
La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia (Credits: Ansa)
Di Ugo Bertone
Indietro non si torna. “Noi non facciamo entrate ed uscite” ha replicato secco Sergio Marchionne a chi gli chiedeva quali margini di manovra ci fossero per evitare lo strappo con la Confindustria. La lettera con cui l’ad di Fiat annuncia l’uscita dalla Confederazione accusando Emma Marcegaglia di aver contribuito, con l’accordo del 21 settembre, “a snaturare” l’articolo 8 della manovra non lascia spazi a dubbi. Continua


di Ugo Bertone
Sono già sulla linea di partenza. In pole position, come impone il loro destino di numeri uno: John Elkann, 35 anni, presidente di Fiat ed Exor, capo riconosciuto del clan Agnelli; James Murdoch, che di anni ne compirà 39 il prossimo 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, il terzo dei sei figli di Rupert che, salvo sorprese improbabili, ha ormai scavalcato i fratelli nella corsa alla successione, quando «lo Squalo», oggi ottantenne, abdicherà. Continua

John Elkann a bordo della Ferrari 458 Italia
Anni fa erano in pochi a dargli credito: parlava poco, pochissimo, e più che l’erede dell’Avvocato sembrava il portaborse dell’ex presidente della Fiat Cesare Romiti. Impossibile per John Elkann, insomma, eguagliare un nonno come Gianni Agnelli. Ma si sa, poi, che le imprese difficili sono quelle che a volte si realizzano davvero. Continua


di Sergio Luciano
Primavera del 1999, Alpi svizzere, esterno notte: poco prima delle 6 del mattino, un pullman parte dalla lussuosa sede di rappresentanza e formazione manageriale della Al-Group, multinazionale dell’alluminio nata dalla fusione tra Alusuisse e Lonza. A bordo, una trentina di giovani dirigenti, e tre o quattro psicologi, che nessuno ha mai incontrato prima. Il capo del drappello si chiama Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo. È l’unico che sa dove sta dirigendosi il pullman. Continua

Sergio Marchionne
L’assemblea degli azionisti della Fiat ha approvato, a larga maggioranza, lo spin off che dà vita a due gruppi separati, Fiat e Fiat Industrial. La prima comprende il core business dell’auto (Fiat Group Automobiles, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Teksid, Comau più la parte di Fiat Power Train che riguarda l’auto). La seconda - denominata Fiat Industrial - accorpa CNH e Iveco (macchine agricole e industriali) più la parte di Power Train che si occupa dei veicoli industriali e marini. «Un’assemblea storica» l’ha definita John Elkann, il presidente, nel suo discorso di ringraziamento a conclusione dei lavori. «La nostra azienda, o meglio le nostre aziende - ha invece spiegato Marchionne - potranno muoversi a una velocità notevolmente più rapida di quanto non abbiano mai fatto». In particolare, ha sottolineato l’ad, «è un grandissimo giorno per l’Auto. Finalmente potrà decidere il proprio destino senza preoccuparsi delle conseguenze per Cnh. Deve avere la totale libertà di scegliere con chi andare avanti. Finalmente l’Auto è libera dalle escavatrici e dai trattori». Continua


di Sergio Luciano
«Mio figlio John ha una doppia qualità. È un erede e ha saputo fare carriera» dice di lui il padre, Alain Elkann. E l’interessato, parlando ai primi di luglio all’attentissima platea degli ex allievi della Bocconi, ha confermato: «Io sono presidente della Fiat per un destino, ma se sono in sella è per merito». Va tenuto d’occhio, questo giovane alto e magro, John Philip Elkann detto Jaki, 34 anni, presidente di tutto il presiedibile nelle società della galassia Agnelli: la Giovanni Agnelli & C., la Exor spa, la Fiat spa. Continua

di Ugo Bertone
Maledetto fu quel pallone cacciato dentro la porta del tribunale di Napoli dal ferroviere Luciano Moggi che si vuol travestire da conte di Montecristo. Maledette quelle bobine che scottano e che comunque obbligheranno la proprietà bianconera a fare qualcosa «per non restar prigioniera» scrive La Stampa «dell’accusa mai sopita di non avere difeso in fondo la sua ex dirigenza 4 anni fa».
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