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Baby pensioni, il ritocco è sempre più difficile

Il ministro del welfare Elsa Fornero (Credits:ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Il ministro del welfare Elsa Fornero (Credits:ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Costano alle casse dello stato ben 9,4 miliardi di euro all’anno. Ma le baby-pensioni, cioè i trattamenti previdenziali percepiti da chi si è ritirato dal lavoro prima dei 50 anni, sono uscite comunque indenni, almeno per adesso, dai pesanti tagli contenuti nella manovra economica del governo.

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Pensioni d’oro, solo 2 mila persone pagheranno il contributo di solidarietà

Elsa Fornero, ministro del welfare (Credits: Imagoeconomica)

Elsa Fornero, ministro del welfare (Credits: Imagoeconomica)

Pochi. Anzi, pochissimi. Poco più di 2 mila persone in tutta Italia. Sono i titolari delle pensioni d’oro, che ricevono dall’Inps e dall’Inpdap (l’istituto di previdenza dei dipendenti pubblici) una rendita superiore a 200 mila euro all’anno. Dal 1° gennaio prossimo, in base alle disposizioni contenute nella manovra economica, questi pensionati subiranno un contributo di solidarietà del 15%, sulla parte di assegno che supera la soglia di 200 mila euro ogni 12 mesi.

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Pensione fai da te, tre alternative per farsi la rendita di scorta

Un momento della manifestazione della Cgil contro la manovra Monti (Credits: Fabio Ferrari/LaPresse )

Un momento della manifestazione della Cgil contro la manovra Monti (Credits: Fabio Ferrari/LaPresse )

In pensione a 70 anni, o quasi, e con assegni abbastanza magri. È il futuro che attende molti giovani lavoratori italiani dopo le riforme previdenziali messe in cantiere dal governo, che incontrano l’opposizione di tutti i maggiori sindacati, scesi in piazza ieri per uno sciopero generale di 3 ore contro la manovra economica. Continua

SuperInps, nasce un gigante da 400 miliardi

Il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua (Credits: ANSA/MARIO DE RENZIS)

Il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua (Credits: ANSA/MARIO DE RENZIS)

Neanche lui se lo aspettava. Eppure da gennaio Antonio Mastrapasqua, il presidente dell’Inps si troverà seduto sul più grande ente statale, secondo per numeri solo allo Stato stesso, ossia al ministero dell’Economia. È questo il gigante dell’amministrazione pubblica che nascerà dopo la soppressione dell’Inpdap, l’ente previdenziale dei pubblici dipendenti, e dell’Enpals, l’istituto di previdenza del mondo dello spettacolo, e il loro contestuale inglobamento all’interno dell’Inps.

L’Istituto nazionale di previdenza sociale diventerà così un vero e proprio colosso, una SuperInps con un bilancio complessivo stimato in circa 400 miliardi di euro. Un dato che deriva dalla somma delle attuali gestioni separate, pari per l’Inps a circa 250 miliardi, per l’Inpdap a circa 100 miliardi e per l’Enpals appunto a circa 50 miliardi di euro. Continua

Pensioni, a riposo più tardi e con il contributivo. Il piano di Elsa Fornero

(Credits:ANSA)

(Credits:ANSA)

TUTTE LE MOSSE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI

Estensione graduale del sistema contributivo e innalzamento dell’età di congedo dal lavoro in una fascia compresa tra i 62 e i 68 anni, contro i 57-65 anni previsti dalla legge Dini del 1995. Saranno probabilmente questi i due pilastri della manovra sulle pensioni voluta dal nuovo ministro del Welfare, Elsa Fornero, che sta lavorando a mani basse per far giungere  in porto la riforma già entro la fine dell’anno. Continua

Pensioni, ecco perché bisogna intervenire su quelle di anzianità

(Credits: Roberto Monaldo/LaPresse)

(Credits: Roberto Monaldo/LaPresse)

In pensione prima degli altri, con una media di 61 anni per gli uomini e circa 58 per le donne, secondo i dati dell’Ocse pubblicati nella primavera scorsa. È un lusso che  gli italiani  non possono più permettersi. Soprattutto perché, nei maggiori paesi industrializzati, la soglia media di congedo dal lavoro è più elevata (63 anni per gli uomini e 62 per le donne). Ad abbassare l’età del pensionamento, nel nostro paese, sono soprattutto i trattamenti di anzianità che oggi permettono ai lavoratori dipendenti di mettersi a riposo a 60 anni, purché siano state accumulate 36 annualità di contributi nel corso della carriera. Ed è per questo che la riforma che tutti ci chiedono deve partire da qui.

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Falsi pensionati e falsi invalidi in Puglia: tiro assegno sull’Inps


Falsi pensionati e falsi invalidi in Puglia: tiro assegno sull’Inps

di Maria Pirro

Il primato è detenuto da un operaio agricolo della provincia di Foggia: 44 anni, 58 cause avviate. Tutte, manco a dirlo, contro l’Inps. Riguardano soprattutto la richiesta di sussidi di disoccupazione che, a suo dire, sono stati calcolati male. Ma, nell’aprire i contenziosi, anche il bracciante aveva sbagliato a fare i conti. Il cinquantanovesimo fascicolo che lo riguarda è stato compilato dall’Inps, questa volta, che lo accusa di un colossale imbroglio. Sono almeno 17, denuncia l’Istituto, i «ricorsi fotocopia» presentati dall’operaio agricolo per intascare assegni non dovuti. Continua


richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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