
Sono i lavoratori delle pulizie i meno pagati in Italia, seguiti da quelli dell’agricoltura e dagli impiegati nelle scuole private: a fare la mappa delle retribuzioni in Italia è l’Istat che per il 2008 calcola che siano sempre i magistrati i lavoratori con la busta paga più pesante (oltre 110.000 euro medi all’anno) seguiti dai giornalisti (46.508 euro l’anno) mentre l’area nel complesso meglio pagata resta quella del credito e assicurazioni con 36.427 euro l’anno.
La rilevazione è stata fatta sulla base delle retribuzioni contrattuali di cassa e non quelle di fatto. Quindi l’indagine non considera gli straordinari, i premi e gli integrativi aziendali. Sono ben pagati anche a causa dei rischi in cui incorrono gli elicotteristi (56.387 euro la retribuzione media) e i lavoratori del trasporto aereo (33.001 euro in media) anche se all’interno di questa fascia c’é una differenza consistente tra i piloti e gli altri lavoratori del settore.
La cenerentola del lavoro resta la donna delle pulizie con 15.877 euro lordi all’anno, seguita a breve distanza dagli insegnanti della scuola privata (17.993 euro all’anno). Nell’istruzione privata è meglio trovare comunque impiego nelle scuole religiose (19.539 euro) mentre in quelle laiche lo stipendio si ferma a quota 15.951 euro all’anno.
Nell’istruzione pubblica gli stipendi medi ammontano a 26.779 euro all’anno. Nell’industria in senso stretto (esclusa l’edilizia) la retribuzione annua media nel 2008 è stata pari a 21.353 euro (20.095 euro gli operai, 24.688 gli impiegati) ma con differenze significative all’interno del comparto.
La media per gli addetti all’estrazione dei minerali energetici è stata di 34.387 euro mentre per il tessile abbigliamento la busta paga media si è fermata a 18.770 euro. I metalmeccanici hanno guadagnato in media attraverso i contratti 21.007 euro mentre i lavoratori del settore energia elettrica, gas e acqua hanno portato a casa un minimo di 28.518 euro. Nei servizi la busta paga contrattuale è stata pari nel 2008 a 22.759 euro (19.954 gli operai, 25.037 gli impiegati) con salari più bassi per il commercio (20.635 euro nel 2008) rispetto ai trasporti e le comunicazioni (24.377) e il credito e assicurazioni (36.427).
Nei trasporti i meno pagati sono i lavoratori del trasporto merci su strada (21.536) e gli operai nei trasporti marittimi (17.729 euro). Nella pubblica amministrazione la busta paga media è stata pari nel 2008 a 26.034 euro con un picco per le forze dell’ordine di 32.174 euro. La media delle retribuzioni contrattuali di cassa per il totale dell’economia è stata pari a 22.746 euro.
Ma accanto a questa classifica, ecco uscire uno studio del centro studi Uilca, dal quale si evince che un impiegato di banca in Italia percepisce in media uno stipendio 80 volte inferiore a quello degli amministratori delegati e 25 volte più basso di quello dei presidenti degli stessi istituti di credito. La ricerca “Crisi finanziaria: le retribuzioni dei manager nel settore bancario”, nella quale cita statistiche dell’Eurispes e de lavoce.info, ricorda che nel 2007 gli amministratori delegati e i presidenti del consiglio d’amministrazione delle 24 principali banche italiane hanno avuto una retribuzione media annua rispettivamente di circa 2.258.000 e 754.000 euro.
Con uno stipendio medio nel settore bancario di 28.000 euro annui lordi, spiega la Uilca, si rileva come il rapporto medio delle due tipologie di manager sia rispettivamente di 25 volte e 80 volte lo stipendio di un impiegato rispetto al ruolo di presidente e di Ceo. Se poi si prendono in considerazione solo i più importanti gruppi bancari italiani, il rapporto manager/lavoratori cambia e non di poco. La media è di 42 volte lo stipendio medio di un impiegato nel rapporto con il presidente e di 125 volte con l’ad. Questo dimostra, spiega il sindacato, come le remunerazioni per i manager negli istituti più grandi sia in media più elevata rispetto a chi dirige un istituto di credito di dimensioni minori.
Il VIDEO servizio:

Via libera definitivo al contratto dei ministeri e della scuola, per il biennio economico 2008-2009. La stipula, dopo l’ok del governo e della Corte dei Conti, è avvenuta all’Aran, l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubblica amministrazione.
I contratti, per entrambi i comparti, non sono stati sottoscritti dalla Cgil. Per quanto riguarda il contratto relativo al personale dei ministeri anche Rdb-Cub e Cse non hanno firmato. Lo sciopero indetto dalla Fp-Cgil per il 13 febbraio, insieme alla metalmeccanici della Fiom, è dunque confermato: “Questo” ha affermato Alfredo Garzi Garzi segretario nazionale della funzione pubblica della Cgil “non fa che rafforzare le ragioni dello sciopero. Il futuro dei servizi è messo in discussione dalle politiche dei tagli del governo. Scendiamo in piazza, unitamente alla Fiom, anche contro le scelte economiche del governo che non danno le garanzie che servono ai lavoratori per fronteggiare la crisi. Entrambe le categorie sono impegnate ad ottenere garanzie certe”.
La Flc-Cgil ha firmato invece una “Dichiarazione a verbale” nella quale spiega il perché del suo “no”. L’accordo” dice “non adegua gli stipendi all’inflazione reale, riduce il Fondo di istituto per le scuole, non rispetta nessuno degli impegni assunti con il contratto di lavoro precedente (personale precario, personale Ata transitato dagli enti locali ecc…) e lascia aperte tutte le sequenze contrattuali (personale estero, educazione degli adulti, compensi ore eccedenti l’insegnamento e aree a rischio)”.
La replica del ministro del Welfare Maurizio Sacconi non si fa attendere: “Mi sembrano le accuse di un partito politico di opposizione della sinistra radicale”, ha ribadito. “L’ultima volta che la Cgil e il partito comunista dissero che volevano una politica industriale era la fine degli anni ’70 quando avevano un’influenza” continua Sacconi. “Imposero una linea che voleva la sparizione del sistema moda, dell’arredo, di tutti quei settori che definivano allora maturi e che poi in realtà erano e sono ancora grande motivo di crescita dell’economia”.
E ancora: il fatto che oggi sia stato rinnovato il contratto del pubblico impiego ancora senza la Cgil, per Sacconi, “conferma un’antistorica posizione” del sindacato di Corso Italia “ancorata ad un vecchio approccio ideologico che si isola dalle altre organizzazioni sindacali e io credo anche da larga parte dei lavoratori”.
Il contratto della scuola (biennio economico 2008-2009) consente di mettere subito nella busta paga del personale 70 euro medi a dipendente (corrispondenti all’inflazione programmata dal Governo per il 2008 e 2009, cioé pari al 3,2%). In una nota allegata Aran e sindacati convengono sulla “necessità di rivedere, nel prossimo rinnovo contrattuale, l’attuale struttura della retribuzione allo scopo di semplificarne il contenuto anche in relazione ai diversi ambiti di intervento della contrattazione nazionale finalizzata alla definizione delle componenti fisse della retribuzione e della contrattazione integrativa volta a definire il salario accessorio per la valorizzazione della qualità della prestazione lavorativa”.
Il testo dell’accordo, che ha una forma sperimentale per i prossimi quattro anni, racchiude in 19 punti le nuove regole della contrattazione collettiva che sostituiscono l’accordo siglato nel 1993 dal governo presieduto allora da Carlo Azeglio Ciampi.
Le maggiori innovazioni prevedono che il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria avra’ durata triennale, tanto per la parte economica che normativa. Per quanto riguarda la dinamica degli effetti economici sugli aumenti salariali, si stabilisce di individuare un indicatore della crescita dei prezzi al consumo assumendo (in sostituzione del tasso di inflazione programmata) un nuovo indice previsionale costruito su base europea.
Con gli incrementi concordati, gli stipendi annui vanno dai 14.904 euro per un collaboratore scolastico neo assunto (diventano 19.423 con 35 anni di anzianità) ai 19.324 di un docente di scuola dell’infanzia o primaria (28.291 a fine carriera). Un insegnante di scuola media avrà una retribuzione che varia dai 20.973 ai 31.352 euro a seconda dell’anzianità mentre un professore di liceo troverà in busta paga dai 20.973 euro ai 32.912 euro in base agli anni di anzianità.
La scuola è fanalino di coda nella classifica 2007 delle retribuzioni medie pro capite tra i lavoratori del pubblico impiego. I dati emergono dal conto annuale del personale diffuso dalla Ragioneria generale dello Stato, che ha dedicato un capitolo all’analisi delle buste paga dei 3,36 milioni di dipendenti pubblici a tempo indeterminato. Con 26.525 euro annui, il personale scolastico è quello con la media più bassa di tutto il comparto pubblico, settore che vede all’estremo opposto della classifica la magistratura, la cui media svetta con 119.879 euro. La busta paga più gonfia è quella che arriva ogni mese ai cinque dirigenti di prima fascia dei Monopoli di Stato, che nel 2007 hanno guadagnato in media 250mila euro all’anno. Guardando alla dinamica, però, a scoppiare di salute sono le retribuzioni dei dirigenti ministeriali, che tra 2005 e 2007 sono aumentate del 16,7 per cento nel caso dei vertici apicali (portando a un consuntivo medio di 173 mila euro) e addirittura del 23 per cento per i dirigenti di seconda fascia (giungendo a quota 80.500 euro l’anno).
Nel complesso, il valore medio degli stipendi pubblici del 2007 è di 31.594 euro. Si collocano sotto questa soglia i dipendenti delle regioni ed autonomie locali e i ministeriali che guadagnano poco di più dei colleghi della scuola: i primi con una media di 27.185 e i secondi con 27.997 euro, seguiti dai vigili del fuoco (28.025 euro), dagli impiegati delle Regioni a statuto speciale e province autonome (31.345), dai lavoratori delle accademie e conservatori dell’Afam, Alta formazione artistca e musicale (31.351).
La Ragioneria, che fornisce anche le retribuzioni medie del 2005 e del 2006, ha calcolato anche i tassi di crescita delle buste paga nel triennio. In questo caso lo scatto maggiore si registra nella carriera diplomatica (+18,5 per cento) e quello inferiore nella carriera prefettizia (+2,6 per cento) anche se c’è chi, come i lavoratori dell’Afam, che nel triennio hanno subito addirittura una variazione negativa dell’1,7 per cento. Mediamente il valore medio delle retribuzioni è cresciuto nel triennio del 6,2 per cento, ma aumenti inferiori si sono avuti per i vigili del fuoco (+3,6 per cento), nella scuola (+4 per cento), per i lavoratori dei Monopoli di Stato (+ 4,3 per cento), corpi di polizia (+4,8 per cento) e università (+5,8 per cento).
Il costo totale del personale nel 2007 si è attestato a 156 miliardi di euro, il 4 per cento in meno nel 2006. Su questa dinamica incide l’altalena degli arretrati contrattuali (rispetto al 2005, l’aumento è del 5,6 per cento), mentre le retribuzioni effettive, depurate da questo fattore, puntano tutte verso l’alto. E la fotografia arriva alla vigilia di una stagione fitta di rinnovi contrattuali, aperta mercoledì scorso proprio dai ministeriali e proseguita in questi giorni con gli atti di indirizzo che fanno seguito al Protocollo firmato due settimane fa a Palazzo Chigi. Da via XX Settembre spiegano che a influire sui valori della “retribuzione effettiva”, vale a dire sulle somme reali lorde percepite dai dipendenti pubblici, è anche “la variabilità di alcune componenti della remunerazione” (cioè la diffusione di voci accessorie) e la “movimentazione del personale” (turn over e tasso di generosità nelle promozioni). E a proposito di contratti, per il ministro Brunetta “entro Natale saranno chiusi tutti i comparti del pubblico impiego e ci sarà un aumento di almeno 70 euro al mese che, con questi chiari di luna, non sono pochissimi”. Nessuna speranza, invece, per la detassazione delle tredicesime: costa troppo. Si potrà arrivare, al massimo, ad una possibile riduzione degli acconti fiscali di fine anno per i quali i lavoratori sono chiamati a versare il 97 per cento dell’Irpef e le imprese il 100 dell’Ires.
Partecipa al FORUM

Finte malattie, assenze ingiustificate e ferie prese con troppa leggerezza. Zero in condotta per i prof assenteisti che finiscono nel mirino del governo: stamattina durante il Consiglio dei ministri è arrivato il via libera a sanzioni più severe per i docenti indisciplinati o incompatibili con l’insegnamento.
E pensare che nella Pubblica Amministrazione c’è chi manca dal posto di lavoro quasi il doppio dei professori(guarda la tabella in fondo). Il Conto annuale 2005, l’ultimo pubblicato dalla Ragioneria generale dello Stato, traccia una mappa dettagliata delle assenze medie dei dipendenti pubblici in un anno. Nel comparto scuola, tra ferie, permessi e scioperi, i giorni lontano dai banchi sono stati in media 44,49. Considerando i quaranta giorni di ferie previsti dal contratto e i permessi durante l’anno scolastico, i docenti sembrano essere abbastanza disciplinati. Al contrario i dipendenti dei cosiddetti Enti pubblici non economici, tra cui Istat e Istituto Superiore di Sanità, secondo i tecnici del ministero dell’Economia, sono stati a casa quasi settanta giorni in un anno, oltre due mesi. Più o meno lo stesso copione per i duemila dipendenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Secondo la Ragioneria in un anno sono stati assenti circa 67 volte. Piazzandosi così al secondo posto della classifica. Al contrario, gli statali più presenzialisti, sono nelle Forze Armate. Secondo i calcoli di via XX settembre su 365 giorni, quelli lontano dal lavoro sono stati appena due. Stessa dedizione per la professione dimostrano i dipendenti delle aziende autonome che sono mancati dal posto di lavoro poco più di una settimana in un anno. Una rarità nella pubblica amministrazione trovare così tanti emuli di Stakanov.
|
Categoria
|
Personale a tempo indeterminato
|
Giorni di assenza totali
|
Giorni di assenza in media per persona
|
|
PUBBLICO IMPIEGO
|
3.369.493
|
159.179.019
|
47,24
|
|
SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
|
688.570
|
40.218.024
|
58,40
|
|
ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI
|
61.645
|
4.255.368
|
69,03
|
|
ENTI DI RICERCA
|
16.689
|
983.354
|
58,92
|
|
REGIONI E AUTONOMIE LOCALI
|
589.976
|
29.653.014
|
50,26
|
|
MINISTERI
|
193.588
|
10.201.337
|
52,69
|
|
AZIENDE AUTONOME
|
34.145
|
271.070
|
7,9
|
|
SCUOLA E AFAM
|
1.136.229
|
50.559.594
|
44,49
|
|
UNIVERSITA’
|
115.339
|
3.608.805
|
31,28
|
|
CORPI DI POLIZIA
|
330.548
|
15.451.661
|
46,74
|
|
FORZE ARMATE
|
132.585
|
262.637
|
1,9
|
|
MAGISTRATURA
|
10.627
|
142.389
|
13,39
|
|
DIPLOMATICI E PREFETTI
|
2.574
|
64.296
|
24,97
|
|
AGENZIE FISCALI
|
54.490
|
3.338.740
|
61,27
|
|
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
|
2.515
|
168.730 do
|
67,08
|