Ogni anno un italiano riceve circa 40 richieste di donazioni da parte di associazioni senza scopo di lucro. Chi crede siano troppe, si consoli. Perché a un cittadino americano, invece, ne arrivano almeno 400. Dalle e-mail, alle lettere, dalla telefonata all’sms, dai banner online al faccia a faccia, le tecniche per raccogliere fondi si sono moltiplicate. Nel nostro Paese, infatti, il terzo settore è in crescita: sono circa 250 mila le associazioni che operano nel non profit realizzando il 3,5 per cento del pil. Dietro a questa attività ci sono professionisti specializzati. Che ora si sono dati appuntamento al primo festival dedicato al tema (dall’8 al 10 maggio) a Castrocaro Terme. L’adesione ha superato ogni aspettativa. Sono 300 i partecipanti, e altri 100 sono in lista d’attesa, che potranno assistere alle 60 ore di seminari in programma tenute da 50 relatori tra cui l’inglese Stephen Pidgeon, uno dei massimi esperti a livello mondiale. “Sino a dieci anni fa questo mestiere praticamente non esisteva. Oggi, invece, il settore è in evoluzione e il fund raiser è diventata una figura chiave per quasi tutte le organizzazioni. Uno dei motivi risiede nel fatto che gli italiani stanno diventando donatori sempre più esigenti e, soprattutto, pretendono maggiore trasparenza”, spiega Valerio Melandri presidente del comitato organizzatore del festival e direttore del master in fund raising dell’università di Bologna
Chi sceglie di fare un atto di generosità aderendo a una giusta causa e mettendo mani al portafoglio vuole, infatti, conoscere con esattezza dove andranno a finire i soldi e, soprattutto, se saranno realmente destinati alla costruzione dell’ospedale, del pozzo o a finanziare un’attività di ricerca, così come promesso. Eppure le truffe in questo campo non sono rare, complici persone senza scrupoli disposte ad approfittarsi della generosità altrui. “Dal 2005 abbiamo dato vita alla cosiddetta carta delle donazioni. Sottoponiamo a un attento processo di verifica alcune organizzazioni e, se rispondono a determinati requisiti, gli assegniamo il nostro marchio di qualità. Ne abbiamo già attribuiti oltre 30”, racconta Franco Vannini, consigliere dell’Istituto Italiano delle Donazioni. E aggiunge: “Il suggerimento, prima di fare il versamento o di elargire i contanti, è quello di raccogliere il maggior numero di informazioni, fare molte domande e pretendere una ricevuta che riporti tutti i dati, anche quelli fiscali, dell’associazione”. La prudenza, in questi casi, non è mai troppa.
- Mercoledì 7 Maggio 2008
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