Archivio per il tag “lavoro”

L’altra metà del Cda: donne manager in Italia, la strada è lunga

Emma Marcegaglia, numero 1 di Confindustria - Ansa

Emma Marcegaglia, numero 1 di Confindustria - Ansa

Se pensavate che bastasse una donna sulla poltrona di gran capo degli industriali italiani, quella di Confindustria occupata da Emma Marcegaglia, per parlare di parità dei sessi nel mondo dei manager italiani, vi sbagliavate. L’otto marzo nasce da una tragedia di donne lavoratrici ed è l’occasione giusta per riflettere sulle difficoltà che oggi impediscono a una donna di fare carriera come i suoi colleghi uomini. Continua

La molla nel lavoro? Non gli incentivi, ma la passione per la professione

Una foto d'archivio di un ufficio (Ansa)

Una foto d'archivio di un ufficio (Ansa)

Non è l’aumento dello stipendio, ma il progresso la vera molla che ci spinge a lavorare di più e ai massimi livelli. Continua

Disoccupati: accettare un lavoro interinale potrebbe essere una mossa sbagliata

(ANSA-ARCHIVIOGIORGIO BENVENUTIi51)

(ANSA-ARCHIVIOGIORGIO BENVENUTIi51)

Uno studio di un economista del Mit e di una sua collega dell’Upjohn Institute for Employment Research invita a valutare con attenzione i vantaggi e gli svantaggi, per una persona disoccupata, nell’accettare un lavoro temporaneo. Continua

La disoccupazione non è femmina: maschi e immigrati i più colpiti

Manifestazione di disoccupati a Napoli - Lapresse

Manifestazione di disoccupati a Napoli - Lapresse

Donne più resistenti, stranieri i più colpiti. Il momento negativo del mercato del lavoro non ha coinvolto tutti nello stesso modo. La disoccupazione è cresciuta nel 2009 superando l’8,5%, tornando ai livelli del 2004. Sono più di due milioni, dalle ultime rilevazioni, le persone in cerca di lavoro. Continua

India, l’economia quotidiana, per le strade

New Delhi, costruzione della metropolitana - (AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

New Delhi, costruzione della metropolitana - (AP Photo/Rajesh Kumar Singh)


Un operaio al lavoro in uno dei siti di costruzione della metro di New Delhi.
La preparazione della città per i Giochi del Commonwealth 2010 ha generato un enorme flusso di lavoratori migranti dagli sati vicini, in particolare per la costruzione di infrastrutture. Il Tribunale di Delhi ha recentemente chiesto al governo di vigilare sulle condizioni e i salari dati ai lavoratori, la maggior parte dei quali, tra l’altro, si muove accompagnata dai figli. (AP Photo/Rajesh Kumar Singh)
Una famiglia in una fabbrica di mattoni a Mulshi

Una famiglia in una fabbrica di mattoni a Mulshi

La grande fuga. Via dal Sud cervelli e lavoro

Grafico sull'emigrazione dal Sud al Nord Italia tratto dalla ricerca della Banca d'Italia

Grafico sull'emigrazione dal Sud al Nord Italia tratto dal paper di Sauro Mocetti e Carmine Porello per la Banca d'Italia

Le hanno raccontate in molti, le speranze frustrate dei ragazzi del Sud. Di quelli che hanno studiato e fatto le valigie, destinazione nord. Europa, o Italia. Quindi non è una sorpresa. Ma i dati esposti nello studio della banca d’Italia intitolato “La mobilità del lavoro in Italia: nuove evidenze sulle dinamiche migratorie” curato da Sauro Mocetti e Carmine Porello fanno comunque impressione. Continua

Lavoro: ecco i laureati prediletti dalle aziende

laureedi Daniela Fabbri

È più facile oggi vincere al Superenalotto che trovare un lavoro. Soprattutto se si è giovani: in Italia la disoccupazione generale è all’8,2 per cento, ma tra gli under 25 il tasso di senza lavoro schizza al 26,9 per cento. Colpa della crisi e della rigidità del nostro mercato del lavoro, che hanno avuto come primo effetto il taglio dei contratti a termine e atipici, quindi delle posizioni più spesso occupate dai giovani.
Continua

Un giovane su quattro senza lavoro. Ma la disoccupazione è sotto la media Ue

Manifestazione di disoccupati a Napoli - Lapresse

Manifestazione di disoccupati a Napoli - Lapresse

È il dazio più duro da pagare alla crisi economica mondiale. E a farne le spese sono soprattutto i giovani. La disoccupazione cresce in tutta Europa e anche in Italia, anche se la media rimane migliore rispetto all’area Euro, come sottolinea il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola: “Teniamo meglio noi e speriamo che la ripresa ci faccia dire che si possa recuperare”. Continua

Ripresa verde (speranza): il piano segreto di Bruxelles per 2 milioni di posti di lavoro

Inpianto solare in Australia

Una ricetta per migliorare lo sviluppo sostenibile del Vecchio Continente e creare 2 milioni di nuovi posti di lavoro. È questo l’obiettivo di un piano ancora allo studio della Commissione europea. Se ne parla tra i dirigenti delle principali società energetiche europee, a circa una settimana dal vertice di Copenaghen, e se ne è parlato durante un convegno sull’energia a Milano alcuni giorni fa. Continua

Crescita frenata: l’Italia prima nell’Ue per tasse su lavoro

Metalmeccanico in una fabbrica

Italia prima in Europa. Per carico fiscale sui lavoratori. Le cifre sono fornite dall’Eurostat in base al confronto effettuato sui dati relativi al 2007 (qui il .pdf). In Italia, secondo Eurostat, le tasse e i contributi sociali rappresentano il 44% del costo del lavoro contro il 42,3% della Svezia e il 42,3% del Belgio.

Dati alla mano, in Italia il carico fiscale che ricade sul reddito lavorativo nel 2007 è stato pari al 44%, in salita rispetto al 42,5% del 2006. Seconda in classifica la Svezia, 43,1%, e a seguire il Belgio, 42,3%. I livelli più bassi dell’Unione sono invece stati osservati a Malta, 20,1%, Cipro 24% e Irlanda 25,7%. Il tutto a fronte di una media dell’Ue a 27 paesi del 34,4% nel 2007, invariata rispetto al 2006.

Sul fronte delle tasse sul capitale, in Italia sono salite al 36,2% nel 2007, contro il 34,2% del 2006; ma trend in salita anche per l’Ue a 27 paesi, al 28,7% nel 2007 contro il 25,7% dell’anno precedente. Sotto la media Ue invece le imposte sul consumo, nel Belpaese al 17,1% nel 2007, inferiori al 17,4% del 2006 e al 17,9% del 2000, mentre l’Unione ha registrato rispettivamente: 22,2%, 22% e 20,9%. Prima dell’Italia troviamo Grecia, al 15,4% nel 2007 e Spagna, 15,9%. Imposta sul consumo più alta dell’Ue invece in Danimarca, nel 2007 al 33,7%, Svezia al 27,8% e Ungheria 27,1%.

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