
(Credits: MPULSIV/LAPRESSE)
Nel 2009 Giulia Buggea, imprenditrice 38ennne di Limbiate (Mi), era una disoccupata italiana come tante. Il notaio per cui lavorava, titolare di un grosso studio associato nel centro di Milano, aveva infatti deciso improvvisamente di lasciarla a casa, senza una giustificazione ragionevole. Per il suo datore di lavoro, infatti, la signora Buggea era diventata semplicemente una risorsa troppo costosa o addirittura inutile, benché occupasse una posizione di rilievo nell’organico, come responsabile dell’amministrazione e della contabilità, e avesse già alle spalle anche una lunga esperienza all’interno di una importante società di gestione del risparmio. Continua

Su Cash4books è possibile vendere i libri usati (Credits: Flickr/luiginter)
di Valentina Caiazzo
Se state riassettando dopo una festa molto alcolica e vi trovate la casa invase da bottiglie, mettetele da parte. Se all’ultimo concerto avete trovato solo biglietti di ultima fila, mentre vi rammaricate iniziate a contare le persone presenti. Se poi proprio la musica è la vostra passione, dedicate un noioso venerdì pomeriggio
a passare in rassegna brani inediti di artisti sconosciuti, magari navigando tra siti web in prova.
Nell’epoca di internet e in tempi di crisi economica, per racimolare qualche euro facile talvolta non occorre altro che un po’ di fantasia e un computer connesso alla rete. Continua

Alex Turco, designer che ha trovato fortuna a Miami (Credits: US)
Alex Turco ha 29 anni. È nato a Udine, e dal 2008 è andato a cercare fortuna a Miami. E l’ha trovata. Qui in Italia cercava di inserirsi nel mondo dell’arte e del design. Lì in America è diventato art designer di successo. La sua storia, raccontata nel reportage “Sognando Italia” (Rete4, in onda dal 26 aprile), è significativa. Perché mostra le difficoltà di crescere in un Paese bello ma a volte molto ostile come il nostro. E la forza di raggiungere il proprio obiettivo, anche se dall’altra parte dell’Oceano. Continua

L'astronauta americana Tracy Caldwell Dyson (Credits: AP Photo/Misha Japaridze)
Chi non si è sentito domandare almeno una volta, all’epoca delle elementari, la fatidica domanda “che lavoro ti piacerebbe fare da grande?” Probabilmente è una domanda che fa parte del programma scolastico, infatti solitamente era la maestra a porre questi interrogativi amletici e le risposte che arrivavano erano sempre più o meno le stesse: pilota, pompiere, astronauta, calciatore, cantante, hostess, veterinario. Questo fino a oggi. Nel futuro le cose potrebbero cambiare, e non di poco. Continua
Nel mitico film “The Blues Brothers” John Belushi deve affrontare insieme all’inseparabile fratello una situazione di estrema crisi. La vecchia fidanzata infatti, abbandonata all’altare appena prima di convolare a nozze alcuni anni prima, vuole vendicarsi dei torti subiti e minaccia i due con un fucile. Nonostante questo, il grande John sfoggia tutto il suo “fascino” e le sue doti persuasive riconquistando la promessa sposa, almeno per pochi secondi. Un esempio di gestione della crisi condotta nel modo peggiore possibile ma che ha portato all’obiettivo…sopravvivere! Continua

(Credits: Ansa/Alessandro Di Marco)
Intervenuti alla prima conferenza regionale sulla scuola, i ministri Elsa Fornero e Francesco Profumo sono stati oggetto di una pesante contestazione da parte di studenti, centri sociali, Cobas e sindacati di base.
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Un barista con una storica Gaggia da caffé negli anni '50 (Credits: LaPresse)
È vero. Saranno anche poco meno di tre milioni gli italiani che hanno rinunciato a cercare lavoro. Ma c’è anche chi, dall’altra parte della barricata, i lavoratori li cerca e non li trova. Sono le due facce di una stessa medaglia fatta di un mercato inefficiente. Che sforna professionalità in eccesso e non ne prepara altre necessarie e con un mercato. E di una popolazione italiana che, forse, in passato, è stata abituata in troppi casi a stare “seduta”.
La signora Maria, imprenditrice di 54 anni della provincia di Milano, ha telefonato nelle ultime settimane ad almeno 80 persone, tra disoccupati, lavoratori in mobilità e giovani alla ricerca di un primo impiego. Ma quasi nessuno, tra i contattati (i cui nominativi le sono stati forniti da un’associazione di categoria), si è mostrato disponibile ad andare a lavorare per lei. Continua