
Un impianto Gazprom in Siberia (Credits: Imagoeconomica)
Prima il freddo polare che investe l’Italia e da giorni non dà tregua, poi la riduzione fino al 30% di importazioni di gas dalla Russia, infine il rigassificatore di Rovigo che va in tilt a causa del mare mosso che impedisce alle metaniere con gas liquido di attraccare. È questo il preoccupante scenario in cui il ministero dello Sviluppo economico ha deciso di attivare una prima procedura d’emergenza che prevede di far funzionare le centrali elettriche non più a metano ma con olio combustibile, il tutto per garantire le forniture di gas alle famiglie. Continua

Mario Monti con il presidente del consiglio nazionale libico Abdul Jalil (Credits: Ansa)
Salvare il salvabile del “tesoro” che l’Italia aveva in Libia prima della caduta di Gheddafi. È l’obiettivo fondamentale della visita a Tripoli (la prima al di fuori dei confini europei) del governo di Mario Monti. Continua

(Credits: Dpa/Lapresse)
Non bastavano i ripetuti aumenti delle accise decisi quest’anno . Ora ci si mette anche una potenziale crisi petrolifera internazionale a far schizzare alle stelle il prezzo di benzina e gasolio. Continua

(Credits: Ansa)
Solo dieci giorni fa il suo numero due ha rischiato di prendersi una pallottola in testa. Antonio De Capua, il presidente della Camera di commercio italo-libica, non ha dubbi. Dopo la morte di Muammar Gheddafi la messa in sicurezza del Paese è il primo passo. Ma poi, spingere sull’acceleratore sarà un obbligo. Così come recuperare i circa 3 miliardi di euro di business che si è fermato di colpo il 17 febbraio scorso, il primo giorno della rivoluzione libica. Continua

Il dispaccio di WikiLeaks sulle relazioni della Francia con il Nord Africa
Se volete conoscere i retroscena sugli interessi francesi in Libia, basta leggere un dispaccio della diplomazia americana pubblicato da WikiLeaks il 24 marzo di quest’anno, datato 8 febbario 2010. Una «comunicazione confidenziale» a Washington da parte dell’ambasciata Usa a Parigi sulle relazioni dell’Eliseo con il Nord Africa. Continua

Un broker osserva le variazioni del mercato in Borsa (Ansa)
Che le borse mondiali in genere salgano in periodi di guerra, è cosa risaputa; e anche la rivolta libica non dovrebbe sfuggire a questa tendenza. A sostegno (con numeri e dati) di quello che, purtroppo, sembra essere diventato un luogo comune della finanza, ora arrivano due studiosi italiani, Eliana La Ferrara e Massimo Guidolin, ordinari di Economia e di Finanza alla Bocconi, che hanno analizzato 101 conflitti dal 1971 al 2004 e le conseguenti reazione dei mercati. Continua

Il petrolio in Arabia Saudita (Credits: LaPresse)
L’andamento del prezzo del petrolio viene da sempre considerato un buon indicatore per prevedere future difficoltà economiche. La guerra dello Yom Kippur del 1973, la rivoluzione iraniana del 1979 e l’aumento record del prezzo del petrolio registrato nel 2008 hanno tutti aperto la strada a periodi di grandi difficoltà. Ecco perché alcuni analisti temono che l’ennesimo aumento registrato in questi giorni possa creare nuovi problemi a un mercato internazionale già instabile.
Rispetto alle difficoltà anni ‘70, dovute essenzialmente ad anomalie dell’offerta, quelle più recenti dipendono esclusivamente da un problema di domanda globale, ha confermato un economista autorevole del calibro di Paul Krugman. Dal momento che la quantità di idrocarburi presenti sulla terra è limitata, l’aumento delle importazioni da parte dei paesi in via di sviluppo sta creando scompensi difficili da eliminare.
Ma il problema del 2011, purtroppo, coinvolge sia la domanda che l’offerta. Non solo, l’aumento dei prezzi non riguarda solo il petrolio ma anche i generi alimentari, il cotone e molte materie prime in generale. Continua