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Intesa-Sanpaolo

Alitalia, nominato il commissario: è Augusto Fantozzi

Commissariamento per Alitalia: a chiedere l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria è il Consiglio di amministrazione della compagnia, dopo che ieri l’esecutivo ha modificato la legge Marzano. E, contestualmente, il cda ha presentato ricorso per la dichiarazione d’insolvenza al tribunale di Roma, certificando a luglio un indebitamento del gruppo pari a 1,172 miliardi di euro. Tutti passaggi che hanno portato alla nomina del commissario straordinario Augusto Fantozzi, firmata dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Intanto, Intesa SanPaolo mette già il primo paletto: “Senza il consenso dei sindacati non ci sarà il decollo del Piano Fenice e della nuova Compagnia” ha dichiarato dichiara l’amministratore delegato Corrado Passera.

Anche se i sindacati, che proprio lunedì prossimo incontreranno il Governo per parlare del piano, ci tengono a precisare “con forza” che il confronto non può essere circoscritto alla sola “gestione degli esuberi”. Passera fa anche una previsione dei tempi entro i quali si vedrà se il piano prenderà il vero avvio: “Le prossime quattro settimane sono cruciali e si capirà se si va avanti o no”. Intanto dal mondo politico piovono sia parole di grande soddisfazione che di forte critica. “Questo è un grande successo” ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ammettendo che, visto il nodo esuberi, “questa operazione ha dei costi”, ma precisando anche che diversamente “non ci sarebbe stata Alitalia”. E comunque secondo il ministro i presupposti perché Alitalia diventi una “compagnia sana” e “svolga un ruolo” ci sono.

Nuova Alitalia, per Banca Intesa “cruciali” le prossime settimane

Una hostess Alitalia

“Le prossime 4-5 settimane sono cruciali e si capirà se si va avanti o no”: sono le previsioni dell’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera sul piano per il rilancio di Alitalia, precisando che il progetto non partirebbe “se non si riuscisse a trovare un accordo con il sindacato”. L’istituto di credito ha investito tra i 100 e i 150 milioni di euro, pari ad una quota del 10% del capitale. “La totalità degli azionisti con cui ho parlato” continua Passera “sono persone libere, coscienti dell’investimento che fanno. Il fatto che si aggiungano imprenditori” al piano di rilancio della compagnia di bandiera “fa molto piacere per il progetto”.

Sul futuro di Roma dopo i progetti per Alitalia si sono confrontati questa mattina a Roma il presidente designato di Compagnia aerea italiana Roberto Colaninno, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, e l’assessore alla Mobilità Sergio Marchi. In una nota il Campidoglio evidenzia che “nel corso del colloquio il presidente ha garantito al sindaco un costante e corretto confronto tra la nuova società, che si va costituendo per dare un futuro ad Alitalia, e tutti gli enti locali rappresentativi del territorio di Roma”. Il confronto partirà in via ufficiale non appena il commissario Augusto Fantozzi avrà valutato l’offerta della newco presentata da Colaninno. Alemanno ha sottolineato tutto l’interesse del comune di Roma e degli altri enti territoriali per garantire lo sviluppo e il ruolo internazionale dell’hub di Fiumicino.

Berlusconi: “Alitalia resterà nelle mani degli italiani”

“Una compagnia nuova, più efficiente, finanziariamente in equilibrio e tecnologicamente avanzata, che non peserà più sulle spalle dei contribuenti”: è così che il premier Silvio Berlusconi descrive la nuova Alitalia in un discorso di tre cartelle a palazzo Chigi. E chiarisce: “Il governo di Alitalia resterà nelle mani degli italiani. Eventuali partner internazionali entreranno solo come soci di minoranza”, aggiungendo che “la precedente trattativa con Air France è fallita non per il nostro intervento, perché eravamo all’opposizione, ma per per colpa dei sindacati”. Ma il Cavaliere assicura: “Il personale in eccedenza, così come i piccoli risparmiatori, non saranno abbandonati, perché non è giusto che siano i singoli a pagare per gli errori del passato”. Il premier ricorda il valore della compagnia di bandiera per l’Italia: “Un Paese da 60 milioni di abitanti, con un’economia sviluppata deve avere strumenti adeguati”, sottolineando che è indispensabile per garantire il turismo e per garantire ai “nostri imprenditori di recarsi all’estero”.

Alitalia, via libera del governo per il rilancio. E ci crede anche Air France

Via libera dal Consiglio dei ministri ai provvedimenti per il rilancio di Alitalia. Un decreto legge prevede, secondo indiscrezioni, una riforma della legge Marzano per il commissariamento come strumento di salvataggio per le grandi aziende in crisi. E un disegno di legge definisce modifiche più ampie alle norme che regolano l’amministrazione straordinaria: il testo prevede una accelerazione dei tempi per la vendita degli asset, e la possibilità di farlo con una trattativa privata dopo una perizia sul valore.
Approvate, sempre secondo le prime indiscrezioni, deroghe alla normativa antitrust che spianano la strada all’integrazione prevista tra gli asset operativi di Alitalia e la compagnia Air One. Ricorrendo al fondo creato con i “conti dormienti”, inoltre, sarebbero definiti provvedimenti per indennizzare i piccoli azionisti. Le nuove norme del decreto legge permetteranno al presidente del Consiglio e al ministro dello Sviluppo economico di accordare “con decreto” l’ammissione alla procedura di crisi aziendale per imprese operanti nell’ambito dei “servizi pubblici essenziali”, come è appunto il caso di Alitalia: il commissario potrà quindi individuare un acquirente per la vendita degli asset a un “valore di mercato” fissato da una perizia.

Sul fronte degli investitori torna un vecchio pretendente: Air France-Klm è pronta a prendere una partecipazione minoritaria nel capitale della newco: il gruppo franco olandese precisa in un comunicato che intende riaprire il dossier “se le prospettive di redditività della nuova società trovano conferma”, aggiungendo che “è pronta a prendere una partecipazione minoritaria nella nuova società a fianco degli investitori italiani riuniti da Intesa Sanpaolo”. Al progetto di integrazione e rilancio dell’aviolinea nazionale parteciperà anche Immsi, la società presieduta dal futuro presidente della nuova Alitalia Roberto Colaninno, con l’assunzione di una quota in Compagnia Aerea Italiana per un investimento complessivo non superiore a 150 milioni di euro. A Bruxelles la Commissione Europea ha ricevuto il piano per la nuova Alitalia, ma per il momento non vuole prendere posizione sul provvedimento. “Abbiamo ricevuto delle informazioni dalle autorità italiane ieri sera sotto forma di una bozza di testo sui piani di privatizzazione per Alitalia” ha commentato il portavoce della Commissione per il settore trasporti, Fabio Pirotta.

Discutine sul FORUM: La nuova Alitalia pronta a decollare

Alitalia, prove di volo per il piano Fenice

Un aereo Alitalia pronto al decollo

La rinascita di Alitalia parte dal piano Fenice. Ma sugli esuberi è già polemica: secondo le indiscrezioni di stampa sarebbero 7mila, ma il segretario Uil Luigi Angeletti parla di una cifra massima di 2mila esuberi, sottolineando che “saranno tutti ricollocati”. Il progetto per il salvataggio della compagnia nazionale prevede un lock-up di cinque anni per gli azionisti: i soci avranno il vincolo di rimanere nel capitale della società fino al 2013, e nell’arco del primo triennio è previsto il ritorno all’utile. La realizzabilità del piano, comunque, è subordinata al preventivo accordo con i sindacati, una condizione presente anche nel corso delle trattative con Air France, quando fu proprio l’assenza del sì da parte delle organizzazioni dei lavoratori a far saltare l’accordo.

La strategia di rilancio. Il piano Fenice supera l’idea di hub per definire una strategia multipunto su sei aeroporti base: 73 destinazioni saranno raggiungibili da Milano, 44 da Roma, 9 da Napoli, 6 da Catania, 6 da Torino e 6 da Venezia. E ogni polo servirà il bacino che è in grado di sostenere. La flotta della nuova società sarà complessivamente di 136 aeromobili, per arrivare a 150 unità fra 5 anni: un obiettivo che sottintende una quota di esuberi anche per il personale volante di Alitalia, circa 700 unità. Ma non è ancora chiaro, però, se il taglio di personale verrà effettuato a monte - nella “bad company” commissariata - o a valle (direttamente nella nuova società). Inoltre, tutti i dipendenti della “newco” dovranno sottoscrivere un nuovo regime contrattuale, e per il personale navigante è previsto un aumento delle ore volate: dalle attuali 550 si passerà a 650, fino ad arrivare a 700 a fine piano. Nella nuova compagnia transiteranno da Alitalia, oltre al personale viaggiante - seppur parzialmente ridimensionato - anche attività di servizio come la manutenzione leggera, la parte preponderante dell’information technology e i dipendenti a terra che svolgono mansioni connesse con l’attività di volo. Resteranno nella bad company, che dovrà gestire circa 7mila esuberi, i settori non focali dell’information technology, la manutenzione pesante, i call center, le riparazioni ed i servizi amministrativi generici.

Alitalia, Matteoli rassicura: non lasceremo nessuno per strada

Una hostess Alitalia

Prende forma il futuro di Alitalia: dopo numerose false partenze, la crisi della compagnia di bandiera è vicina alla svolta con alle spalle, adesso, la solidità della nuova società costruita da Intesa San Paolo insieme ad altri quindici gruppi imprenditoriali italiani e il piano Fenice. Domani nel Consiglio dei ministri saranno affrontati alcuni nodi ancora da sciogliere. Quella di Augusto Fantozzi come commissario della bad company di Alitalia è una delle ipotesi in campo secondo il ministro dei trasporti Altero Matteoli, intervenuto al meeting di Rimini. L’avvocato tributarista (ex ministro nei governi Dini e Prodi) ha dato la sua disponibilità. Il numero degli esuberi per Alitalia, invece, sarà diffuso dopo gli incontri con i sindacati: da tempo sono in corso contatti informali fra i manager di Intesa, rappresentanti dei lavoratori e del Governo per individuare una soluzione che, come ha ricordato Matteoli, “non lasci nessuno per strada” e, contemporaneamente, consenta di risolvere il problema con la “ricollocazione” e “ammortizzatori sociali molto forti”. E, aggiunge il ministro, potrebbe esserci un 17esimo socio nella nuova società, Air France o Lufthansa.

Esuberi e azionisti. La strada scelta passa attraverso il commissariamento dell’Alitalia e pone il commissario (presumibilmente l’ex ministro Fantozzi) nel delicato compito di definire il numero dei dipendenti in eccesso. Le dimensioni degli esuberi fra il personale navigante - destinato nella maggior parte a passare nella neonata compagnia - dipendono direttamente dal numero e dal tipo di aerei che saranno utilizzati, dal tipo di network che verrà disegnato dopo la fusione con Air One e dalle basi di armamento. Anche il tema azionisti è molto delicato: il titolo Alitalia è sospeso in Borsa dal 3 giugno scorso, ed è quindi da allora precluso a qualsiasi piccolo azionista la possibilità di disimpegnarsi. Qualora dopo la modifica della Marzano - e la richiesta (venerdì) da parte del cda del vettore italiano dell’ammissione all’amministrazione straordinaria - venisse nominato un commissario e questo cedesse gli asset profittevoli alla neonata società presieduta da Colaninno, i titolari di azioni si vedrebbero proprietari di una società in fase di smantellamento che dovrebbe far fronte a debiti e fornitori con la somma ricevuta in cambio della cessione degli asset.

I rapporti con l’Ue. Per quanto riguarda l’Unione europea, il commissario ai trasporti Tajani ha espresso oggi a Rimini pareri rassicuranti sull’impianto di massima del piano, riservandosi di esprimere valutazioni puntuali non appena ricevuto ed esaminato il documento. La scissione che darà vita alla bad company con in carico debiti e esuberi, in particolare, se non ben confezionata potrebbe essere considerata aiuto di Stato e quindi incorrere nella reazione di Bruxelles. Altro passaggio delicato sarà quello del trasferimento degli slot dall’Alitalia alla nuova compagnia. Se questo venisse effettuato sottocosto e quindi non a prezzi di mercato sarebbe inevitabile attendersi ricorsi all’Ue da parte dei concorrenti. Senza contare che il prestito ponte è ancora sotto indegine Ue.

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Sos Alitalia: 4mila esuberi e l’uscita del Tesoro

Il Centro Direzionale Alitalia a Roma

Drastica cura per Alitalia: l’uscita totale del Tesoro dal suo azionariato e più di 4mila esuberi. Queste le novità del piano di Intesa Sanpaolo per il salvataggio della compagnia di bandiera. Il progetto è pronto e prevede due fasi: prima la nascita di una newco, poi la ricerca di un partner internazionale. Per trovare una soluzione, il tempo stringe e secondo le indiscrezioni, parrebbe impraticabile anche il ricorso alla legge Marzano. “Tanto che negli ultimi giorni - rivela il quotidiano Repubblica, che ha anticipato il piano - si sarebbero moltiplicati i contatti con il governo per studiare uno strumento legislativo ad hoc, una specie di salvagente d’emergenza che consenta di commissariare Alitalia senza metterne a rischio l’operatività”. “Ad ogni modo, il quadro finanziario interno è compromesso - hanno spiegato le fonti vicine al dossier - ma ora in sovrappiù si è aggiunto l’effetto del caro greggio, una bufera devastante per i concorrenti e che minaccia di trasformarsi nel colpo di grazia per la Magliana”. Ed infatti i 4mila esuberi potrebbero essere una stima anche “troppo prudenziale”. Sarà ora difficile per i sindacati far “digerire” agli iscritti una cura così drastica dopo che, peraltro, il piano di Air France-Klm ne prevedeva poco più della metà.

Dopo l’assemblea annuale degli azionisti di ieri, il presidente della compagnia Aristide Police era stato netto: Alitalia è di fronte “all’ultima
chance e non possiamo correre il rischio di perderla”. Il bilancio 2007 si è chiuso con perdite per 495 milioni, in calo di 132 milioni rispetto al 2006. Ieri l’assemblea ha nominato Kpmg nuovo revisore dei conti per gli esercizi 2008-2016.


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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