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Crisi, tutti i rincari del 2012

Mario Monti alla conferenza stampa di fine anno (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Mario Monti alla conferenza stampa di fine anno (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Ci siamo. Il 2012 è arrivato e con lui tutti i rincari della stangata dovuta all’esplosione del prezzo dei beni di luce, gas, benzina e dalle manovre previste dal decreto salva-Italia varato in dicembre dal governo Monti. Ben 34 miliardi di provvedimenti che serviranno a portare il pareggio di bilancio nel 2013, con l’aiuto delle riforme previste nel pacchetto cresci-Italia che il premier presenterà nel dettaglio all’Eurogruppo del prossimo 23 gennaio e di cui ha dato le linee generali nella conferenza stampa di fine anno. Da oggi però nei soldi degli italiani resteranno meno euro: dai 1.200 ai 2.00 euro l’anno a seconda delle stime. Dirottati su una serie di nuove spese. Compresa la tassa sui giochi. Ecco quali sono. Continua

Giochi, chi vince più di 500 euro paga il 6% di tasse

(Credits: AP Photo/Alessandra Tarantino)

(Credits: AP Photo/Alessandra Tarantino)

In Italia si gioca, si gioca sempre di più. Solo che ora, chi rincorre la fortuna, dovrà fare i conti con un nuovo balzello che colpirà proprio le tanto agognate vincite. Dal 2012 infatti tutte quelle superiori ai 500 euro saranno tassate del 6%, una misura con cui lo Stato conta di incassare circa 1,5 miliardi di euro. Una novità che riguarderà tutti i tipi i giochi, a parte il lotto che già prevedeva una tassazione sempre del 6% su qualsiasi tipo di importo. Ad essere esclusi pare saranno solo il poker online e le scommesse sportive. Sotto la scure del fisco invece cadranno il superenalotto, le lotterie, le slot e le tante altre attività ludiche che permettono di sfidare la sorte vincendo dei soldi. Continua

Manie della crisi: agli italiani cresce la voglia di giocare

Giocatore del lotto

La crisi incombe, il prodotto interno lordo (pil) arretra, i consumi languono, la Fiat chiude per un mese, ma i giochi volano. Il consuntivo 2008 farà registrare l’ennesimo record (47,5 miliardi di puntate), mentre per il 2009 gli addetti ai lavori (a cominciare dall’agenzia Agicos, che ha raccolto le stime degli esperti) ritengono che sarà superata la soglia dei 50 miliardi. Gratta e vinci, new slot e scommesse sportive traineranno la corsa.

Per il Gratta e vinci, oggi gestito dalla Lottomatica, il 2009 potrebbe essere l’anno della messa in palio del vitalizio (una vincita rateizzata per tutta la vita), sulla scia di quel che già succede in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Sulle ali di questa novità i “grattini” potrebbero volare da circa 9 miliardi giocati quest’anno a 11 previsti nel 2009.

Per quanto riguarda le new slot la novità sarà l’introduzione delle videolottery, macchinette di ultima generazione con la caratteristica di funzionare solo se collegate alla rete onde evitare le controversie che in passato hanno portato alla contestata sanzione da 90 miliardi di euro ai concessionari. Sulle scommesse, infine, influirà positivamente la parziale liberalizzazione avviata qualche settimana fa. In questo caso la crescita preventivata è di 500 milioni di euro, dai circa 4 miliardi del 2008 ai 4,5 dell’anno prossimo.

Puntate e giochi a premi: da Nord a Sud come scommettono gli italiani

Una ricevitoria del SuperEnalotto
Il Nord Italia è il regno dei giochi e delle scommesse, mentre nelle province del Sud domina il Gratta e Vinci. Savona e Napoli sono le capitali del Lotto, ai cittadini di Trieste e Gorizia piace invece “investire”, sperando nelle ricche estrazioni del Superenalotto.

Di questi e altri dati, forniti recentemente da Agicos (Agenzia giornalistica concorsi e scommesse) e relativi al 2007, si parlerà nella prossima edizione del ProGameShow, il salone professionale del gioco in programma alla fiera di Bologna dal 18 al 20 settembre. Obiettivo: mappare il gioco nella penisola, per profilare il futuro di quella - sottolinea l’organizzazione - “che è ormai riconosciuta come una passione per tutti gli italiani, dal Nord al Sud del Paese”.
Secondo Agicos in testa alla classifica generale c’è Milano, con circa 3,5 miliardi di euro puntati lo scorso anno in Lotto, Superenalotto, Bingo (da segnalare l’assenza di sale in ben 15 province e precisamente Pesaro, Avellino, Benevento, Massa Carrara, Matera, Sondrio, Vercelli, Gorizia, Aosta, Rieti, Biella, Oristano, Isernia, Crotone, Belluno), lotterie tradizionali e istantanee, New Slot, giochi a base sportiva ed ippica. Seguono Roma, con 3,4 miliardi, e Napoli, che ha sfiorato i 2,4 miliardi. Il Nord domina, oltre a Milano, con altre sette province nella “top 15″ (Torino, Brescia, Bergamo, Pavia, Bologna, Varese e Genova). I fanalini di coda sono Isernia, con circa 61 milioni di euro, Enna (57,6 milioni) e Crotone (57,2 milioni).
Più nello specifico, le New Slot a Milano e Roma hanno raccolto, rispettivamente, 1,7 e 1,2 miliardi di euro. Al Lotto domina la provincia di Roma con giocate per 465 milioni di euro.
La classifica delle province dove si è speso di più lo scorso anno per giochi e scommesse cambia notevolmente se si analizzano i valori pro capite. Se infatti per valori assoluti, il podio era stato conquistato, nell’ordine, da Milano, Roma e Napoli, le spese pro capite più elevate sono state invece registrate a Pavia, con 1.498 euro, Savona, con 1.205 euro e Rimini, con 1.058 euro. E le sorprese non finiscono qui, visto che il quarto posto è stato conquistato da Teramo, con 1.014 euro spesi nel 2007 tra concorsi e scommesse.
Al di sopra dei 1.000 euro, e precisamente 1.003, anche Como. Seguono poi Latina (992 euro), Pescara (976) e Milano, che con 924 euro si piazza solo all’ottavo posto di questa speciale graduatoria. Chiudono la ”top 10” Verbania (915 euro) e Frosinone e Roma, a pari merito con 911 euro. Napoli è solo 31ma con 777 euro. Più vicine invece ai valori assoluti, le spese pro capite meno elevate. Le ultime tre province sono infatti Potenza, con 355 euro, Crotone (330) e Enna (329).

Cina in frenata: la regione del Guangdong in crisi. Per colpa dei giocattoli

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A partire da marzo 2007, una serie di prodotti cinesi sono stati via via ritirati dal mercato perché “troppo pericolosi”. L’allarme è stato lanciato prima sui mangimi per animali venduti negli Stati Uniti; poi è stata la volta dei dentifrici tossici, dei pneumatici difettosi, delle camice da notte cancerogene e infine dei giocattoli al piombo. Lo scandalo dei giocattoli ha costretto dodici mesi fa la Mattel a ritirare dal mercato tutte le confezioni prodotte in Cina, recuperando persino quelle già vendute.

E ora, a un anno di distanza, sono le fabbriche del Guangdong a trovarsi in serie difficoltà. In questa regione della Cina sud-orientale viene prodotto almeno il 70% dei giocattoli destinati all’esportazione, tra gennaio e luglio la crescita dell’interscambio ha toccato un misero +4,8%, in calo del 39% rispetto ai valori registrati nell’anno precedente. Oggi, sono circa 1.400 le fabbriche di giocattoli del Guangdong che producono per i mercati stranieri, ben 3.618 in meno rispetto alle statistiche del 2007.

Una coincidenza? Un calo di fiducia da parte dei clienti americani? Una conseguenza dell’apprezzamento della valuta cinese, dell’aumento del costo del lavoro o dei tagli ai benefici fiscali per chi produce per l’esportazione? Probabilmente tutte queste componenti hanno determinato, tutte insieme, un calo di produttività che sta investendo il Guangdong, un tempo considerato il motore della crescita dell’intera Repubblica Popolare.

Analizzando le statistiche, sembra che il mercato cinese abbia iniziato a seguire regole darwiniane. Le uniche imprese che hanno aumentato i propri ordini sono quelle che hanno lavorato su economie di scala. Altre sono sopravvissute aggregandosi tra loro, diventando più competitive e allo stesso tempo concentrandosi maggiormente sugli standard di qualità richiesti dai clienti.

D’altronde, efficienza ed economie di scala sembrano essere le uniche vie d’uscita in un mercato posto sempre più sotto pressione anche dai concorrenti di tutto il Sud-est asiatico, a cui americani ed europei guardano giorno dopo giorno con maggiore attenzione.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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