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Il deficit accumulato dal Giappone è arrivato al 200% del prodotto interno lordo, un problema particolarmente grave per un’economia che cresce poco. Anzi, che non cresce affatto. Anche la borsa di Tokyo ha chiuso l’ultima seduta del 2011 con l’indice Nikkei 225 a 8.455,35, il livello più basso dal 1982, quando lo stesso indice raggiunse gli 8.016,67 punti. Un valore lontanissimo dai 38.915,87 punti che, nel 1989, sottolinearono il successo strepitoso di quella che allora era la seconda economia mondiale. Continua

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Ebbene, anche la Cina deve vendere il suo debito pubblico. O meglio, è Tokyo che sta cercando di convincere Pechino a cedergliene una quota per “diversificare l’origine dei propri bond e contemporaneamente consolidare i rapporti politici ed economici con la Repubblica popolare”. Il Giappone ha in mano oggi 1,22 trilioni di dollari di riserve in valuta straniera, ma vorrebbe ora acquistare bond cinesi per un valore complessivo di dieci miliardi di dollari, pari a circa l’1% delle sue riserve totali. Continua

(Credits: AP Photo/Ahn Young-joon)

Sorprendendo i mercati, la Banca Centrale del Giappone ha deciso di intervenire per indebolire la valuta nazionale. La crisi finanziaria ha trasformato lo yen in una “valuta di rifugio”, e il suo valore si è progressivamente apprezzato. Del 17% negli ultimi due anni, e del 39% dall’inizio della crisi, calcolato a giugno 2007. L’aumento del valore della moneta nipponica ha avuto un impatto fortemente negativo sulla redditività delle grandi aziende nazionali, cui si è aggiunto anche l’onere di gestire l’emergenza post-Fukushima. I profitti di Toshiba, ad esempio, sono calati del 19%, quelli di Honda del 55%, andando ad aggravare ulteriormente una situazione già molto difficile, visto che l’economia arranca e il debito pubblico ha raggiunto i 924mila miliardi di yen, pari a 11.300 miliardi di dollari. Continua

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L’impero del Sol Levante tende la mano alla Grecia. Il ministro delle Finanze di Tokyo, Jun Azumi, ha dichiarato che i Paesi dell’eurozona devono mettere a punto un piano efficace per tranquillizzare le preoccupazioni dei mercati internazionali e non ha escluso l’intervento del Giappone nel bailout di Atene. Oggi a Berlino la Merkel incontra Papandreou.
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(Credits: AP Photo/Frank Augstein, File)
Aumenta in Europa e nel mondo la paura per una nuova crisi globale. I timori di insolvenza della Grecia, il crollo delle quotazioni delle banche francesi e i timori per i titoli pubblici italiani influiscono negativamente sugli andamenti dei mercati internazionali. La Germania teme l’insolvenza incontrollata per la Grecia e la sua possibile uscita dall’euro. E nonostante l’immediata smentita di Atene, è sempre più difficile immaginare una credibile via di uscita per uno scenario tanto negativo. Continua

(Credits: AP Photo/Eugene Hoshiko)
Da qualche anno si parla sempre più spesso dei progressi economici, politici e sociali ottenuti dall’Asia. Non solo: sono sempre di più gli analisti convinti che dopo aver superato il Giappone, fra dieci anni al massimo sarà la Repubblica popolare cinese a rubare la scena agli Stati Uniti trasformandosi nella prima economia mondiale. Per cercare di sostituire previsioni costruite su dati relativi al prossimo futuro con valutazioni più certe, la BBC ha realizzato un grafico interattivo in cui ha messo in relazione l’incremento del prodotto interno lordo con i miglioramenti ottenuti a livello di istruzione, aspettativa di vita, consumo di energia e sicurezza sanitaria. In questo modo sarà più facile capire se in Estremo Oriente oltre al reddito è migliorata anche la qualità della vita. Continua

Ofunato, Giappone due uomini cercano di aprire una cassaforte spazzata via insieme al loro ristorante (AP Photo/Matt Dunham)
Il Giappone non riparte. E le previsioni per il futuro della seconda (o terza, dipende da se si calcola la ricchezza cinese in termini relativi o assoluti) potenza economica mondiale diventano sempre più pessimistiche.
Il Parlamento ha approvato all’unanimità il bilancio d’emergenza di 4 trilioni di yen, pari a 48,5 miliardi di dollari, per la ricostruzione post terremoto e tsunami. Questa nuova somma verrà utilizzata per finanziare la costruzione di alloggi temporanei per chi è rimasto senza casa e per dare un sostegno a imprenditori commercianti in crisi. Continua