Leggi tutte le notizie su:


Libia

Emergenza gas: ecco perché siamo in difficoltà. E come risolvere la crisi

Un impianto Gazprom in Siberia (Credits: Imagoeconomica)

Un impianto Gazprom in Siberia (Credits: Imagoeconomica)

Prima il freddo polare che investe l’Italia e da giorni non dà tregua, poi la riduzione fino al 30% di importazioni di gas dalla Russia, infine il rigassificatore di Rovigo che va in tilt a causa del mare mosso che impedisce alle metaniere con gas liquido di attraccare. È questo il preoccupante scenario in cui il ministero dello Sviluppo economico ha deciso di attivare una prima procedura d’emergenza che prevede di far funzionare le centrali elettriche non più a metano ma con olio combustibile, il tutto per garantire le forniture di gas alle famiglie. Continua

Monti in Libia per riprendersi 4 miliardi di business

Il premier Mario Monti con il presidente del consiglio nazionale libico Abdul Jalil (Credits: Ansa)

Mario Monti con il presidente del consiglio nazionale libico Abdul Jalil (Credits: Ansa)

Capitale-e-dintorniSalvare il salvabile del “tesoro” che l’Italia aveva in Libia prima della caduta di Gheddafi. È l’obiettivo fondamentale della visita a Tripoli (la prima al di fuori dei confini europei) del governo di Mario Monti. Continua

Benzina, petrolio e accise. Ecco perché i prezzi schizzano al rialzo

(Credits: Dpa/Lapresse)

(Credits: Dpa/Lapresse)

Non bastavano i ripetuti aumenti delle accise decisi quest’anno . Ora ci si mette anche una potenziale crisi petrolifera internazionale a far schizzare alle stelle il prezzo di benzina e gasolio. Continua

Libia-Italia, ora sblocchiamo 3 miliardi di business - L’INTERVISTA

(Credits: Ansa)

(Credits: Ansa)

Solo dieci giorni fa il suo numero due ha rischiato di prendersi una pallottola in testa. Antonio De Capua, il presidente della Camera di commercio italo-libica, non ha dubbi. Dopo la morte di Muammar Gheddafi la messa in sicurezza del Paese è il primo passo. Ma poi, spingere sull’acceleratore sarà un obbligo. Così come recuperare i circa 3 miliardi di euro di business che si è fermato di colpo il 17 febbraio scorso, il primo giorno della rivoluzione libica. Continua

WikiLeaks, i francesi in Libia: «Gli affari li facevano solo gli italiani»

Il dispaccio di WikiLeaks sulle relazioni della Francia con il Nord Africa

Il dispaccio di WikiLeaks sulle relazioni della Francia con il Nord Africa

Se volete conoscere i retroscena sugli interessi francesi in Libia, basta leggere un dispaccio della diplomazia americana pubblicato da WikiLeaks il 24 marzo di quest’anno, datato 8 febbario 2010. Una «comunicazione confidenziale» a Washington da parte dell’ambasciata Usa a Parigi sulle relazioni dell’Eliseo con il Nord Africa. Continua

Chi ci guadagna con la guerra in Libia

Un broker osserva le variazioni del mercato in Borsa (Ansa)

Un broker osserva le variazioni del mercato in Borsa (Ansa)

Che le borse mondiali in genere salgano in periodi di guerra, è cosa risaputa; e anche la rivolta libica non dovrebbe sfuggire a questa tendenza. A sostegno (con numeri e dati) di quello che, purtroppo, sembra essere diventato un luogo comune della finanza, ora arrivano due studiosi italiani, Eliana La Ferrara e Massimo Guidolin, ordinari di Economia e di Finanza alla Bocconi, che hanno analizzato 101 conflitti dal 1971 al 2004 e le conseguenti reazione dei mercati. Continua

Aumenta il prezzo del petrolio: è allarme recessione?

Il petrolio in Arabia Saudita (Credits: LaPresse)

Il petrolio in Arabia Saudita (Credits: LaPresse)

L’andamento del prezzo del petrolio viene da sempre considerato un buon indicatore per prevedere future difficoltà economiche. La guerra dello Yom Kippur del 1973, la rivoluzione iraniana del 1979 e l’aumento record del prezzo del petrolio registrato nel 2008 hanno tutti aperto la strada a periodi di grandi difficoltà. Ecco perché alcuni analisti temono che l’ennesimo aumento registrato in questi giorni possa creare nuovi problemi a un mercato internazionale già instabile.

Rispetto alle difficoltà anni ‘70, dovute essenzialmente ad anomalie dell’offerta, quelle più recenti dipendono esclusivamente da un problema di domanda globale, ha confermato un economista autorevole del calibro di Paul Krugman. Dal momento che la quantità di idrocarburi presenti sulla terra è limitata, l’aumento delle importazioni da parte dei paesi in via di sviluppo sta creando scompensi difficili da eliminare.

Ma il problema del 2011, purtroppo, coinvolge sia la domanda che l’offerta. Non solo, l’aumento dei prezzi non riguarda solo il petrolio ma anche i generi alimentari, il cotone e molte materie prime in generale. Continua


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!