. Anzi, per alcuni si prospetta un rallentamento”. E allora vai con le proteste: “Moretti non può pensare solo ai businessman di Milano e Roma che fanno Linate-Fiumicino”, si legge malignamente in uno dei blog più frequentati dai pendolari emiliani. Secondo i 10mila utenti della Bologna-Verona, ieri ha addirittura ritardato il 50% dei convogli.
Risalendo in Lombardia, lunedì è stato un mezzo disastro: soppresso l’Eurostar delle 7,40 da Brescia, che era il primo che avrebbero potuto prendere i pendolari. Soppressi due treni da Bergamo, via Carnate, e uno da Como. Soppresso il 7,19 da Piacenza per Milano concordato da Lombardia ed Emilia. Mentre il primo Eurostarcity utile per arrivare a Milano (previsto in Centrale alle 8,25) a Pioltello, ha addirittura ceduto il passo all’Eurostar proveniente da Venezia, accumulando ulteriori 15 minuti di ritardo. “Se Trenitalia ha deciso che Frecciarossa deve correre passando davanti a tutti gli altri treni, può darsi che saremo costretti a dimostrare a Trenitalia che il Frecciarossa può anche rimanere in stazione”, tuona, appunto, l’assessore Cattaneo.
Frecciarossa che sempre ieri, dopo le paillettes dell’inaugurazione vip, ha mostrato un po’ la corda. Il Roma-Napoli delle 7,25, ad esempio, si è fermato per un’ora e mezzo all’ingresso della stazione di Gricignano d’Aversa, causa guasto al pantografo.
In una nota diffusa in tarda serata, Trenitalia afferma che i disagi subiti ieri dai viaggiatori sono dovuti a “problemi per lo più di natura tecnica, addebitabili a circostanze limitate e straordinarie”. Già da questa mattina si capirà l’effettiva straordinarietà di quanto accaduto. Ma c’è da scommetterci che non finirà qui. E che Mauro Moretti è destinato a farsi nuovi “nemici” tra i governatori delle regioni italiane. Da una parte c’è la sfida dell’Alta Velocità, dall’altra le centinaia di migliaia di pendolari che non vogliono pagare, senza nemmeno prenderlo, un tributo troppo alto alla corsa del Frecciarossa.
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