
L’embargo approvato dall’Unione Europea sul petrolio iraniano ha come obiettivo spingere all’interruzione del controverso programma nucleare di Teheran. Che, a sua volta, accusa l’Europa di minacciare una guerra psicologica. L’iniziativa europea, infatti, abbraccia anche sanzioni contro la Banca centrale iraniana a cui è proibito lo scambio in oro e altri metalli preziosi. Pressioni diplomatiche, riferisce Al Jazeera, sono in corso per assicurare all’Europa a 27 nuove fonti di approvvigionamento: l’Arabia Saudita, primo produttore al mondo, ha risposto all’appello e prevede di incrementare la produzione di circa due milioni di barili al giorno. Continua

(Credits: Dpa/Lapresse)
Non bastavano i ripetuti aumenti delle accise decisi quest’anno . Ora ci si mette anche una potenziale crisi petrolifera internazionale a far schizzare alle stelle il prezzo di benzina e gasolio. Continua

Il petrolio in Arabia Saudita (Credits: LaPresse)
L’andamento del prezzo del petrolio viene da sempre considerato un buon indicatore per prevedere future difficoltà economiche. La guerra dello Yom Kippur del 1973, la rivoluzione iraniana del 1979 e l’aumento record del prezzo del petrolio registrato nel 2008 hanno tutti aperto la strada a periodi di grandi difficoltà. Ecco perché alcuni analisti temono che l’ennesimo aumento registrato in questi giorni possa creare nuovi problemi a un mercato internazionale già instabile.
Rispetto alle difficoltà anni ‘70, dovute essenzialmente ad anomalie dell’offerta, quelle più recenti dipendono esclusivamente da un problema di domanda globale, ha confermato un economista autorevole del calibro di Paul Krugman. Dal momento che la quantità di idrocarburi presenti sulla terra è limitata, l’aumento delle importazioni da parte dei paesi in via di sviluppo sta creando scompensi difficili da eliminare.
Ma il problema del 2011, purtroppo, coinvolge sia la domanda che l’offerta. Non solo, l’aumento dei prezzi non riguarda solo il petrolio ma anche i generi alimentari, il cotone e molte materie prime in generale. Continua

Il petrolio in Arabia Saudita (Credits: LaPresse)
Non è la prima volta che la diplomazia del petrolio non rispetta i circuiti tradizionali. Ma quando i protagonisti sono Cina, Iran, Arabia Saudita e Stati Uniti, il rafforzamento di legami economici bilaterali rischia di mettere in crisi anche equilibri geopolitici di vecchia data. Continua

Iran (Credits: LaPresse)
Alcune insospettabili multinazionali stanno remando contro l’inasprimento delle sanzioni contro Teheran che il Congresso degli Stati Uniti sta discutendo in questi giorni. La lista è lunga: Continua

Il Primo Ministro indiano e il Presidente iraniano discutono del Gasdotto della Pace (Credits: LaPresse)
Lo chiamano “Gasdotto della Pace“, ne parlano dal 1989, ma solo a giugno è stato firmato un primo accordo tra Iran e Pakistan per la costruzione di un collegamento di 2.100 chilometri. Tanti analisti erano certi che il compromesso di giugno rappresentasse la prima fase dell’ambizioso progetto di Teheran di trasportare gas naturale Continua

Intagliatori di legno a Mogadiscio (Credits: La Presse)
La Somalia è il Paese più corrotto del mondo. Lo ha sancito il consueto rapporto di Transparency International, l’organizzazione non governativa tedesca che ogni anno pubblica un’indagine basata sulla percezione che gli operatori economici hanno del livello di corruzione del sistema in cui operano. Continua