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Casa, il certificato energetico è obbligatorio da oggi

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(Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)

Si chiama Ace, ossia Attestato di certificazione energetica e si tratta di un documento che permetterà di valutare ad acquirenti e locatari quali siano i livelli di consumo energetici della casa che si apprestano a comprare o affittare. Dal primo gennaio 2012 è diventato obbligatorio per tutti i proprietari che vogliano vendere o affittare un immobile. Continua

Catasto, pronta la riforma

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TUTTE LE MOSSE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI

Rivoluzione al catasto: si ridefiniscono i valori degli immobili attualizzandoli e calcolandoli non più sul numero di vani ma sui metri quadrati effettivi e si aboliscono le classi. Per ritoccare al ribasso, subito dopo, le aliquote fiscali per il calcolo delle tasse sulla casa dopo il rincaro già applicato dal decreto Salva Italia. Sono questi gli effetti della riforma del catasto che il governo Monti ha annunciato. Continua

Appartamenti con sotterranei di lusso: la nuova moda di Londra

Il miliardario russo Roman Abramovich (Credits: AP Photo/Sang Tan)

Il miliardario russo Roman Abramovich (Credits: AP Photo/Sang Tan)

Quando si tratta di ristrutturare appartamenti, le scelte più bizzarre e stravaganti vengono di solito attribuite al miliardario russo Roman Abramovich, che a Londra possiede una residenza da 190 milioni di euro, la casa più costosa di tutta la Gran Bretagna. Sei camere da letto, due suites, cinema, piscina, sauna, per un totale di 30.000 metri quadrati di spazio sviluppati su otto piani, di cui tre sotterranei.

Da quando il magnate russo ha acquistato la sua dimora londinese, i paperoni della città sembrano essere stati travolti da una nuova moda: quella di allargare le loro ben più umili dimore scavando seminterrati da cui ricavare nuovi spazi extralusso. Continua

Mercato immobiliare: più che una ripresa un rimbalzino

Casa in costruzione (credits Gruppo Immobiliare.it)

Casa in costruzione (credits Gruppo Immobiliare.it)

«Un rimbalzino dopo il tonfo dell’agosto 2007». Non ha dubbi Mario Breglia, presidente dell’istituto di ricerca Scenari immobiliari. La crescita delle compravendite (+2,3%) delle case e dei mutui (13,7%) nel primo trimestre 2010 fotografata dall’ultimo rapporto Istat non ci autorizza a parlare di un’inversione di tendenza nel mercato immobiliare dopo la contrazione degli ultimi anni.

I numeri dell’agenzia di statistica,  confermati dall’Agenzia del Territorio, vanno cioé interpretati  alla luce di quanto avvenuto, anche in Italia, negli ultimi anni: «E poi vorrei ricordare che il +13,7% comprende anche le rinegoziazioni dei mutui che avvengono a inizio anno. Insomma, se  cresce un po’ la stipula di nuovi mutui questo avviene perché erano già scesi moltissimo nel 2009».

Continua

La crisi in casa. Vanno giù le compravendite: -15% nel 2008

Progetto per la casa

La crisi, partita dai prestiti immobiliari Usa e ingigantita dai mercati finanziari mondiali, alla fine ha travolto anche il mercato immobiliare italiano che torna alle performance di nove anni fa. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio di Nomisma, che ha presentato il primo Rapporto del 2009. Preoccupa gli esperti il dato delle compravendite delle abitazioni, calato durante il 2008 del 15,1% e del 17,7% nell’ultimo trimestre del 2008 rispetto all’analogo periodo del 2007. Male anche la compravendita degli uffici che ha subito una riduzione analoga (15,5%). Un po’ meglio il commerciale che cala del 11,7% e gli immobili produttivi a -8,7% . In tutto, le compravendite erano state 845 mila nel 2006, mentre lo scorso anno si è scesi a 686 mila, con un ritorno ai livelli del 2000.

L’ulteriore peggioramento dell’intonazione economica nell’ultima parte del 2008, spiegano gli esperti Nomisma, ha avuto dunque pesanti ripercussioni sul mercato immobiliare, soprattutto in relazione ai volumi compravenduti ed ai mutui. Nel 2008 e, in particolare nell’ultimo trimestre dell’anno, la maggior parte dei paesi più sviluppati ha visto calare assieme al fattore fiduciario anche il reddito prodotto, con la conseguenza di una brusca frenata dell’economia mondiale.

E le previsioni non fanno ben sperare: gli esperti Nomisma, attendono un’ulteriore flessione del 3 - 4% per il 2009 per poi tornare leggermente a salire nel 2010, raggiungendo una una sostanziale stabilità. “L’incertezza sulle effettive condizioni dell’economia domestica sta progressivamente indebolendo il patto fiduciario che lega famiglie, banche, imprese e Stato con una conseguente brusca frenata della domanda”, spiegano li esperti Nomisma. “L’esperienza storica testimonia che, nel breve e medio termine, a incidere sulle dinamiche del mercato non è tanto l’offerta di abitazioni, quanto la domanda. E a questo proposito, dall’analisi dei giudizi degli operatori economici, risulta evidente come sia la domanda a condizionare l’evoluzione delle compravendite”.

Trasferibilità dei mutui: salta il tavolo fra Abi e consumatori

Un cartello che annuncia in vendita una apprtamento
Ormai da alcuni mesi, dal fronte mutui non vengono buone notizie. L’ultima, in ordine di tempo, in Italia riferisce che è saltato il tavolo sulla portabilità, ossia la possibilità di trasferire il debito a un’altra banca che propone condizioni migliori, annullando costi e formalità.
Una soluzione attesa soprattutto dalle famiglie in difficoltà per l’aumento dei mutui a tasso variabile (secondo un recente studio della Nomisma, su 4 milioni di famiglie che hanno sottoscritto un mutuo quelle in difficoltà nel pagare le rate hanno ormai superato quota 400 mila) e speranzose di ottenere condizioni migliori rinegoziando con la propria banca quelle di partenza oppure scegliendone addirittura una nuova e più conveniente: ovviamente, senza costi aggiuntivi.
Una possibilità prevista dalla legge contenuta nella seconda lenzuolata di liberalizzazioni del ministro per lo Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani e che dovrebbe essere in vigore da otto mesi. Ma le banche non la applicano, sostengono le associazioni dei consumatori: “Per questo è saltato il tavolo della trattativa tra l’Abi e le associazioni di consumatori e notai” afferma Altroconsumo, sottolineando che l’associazione bancaria “ha respinto l’ipotesi di applicazione della portabilità del mutuo attraverso la cosiddetta surrogazione dell’ipoteca senza presenza di notaio obbligatoria, sistema che eliminerebbe i costi per il consumatore”.
In pratica, sostiene Altroconsumo, chi trasferisce il mutuo deve poterlo fare senza dover cancellare l’ipoteca già iscritta sull’immobile e sostituirla con una nuova: le banche invece ritengono necessaria la presenza del notaio. E non è l’unica divergenza sull’interpretazione della legge. “Per noi la portabilità è a costo zero” afferma Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino (Mdc) “mentre l’Abi ci ha proposto un testo in cui c’era solo un auspicio alla riduzione dei costi, per noi inaccettabile: con rammarico, siamo stati quindi costretti ad abbandonare il tavolo” .
Per Adusbef e Federconsumatori “non c’è nulla da trattare con l’Abi” e ricordano di avere denunciato già da tempo che “gli istituti di credito non violano solo la norma del decreto Bersani che prevede la portabilità dei mutui, ma anche quella sulla simmetria dei tassi”.
Il “rompete le righe” e la rottura delle trattative seguono di pochi giorni l’altolà del governatore di Bankitalia, Mario Draghi, che aveva bacchettato le banche, perché i consumatori rischiano di indebitarsi seriamente per via delle rate della casa troppo alte. Ma nonostante il monito del numero uno di Palazzo Koch, Adusbef e company continuano a lanciare l’allarme, acuito anche dalla crisi dei subprime americani: “È indispensabile per i consumatori l’azzeramento dei costi della portabilità per facilitare chi ha sottoscritto mutui a tasso variabile. Ottenere condizioni migliori rinegoziando con la propria banca quelle di partenza o scegliere una nuova banca che offra condizioni più convenienti sono diritti che non possono essere negati ai cittadini”. In serata, l’Abi ha comunque reso noto (qui il .pdf) che sta ultimando la procedura raccomandata per la portabilità del mutuo, con la quale il cliente potrà rivolgersi direttamente alla “nuova banca” che interagirà direttamente con la “vecchia banca” avviando una procedura che garantirà il calcolo del debito residuo sul mutuo entro un tempo massimo di 15 giorni.
Mentre il ministero dello Sviluppo economico ricorda che “la portabilità dei mutui deve pienamente diventare realtà”. In attesa che legge e realtà coincidano, sempre più famiglie sono schiacciate dal fardello delle rate, senza nemmeno poter cambiare banca.

LEGGI ANCHE: Gli italiani schiacciati dal mutuo

Il VIDEO servizio:

L’Unicredit batte Intesa nella gara dei mutui

Uno sportello di Intesa Sanpaolo
È l’Unicredit, con quasi 4 miliardi di euro (3,780 per la precisione), la principale erogatrice di mutui alle famiglie, secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Assofin per i primi sei mesi del 2007.
L’Unicredit supera, in questa speciale classifica, l’ex Sanpaolo-Imi (2,8 miliardi) e precede un’altra banca generalista, il Monte dei Paschi, e una specializzata in questo comparto, la Banca per la Casa che fa sempre parte del gruppo Unicredito. Dall’Osservatorio arrivano anche dati interessanti soprattutto sulle tendenze del mercato, che si conferma in deciso rallentamento.
Se nei primi mesi del 2006 l’aumento dei volumi erogati era stato del 21,1 per cento, quest’anno ci si è fermati al 6,8 per cento. Lo stesso vale per il numero dei contratti stipulati, che erano cresciuti del 9,8 per cento lo scorso anno e che nel primo semestre 2007 sono cresciuti solo del 3,6 per cento. Un dato che conferma come la domanda di acquisto di immobili sia calata, soprattutto come forma di investimento.
L’aumento dei tassi e la crisi dei prodotti subprime ha poi modificato radicalmente le scelte degli italiani: se fino al 2006 il tasso variabile era la formula preferita, nel primo semestre 2007 oltre la metà dei contratti è stata stipulata con tassi fissi, per un importo medio di 125 mila euro ciascuno (la gran parte dei finanziamenti è compresa fra i 100 e i 200 mila euro) e con una netta tendenza ad aumentare il periodo di pagamento, che ormai è, per il 41 per cento dei mutui, superiore ai 25 anni.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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