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gasolio

Benzina, petrolio e accise. Ecco perché i prezzi schizzano al rialzo

(Credits: Dpa/Lapresse)

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Non bastavano i ripetuti aumenti delle accise decisi quest’anno . Ora ci si mette anche una potenziale crisi petrolifera internazionale a far schizzare alle stelle il prezzo di benzina e gasolio. Continua

Scende la temperatura, sale la bolletta. In Italia di più

Un rubinetto di gasdotto / Ap-Lapresse

Un rubinetto di gasdotto / Ap-Lapresse

Molte regioni d’Italia hanno già vissuto il loro anticipo d’inverno. E in quasi tutte i termosifoni vanno già a pieno regime. Occhio però, perché il riscaldamento costa caro agli Italiani. Continua

Il pieno costa 13 euro meno. Dietro il calo lo spettro della recessione

Benzinai
Nuovi ribassi per i carburanti. Agip taglia ancora i “prezzi consigliati” sia della benzina che del gasolio, rispettivamente a 1,109 euro (-1,5 centesimi) e 1,057 (-2,2 centesimi). Il risparmio per il pieno è di circa 13 euro rispetto alle festività 2007. E chi, dei 4 italini su 10 in viaggio per Natale, userà l’auto potrà tirare un sospiro di sollievo.
Complice la brusca frenata delle quotazioni dell’oro nero, un litro di benzina costa oltre 25 centesimi in meno di un anno fa, un litro in meno di gasolio invece costa 24 centesimi in meno. Oggi i prezzi del petrolio sono scesi sotto i 38 dollari al barile sul New York Mercantile Exchange (Nymex), dopo una serie di dati economici che suggeriscono come la recessione dell’economia americana sia destinata a peggiorare.
“I mercati dell’energia stanno reagendo soprattutto alle cattive notizie economiche, e sembra quasi che stiano aspettando che accada qualcosa di negativo”, ha detto l’analista petrolifero Peter Beutel della società Cameron Hanover.

La recessione degli Stati Uniti e una serie pressoché ininterrotta di dati nefasti sulla situazione economica mondiale ha fatto scendere i prezzi dai livelli record toccati in luglio, quando il greggio arrivò a 147,27 dollari al barile. Da allora i prezzi sono scesi del 73%, sull’onda di centinaia di migliaia di licenziamenti e un crollo delle spese dei consumatori, che hanno trascinato con sé il consumo di energia.
Il dipartimento del Commercio americano ha detto che il prodotto interno lordo, la somma totale dei beni e dei servizi prodotti da un’economia, nel periodo tra luglio e settembre è diminuito negli Stati Uniti dello 0,5 per cento. Si e’ trattato della flessione peggiore dal terzo trimestre 2001, quando la contrazione registrata fu dell’1,4 per cento.
Ad affiancare le notizie sul Pil sono arrivate poi quelle sul settore immobiliare, il cui crollo e’ alla base della crisi finanziaria. Le vendite di case nuove negli Stati Uniti nel mese di novembre sono calate arrivando al livello minimo in quasi 18 anni, mentre le vendite di case esistenti hanno riportato un tonfo dell’8,6 per cento.
Ma il peggio sembra dover ancora arrivare, e per molti l’attuale trimestre potrebbe essere il punto più basso di tutta la recessione, iniziata ufficialmente nel dicembre 2007. Alcuni analisti prevedono un crollo del Pil fino al 6% nel quarto trimestre, che ne farebbe il peggiore dal -6,4% dell’ultimo trimestre del 1982.
Se la recessione terminerà nel giugno 2009, come molti economisti prevedono, sarà durata 18 mesi, il periodo più lungo dal termine della Seconda Guerra Mondiale.
E i prezzi del greggio continuano così a crollare nonostante la settimana scorsa l’Opec, l’organizzazione dei paesi produttori di petrolio, abbia deciso di ridurre la produzione giornaliera di 2,2 milioni di barili, il più grande taglio di sempre.
Il crollo dei prezzi del petrolio ha fatto calare decisamente il prezzo della benzina, fornendo ai consumatori uno dei pochi aspetti positivi in un’economia che soffre della crisi peggiore in almeno 25 anni.

Istat: a settembre inflazione in frenata al 3,8%

In calo il consumo di pane

Frena l’inflazione a settembre. L’indice dei prezzi al consumo ha registrato un calo dello 0,3% rispetto ad agosto e un aumento del 3,8% rispetto a settembre 2007, a fronte del +4,1% registrato il mese scorso. Lo comunica l’Istat in base alla stima provvisoria. E’ dal febbraio scorso che non si registrava un rallentamento dell’inflazione.
Quanto al dato congiunturale, per trovare una frenata bisogna risalire all’ottobre 2006. In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato europeo - che viene calcolato considerando anche i prezzi che presentano variazioni temporanee, ossia sconti, saldi, vendite promozionali - registra un aumento dello 0,3% congiunturale e del 3,7% tendenziale, contro il +4,2% di agosto.
L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei prodotti energetici e degli alimentari non lavorati, si porta al +2,7% dal +3% del mese precedente, e al +3% (dal +3,1% di agosto) se calcolata al netto dei soli energetici. Sulla base dei dati finora pervenuti, l’Istat segnala gli aumenti congiunturali più significativi per i capitoli Istruzione (+1,3%), Abbigliamento e calzature (+0,4%) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,3%).
Variazioni negative si sono avute nei capitoli Trasporti (-1,7%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-1,3%), Comunicazioni (-0,6%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,3%) e Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,2%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,7%), Trasporti (+6,7%) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+5,8%). L’unica variazione tendenziale negativa riguarda il capitolo Comunicazioni (-4,4%).
Restano in tensione i prezzi degli alimentari, in particole pane e pasta (con un balzo superiore al 33% per la pasta di grano duro), aumentano i prezzi dei libri scolastici e dei servizi telefonici per effetto della revisione delle tariffe nella telefonia mobile, mentre cala il prezzo del gasolio, dopo mesi di impennate. Per quanto riguarda pane e cereali, si registra un rallentamento della crescita tendenziale che passa dal +12,2% di agosto al +10,6% di settembre, unicamente per un effetto statistico di confronto rispetto al dato dell’anno precedente. Su base mensile, infatti, si è avuto un aumento dello 0,4%. Più in dettaglio, a livello tendenziale, il pane sale dell’8,6%, la pasta del 24,8% con quella di semola di grano duro che fa registrare un balzo del 33,6% (+1% l’aumento su base mensile). Aumenti si sono registrati anche per i libri scolastici, con prezzi in aumento dell’1,7% sull’anno precedente. Per quanto riguarda i servizi telefonici, il rialzo è dello 0,4% rispetto ad agosto, mentre su base annua si registra un calo dello 0,2%.
Sul fronte carburanti, è soprattutto il gasolio a rallentare del 3,4% su base mensile, con la crescita tendenziale che scende al +19%, dal +23,8% segnato ad agosto. La benzina registra un calo congiunturale dell’1% e un aumento tendenziale dell’11,5%, più marcato del +10,5% di agosto, anche in questo caso per un effetto statistico di confronto sull’anno precedente.

Il VIDEO servizio:

Pil a crescita zero sul 2007: dall’Istat “Incubo recessione”

Operaio al lavoro

Secondo le stime provvisorie di Istat diffuse questa mattina, il Pil italiano ha registrato nel secondo trimestre del 2008 un calo dello 0,3% sul primo trimestre 2008, quando era aumentato dello 0,5%. Sempre nel secondo trimestre, il pil ha mostrato una variazione nulla su base annua, dal tendenziale di +0,3% del primo trimestre 2008.
Il dato congiunturale è il più basso dal quarto trimestre 2007, il tendenziale dal terzo trimestre 2003 (-0,1%). Il dato, inferiore alle attese, mette a rischio le previsioni di crescita per l’anno in corso del governo che fino a mercoledì scorso ha confermato un incremento dello 0,5%. Secondo i calcoli comunicati da Istat lo scorso luglio, infatti, lo 0,5% sarebbe stato raggiunto con un incremento congiunturale medio dello 0,1% negli ultimi tre trimestri. Al momento il Pil acquisito per il 2008, ovvero la crescita media annua che si avrebbe nel caso di un incremento congiunturale nullo nei restanti trimestri dell’anno, è dello 0,1%, dice l’istituto di statistica. “Il risultato congiunturale del Pil è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria, di una sostanziale stazionarietà dei servizi e di un aumento dell’agricoltura”, dice Istat a commento dei dati. I dati sono inferiori alle previsioni degli analisti interpellati da Reuters. La mediana indicava per il secondo trimestre una variazione nulla sul trimestre precedente e una crescita dello 0,3% su anno.
Il Pil italiano nel secondo trimestre dell’anno ha registrato, secondo i dati forniti stamane dall’Istat, una contrazione congiunturale dello 0,3% a fronte di attese per una variazione nulla e di un dato del primo trimestre in rialzo dello 0,5%. Peggiore delle attese anche il dato tendenziale, con uno zero contro le stime per un rialzo dello 0,3%. Nel primo trimestre il Pil aveva registrato un rialzo dello 0,3%. Il dato tendenziale segna il minimo dal terzo trimestre del 2003, quando la variazione del Pil si era attestata a -0,1%.

Il VIDEO servizio:

L’inflazione vola: +4,1%. È allarme pasta, diesel e ombrellone

Un carrello della spesa

Pane a +13%, pasta a +25% e carne a 4,3%: le nuove stime Istat sull’inflazione tendenziale non sono certo rassicuranti; a luglio si registra un +4,1%, rispetto al 3,8% di giugno, aumento che non si verificava dal lontano 1996.
Non solo: l’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0, 5% rispetto al mese precedente, provocando una serie di rincari che pesano sulle tasche degli Italiani sopratutto per i generi di prima necessità come gli alimentari, il gas e l’energia elettrica
Dall’analisi per settori, sulla base dei dati , gli aumenti congiunturali arrivano da bevande alcoliche e tabacchi (+2%), abitazione, acqua ed elettricità (+1,5%) e trasporti (+0,9%). Gli incrementi su base annua maggiori si sono verificati nel comparto abitazione, acqua ed elettricità (+8,6%), trasporti (+7,1%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+6,4%). In negativo solo il settore comunicazioni (-0,7% su base mensile e -3,2% su base annua).
Allarmanti anche i dati sull’energia: +13,1% rispetto al 2007 per la benzina e +31,4% per il gasolio. Ma l’Italia non è l’unica nazione in cui l’inflazione continua a crescere: all’interno dell’eurozona nel mese di luglio, l’indice dei prezzi al consumo registra un aumento tendenziale del 4, 1% (4% a giugno) raggiungendo il picco storico dalla nascita di eurolandia.

Il VIDEO servizio:

Carburanti, verde e diesel verso 1,60 euro al litro

via ai rincari

Riempire il serbatoio dell’automobile alleggerisce di più il portafoglio: spinti dal caro-greggio, benzina e gasolio sfiorano ormai quota 1,60 euro al litro. Con gli aumenti scattati oggi il prezzo di verde e diesel ha raggiunto in alcuni distributori di carburante 1,558 euro al litro. Nei giorni scorsi le compagnie avevano consigliato ai propri gestori una serie di aumenti che avevano portato i prezzi ad infrangere la soglia degli 1,55 euro al litro: da quanto risulta a far scattare i nuovi aumenti è stata l’Agip. Il pieno di un’auto di media cilindrata arriva a costare quasi 78 euro.
A pesare sull’andamento del costo dei carburanti sono le quotazioni del petrolio: ieri sono schizzate verso un nuovo picco, superando il record mai raggiunto prima di 147 dollari al barile. A spingere sul prezzo del greggio ancora una volta verso l’alto le quotazioni sono, in questi giorni, soprattutto le tensioni in Medio Oriente e in particolare le frizioni con l’Iran, legate al programma nucleare di Teheran e alle trattative in atto, su questo fronte, con l’Occidente. Si teme che un fallimento dei negoziati possa avere pesanti ripercussioni, anche di tipo economico, compromettendo gli approvvigionamenti.

Rincari dei prodotti agricoli. “I crolli delle borse e del dollaro sono stati accompagnati, oltre che dal record del petrolio, da un nuovo aumento delle quotazioni di tutti i principali prodotti agricoli di base come il grano per l’alimentazione umana, ma anche soia e mais per gli animali destinati alla produzione di latte e carne”: è un’analisi della Coldiretti che sottolinea come gli andamenti di sfavorevoli sui mercati finanziari e monetari si riflettano non solo sui prodotti energetici, ma anche su quelli alimentari, sulla base dei dati alla chiusura settimanale del Chicago Board of Trade (che rappresenta il punto di riferimento mondiale per il mercato delle materie prime agricole). “Il repentino aumento dei prezzi di prodotti agricoli essenziali per l’alimentazione umana ed animale” sottolinea la Coldiretti “evidenzia l’esistenza di forti manovre speculative con lo spostamento di capitali dai mercati finanziari e valutari in difficoltà a quelli delle materie prime come il petrolio ed i prodotti agricoli di base, anche sulla base delle informazioni sugli effetti delle calamità come il terremoto in Cina, la siccità in Australia e le alluvioni ne Midwest degli Stati Uniti”.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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