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Genova

Mattone: i dati del 2009, aspettando la ripresa. A Venezia i metri quadri più cari

Venezia è la città più cara per il mercato immobiliare - Ansa

Venezia è la città più cara per il mercato immobiliare - Ansa

Venezia resta la città più cara d’Italia per gli immobili a uso abitativo: la media per il centro della Serenissima è di 9750 euro al metro quadro. Il prezzo da pagare per vivere nella magia di una città unica al mondo. E’ uno dei dati contenuti nel rapporto sul borsino immobiliare del 2009 diffuso da Confedilizia. Continua

A Trenitalia il gioco dei badge costa caro: licenziati in otto

Un convoglio di Trenitalia
A casa i fannulloni. È questa la risposta di Trenitalia che ha licenziato otto suoi dipendenti, perché colti in flagrante mentre cercavano di venire meno alle regole stabilite dal contratto di lavoro. Ovvero: uno di loro è stato sorpreso da un superiore mentre timbrava i cartellini degli altri sette colleghi che, nel mentre, anziché lavorare, salivano su un treno per tornare a casa prima della fine dell’orario di lavoro. Ma ad assistere al “giochetto dei badge” c’era un dirigente dell’azienda, che subito ha fermato i colleghi. E così la vacanza anticipata si è trasformata in una disoccupazione permanente.Il fatto è accaduto un mese fa nell’officina di piazza Giusti, nel quartiere genovese di San Fruttuoso. Il capoufficio, una volta richiamati all’ordine gli otto lavoratori, ha sequestrato loro i cartellini, e ha riferito l’episodio alla direzione dell’azienda.

Dopo circa un mese dalla denuncia, per gli otto dipendenti, cinque operai esperti e tre apprendisti assunti a tempo determinato, è arrivato il licenziamento, “senza preavviso” accusano gli interessati, “con un preavviso per iscritto e secondo la procedura prevista dal contratto” replica Trenitalia.
Alle polemiche che si sono subito scatenate sul licenziamento dei dipendenti, perché ritenuto da alcuni colleghi eccessivo e soprattutto influenzato dalle campagne contro i fannulloni intraprese dal ministro Renato Brunetta, Trenitalia risponde con una nota: “Il provvedimento di licenziamento, adottato da Trenitalia nei confronti di otto operai della Divisione passeggeri regionale della Liguria, è giunto al termine della procedura prevista dall’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori e dal Contratto collettivo nazionale delle attività ferroviarie”.

Ferrovie dello Stato segnala come casi analoghi a quello registrato a Genova, siano stati riscontrati anche in altre regioni. Solo nelle ultime settimane sono stati tre i dipendenti colti a praticare il gioco del cartellino in Lombardia. Altre segnalazioni sono arrivate anche da Treviso e sono ora in fase di accertamento. Negli ultimi dodici mesi, secondo i controlli effettuati dal gruppo Fs, sono stati 35 i dipendenti licenziati per violazioni gravi agli obblighi del contratto di lavoro.
L’azienda, davanti a questi casi, vuole seguire una linea di intransigenza nei confronti di chi viola i principi etici, e alle accuse di aver licenziato senza preavviso i dipendenti risponde: “La grave violazione accertata rappresenta una palese rottura del rapporto di fiducia che deve necessariamente intercorrere tra datore di lavoro e dipendente”.

Nessuna influenza quindi da parte dei provvedimenti antifannulloni “L’azienda ha agito in conformità con il contratto e quindi come avviene in qualunque altra azienda pubblica o privata, ha adottato la sanzione disciplinare prevista”.

La linea dettata dal management di Ferrovie dello Stato impone infatti il massimo rigore nei confronti di coloro che vengono meno ai principi etici e ai fondamentali doveri sanciti dal contratto. “Il tutto nell’assoluto rispetto di quanti lavorano ogni giorno con impegno e serietà per il Gruppo FS e nella piena osservanza delle norme previste a garanzia e a tutela dei lavoratori”.

Saldi estivi, lo shopping inizia il 2 luglio

Saldi estivi

La corsa ai saldi inizia all’ombra del Maschio Angioino mercoledi prossimo, 2 luglio: sarà Napoli la prima grande città a dare il via allo shopping estivo. A Genova gli acquisti scontati partono il 4 luglio, e il giorno successivo cominceranno a Roma, Milano, Torino, Venezia, Bologna, Bari, Ancona e Trieste. Secondo Confcommercio ogni famiglia spenderà in media poco più di 280 euro per l’acquisto di articoli in saldo. Il valore complessivo dei saldi estivi si aggirerà intorno ai 4 miliardi, con un’incidenza dell’11,2% sul fatturato annuo del settore. “Le vendite estive” dichiara Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio “non stanno andando bene sia per una generalizzata crisi dei consumi trasversale a tutti i settori e che sta investendo in maniera pesante il comparto abbigliamento, accessori e calzature, sia per fattori legati a condizioni climatiche poco favorevoli”.

Consigli utili. Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda alcuni principi di base: la possibilità di cambiare il capo dopo averlo acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso cio’ risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Per quanto riguarda la prova dei capi non c’è obbligo: è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Sui prodotti in vendita, inoltre, Confcommercio ricorda che i capi proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi non appartenenti alla stagione in corso. Per il prezzo, infine, è previsto l’obbligo per il negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

A Roma morire costa meno che a Milano

Un cimitero romano | Foto di Iessi, tratta da Flickr
Fatti i debiti scongiuri, qual è la città in Italia dove “conviene” morire? Roma, città eterna (appunto): qui i costi del funerale sono più accessibili: 2155 euro “all-inclusive”. Milano (e non è una novità), invece, con 3575 euro, è la più cara. Questo emerge da un’indagine sui costi del ‘caro estinto’ effettuata in otto grandi città (Roma, Milano, Torino, Palermo, Bari, Lecce, Napoli e Genova, qui, il pdf) di Help Consumatori, la prima agenzia on line dedicata ai consumi.
A indagare sui servizi funebri è stata, in questi giorni, anche l’Antitrust. Che, in una segnalazione inviata ai Presidenti di Camera e Senato, a Governo, Regioni e Comuni, sottolinea come molte amministrazioni ospedaliere, affidano a società di onoranze funebri la gestione delle camere mortuarie. Il dato più significativo dello studio riguarda la sproporzione tra le tariffe “comunali” e quelle applicate dai privati.
Nei comuni che la prevedono (tutti tranne Bari e Lecce), infatti, il costo di una sepoltura municipale non supera i 1000 euro. Le tariffe si riferiscono al costo medio di un funerale: i costi possono lievitare fino a raggiungere i 10mila euro. Help Consumatori, si legge in una nota, “non dà consigli particolari perché l’organizzazione di un funerale è legata ad uno stato emozionale difficile da prevedere, ma invita a diffidare dalle agenzie che, direttamente in ospedale sfruttando la debolezza del momento, propongono di provvedere all’organizzazione completa del funerale tralasciando opportunamente di specificarne i costi che alla fine potrebbero risultare molto salati”.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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