
(Credits: Imagoeconomica)
A giorni alterni spunta qualche economista che dà per certa e inevitabile la fine dell’euro. O in seguito all’uscita della Germania, o per lo sfilarsi dei paesi mediterranei. Un’eventualità smentita di continuo dai politici europei (l’ultimo è stato Michel Barnier, commissario al mercato interno e ai servizi finanziari).
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Angela Merkel e Mario Monti (Credits: LaPresse)
I numeri diffusi dagli analisti parlano chiaro: l’economia italiana è ormai in recessione . “Ma gli altri paesi europei non si facciano illusioni”, ammonisce economista Giacomo Vaciago, economista dell’Università Cattolica di Milano, “è un fenomeno che si propaga sempre su larga scala e, il prossimo anno, coinvolgerà almeno 10 paesi del Vecchio Continente”. Continua

Il cancelliere tedesco Angela Merkel (Credits:AP Photo/Michael Sohn)
di Stefano Cordero di Montezemolo
La manovra del nuovo governo Monti è stata chiara sulle indicazioni delle linee guida: rigore, crescita ed equità, condizioni necessarie non solo per rispondere al meglio allo stato di crisi ma anche per avere il sostegno di una maggioranza molto ampia e con posizioni distanti nel rispetto dei programmi dei singoli partiti. Le manovre economiche e le altre riforme sono necessarie per riconquistare la credibilità finanziaria e politica nei confronti dei mercati e riportare i differenziali di rendimento dei titoli di Stato a livelli sostenibili. Continua


Helmut Kohl, cancelliere tedesco dal 1982 al 1998
di Stefano Cingolani
Instabilità, conflittualità politica, cambio improvviso delle prospettive, annunci, promesse e marce indietro, riforme mancate, tutto ciò ha un effetto negativo sull’economia. Stiamo parlando dell’Italia del 2011? No, della Germania del 1998. Eppure, il parallelo è impressionante. Ancor più se scaturisce da un ponderoso articolo accademico di prossima pubblicazione sulla prestigiosa Review of Economics and Statistics dell’Università di Harvard. Continua

Grecia: continua la protesta nelle piazze (Credits: AP Photo/Petros Giannakouris)
Con 523 voti a favore, 85 contrari e 3 astenuti il Parlamento tedesco ha detto sì al rafforzamento del fondo salva Stati, rendendo più sicuro il futuro della Grecia ma anche quello dell’intera Unione Europea, Germania inclusa. Ora c’é da sperare che anche il Senato federale confermi, domani, l’orientamento della Camera bassa.
Nel frattempo, ad Atene riprende la missione degli ispettori Fondo Monetario, Banca Centrale e UE che, però, questa mattina hanno fatto molta fatica a raggiungere gli ingressi dei Ministeri della capitale a causa dell’ennesima protesta di una popolazione ormai stufa di sopportare il peso di misure di austerity che, in fin dei conti, si rivelano sempre insufficienti. Continua

Disoccupati in cerca di lavoro (Credits: AP Photo/Reed Saxon)
L’Europa sta sempre peggio, e non solo in Grecia, Portogallo, Spagna e Italia, ma anche in Inghilterra e, soprattutto, in Germania. I giovani non sopportano più di vivere in paesi che continuano a “non fare nulla per aiutarli a inserirsi nel mondo del lavoro”, in un mercato che sembra non essere più capace di offrire opportunità. Continua

Moduli per la compilazione del modello Unico (ANSA / FRANCO SILVI )
Dopo la Gran Bretagna e la Germania, anche l’Italia avrebbe in queste settimane ripreso i colloqui con Berna per raggiungere un’intesa sulla tassazione dei patrimonio degli italiani custoditi dalle banche elvetiche. Continua