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investimenti

Cina, gli immobili gonfiano la più grande bolla del secolo

La Cina continua a distruggere per ricostruire (Credits: AP Photo/Eugene Hoshiko)

La Cina continua a distruggere per ricostruire (Credits: AP Photo/Eugene Hoshiko)

Claudia AstaritaL’andamento dell’economia cinese nel 2012 è forse la maggiore incertezza dell’anno. La domanda che molti analisti si pongono è: “cosa farà Pechino se le economie occidentali continueranno a rallentare frenando indirettamente la crescita cinese?” Continua

Autostrade, aumentano i pedaggi. Ma gli investimenti non si vedono

Un casello autostradale (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)

Un casello autostradale (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)

Non bastavano gli aumenti dei prezzi dei carburanti e dell’Rc auto. Ora ci si mettono anche i pedaggi autostradali. L’ultima stangata dell’anno per gli automobilisti italiani potrebbe arrivare ancora una volta dal ministro Corrado Passera che sembra pronto a firmare per un aumento delle tariffe del 2%, così come richiesto da Autostrade per l’Italia, il maggiore e il più rilevante dei concessionari nel nostro Paese. Continua

La Cina è pronta ad aiutare l’Europa. Con i suoi mille miliardi di dollari

(Credits: AP/Color China Photo)

(Credits: AP/Color China Photo)

La Cina è pronta a sostenere l’Europa e “a discutere misure per rafforzare  la cooperazione nel commercio, negli investimenti, nella finanza e nella tecnologia”, ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Jiang Yu. Pechino farà sicuramente la sua parte “per mantenere la stabilità dei mercati finanziari e per promuovere la ripresa della crescita dell’economia mondiale”, ha aggiunto sottolineando anche  la soddisfazione del governo relativamente alle conclusioni del vertice europeo sulla crisi dei debiti.

Bruxelles ha chiesto aiuto alla Cina (e alle altre economie emergenti) e Pechino ha subito risposto. Continua

Anche la Cina si piega alla crisi

Cina, operai migranti (Credits: AP Photo/Vincent Thian)

Cina, operai migranti (Credits: AP Photo/Vincent Thian)

C’è chi è convinto che la crisi finanziaria internazionale abbia semplicemente accellerato una rivoluzione inevitabile. Le (sempre più probabili ex) grandi potenze sono tutte in difficoltà, e i paesi emergenti sembrano pronti a prendersi la loro rivincita. Tuttavia, non è passata inosservata la scelta del Fondo Monetario Internazionale di rivedere al ribasso le previsioni di crescita di tutte le nazioni. Cina inclusa, anche se, in questo caso, il rallentamento sarà limitato a un -0,5% da un punto di partenza di ben +9,5%. Continua

Aziende vinicole. È una questione di etichetta


Aziende vinicole. È una questione di etichetta

di Stefano Cosenz

Non è un investimento che dura secoli: il vino è un prodotto agroalimentare che può raggiungere l’eccellenza, su quest’ultimo collezionisti e fondi alternativi puntano e possono rivenderlo nel corso degli anni con profitto, ma alla fine qualcuno lo deve bere. Perché una bottiglia di vino rosso prestigioso può durare 30-40 anni, anche di più, se ben conservata a 12-14 °C e a un’umidità costante tra 60° e 70°, in una cantina buia priva di vibrazioni. L’etichetta è condizione necessaria, ma non sufficiente. L’annata, ovvero la vendemmia caratterizzata ogni anno da un suo particolare ciclo stagionale fatto di giorni di sole e di pioggia, conta ancora di più: Continua

L’investimento perfetto in tempi di crisi? Una fattoria

Sussidi, investimenti e benefici fiscali a supporto delle aree rurali e a sostegno dei redditi agricoli

(Credits: Epa/Wu Hong)

Chi avrebbe mai immaginato che, nel ventunesimo secolo, qualcuno avrebbe ancora pensato di investire nei raccolti agricoli per superare la crisi? Del resto, stupisce molto di meno ricordare che tanti di quei ragazzi che da giovani hanno passato le estati a lavorare nei campi per accumulare un po’ soldi si sono poi iscritti all’università con l’ambizione di trovare un lavoro con uno stipendio sicuro sin dal primo giorno del mese, evitando così di dover dipendere dagli andamenti dei raccolti. Continua

Economia cinese: tra crisi e nuove priorità

(Credits: AP/Color China Photo)

(Credits: AP/Color China Photo)

La Cina sembra essere sul punto di modificare le sue priorità. Gli investimenti in sette settori strategici potrebbero essere cancellati, o quanto meno ridotti, risparmiando fino a un massimo di 1,5 trilioni di dollari di risorse da destinare al risanamento delle finanze nazionali -ebbene sì, anche la Repubblica popolare sta accumulando debito, o a nuovi settori.

Per quale motivo Pechino avrebbe deciso di smettere di puntare su quelle industrie che avrebbero dovuto trasformarsi nei nuovi pilastri dell’economia cinese e aiutare la nazione a lasciarsi alle spalle l’etichetta di “fabbrica del mondo” specializzata in produzioni a buon mercato? Corruzione ed eccesso di capacità produttiva sembrano essere le ipotesi più sensate. Continua


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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