
Francois Pinault titolare del gruppo PPR (Credits:MELANIE FREY/JDD/SIPA)
Il prezzo di vendita rimane top secret ma l’operazione è ormai conclusa. Così il gruppo Brioni, azienda del tessile made in Italy con un giro d’affari di 170 milioni di euro, nota per aver creato le giacche indossate da James Bond, è finita oggi in mani straniere. I compratori sono i francesi della multinazionale del lusso Ppr guidato da François Pinault che controlla già altri marchi della moda italiana come Gucci, Sergio Rossi e Bottega Veneta e che acquisirà entro la fine dell’anno il 100% del capitale di Brioni. L’ennesimo assalto dei gruppi transalpini all’industria della Penisola sembra ormai un leit motiv nelle cronache finanziarie degli ultimi anni. Continua

(Credits: EPA)
“Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell’insieme delle autorità italiane: politiche, economiche, industriali. Il debito del Paese è alto. Ci aspettiamo che prendano decisioni serie per ridurre questo debito“. Lo hanno detto il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy nella conferenza stampa conclusiva del vertice europe di Bruxelles. Continua

(Credits:AP Photo/Henny Ray Abrams)
di Antonio Calitri
Dopo l’Italia è arrivato il momento del declassamento della Spagna da parte di Standard & Poor’s, atteso addirittura prima di quello relativo al nostro Paese, e che apre qualche punto interrogativo. Continua

Disoccupati in cerca di lavoro (Credits: AP Photo/Reed Saxon)
L’Europa sta sempre peggio, e non solo in Grecia, Portogallo, Spagna e Italia, ma anche in Inghilterra e, soprattutto, in Germania. I giovani non sopportano più di vivere in paesi che continuano a “non fare nulla per aiutarli a inserirsi nel mondo del lavoro”, in un mercato che sembra non essere più capace di offrire opportunità. Continua

Mantega e la Rousseff (Credits: flickr)
La giornata del 13 settembre verrà ricordata per l’annuncio fatto dal ministro dell’Economia del Brasile Guido Mantega a proposito del fatto che i paesi Brics (il gruppo formato dalle economie “emergenti” di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) discuteranno un piano di aiuti all’Europa in una riunione la prossima settimana a Washington, dal 23 al 25 settembre. Continua

Il cancelliere tedesco Angela Merkel
Si pentono. Sempre più tedeschi provano rammarico per la decisione di avere scambiato il loro D-Mark con l’euro. Il marco per i tedeschi rappresentava ben più di un mero strumento di pagamento con biglietti e monete. Era diventato un simbolo del ritorno della Germania a rispettabilità e successo dopo gli anni bui della storia. Fuori dalla Repubblica Federale si sottovaluta il fatto che quella del marco era una storia finita Continua

(Credits: AP Photo/Claude Paris)
Dopo le indiscrezioni pubblicate ieri dal Financial Times, è arrivata la conferma ufficiale da parte del Ministero del Tesoro: l’incontro con gli investitori cinesi potenzialmente interessati a rilevare una quota del nostro debito pubblico c’è stato, anche se a prendervi parte non è stato il Presidente Berlusconi, ma il Ministro dell’Economia Tremonti. Secondo i giornalisti americani, la Cina sarebbe pronta a rilevare, tramite il proprio fondo sovrano, la China Investment Corporation, il 4% del nostro debito pubblico. Continua