“Le Regioni impegnate nei piani di rientro dal disavanzo cumulato per la spesa sanitaria dovranno presentare atti convincenti entro il 15 giugno, altrimenti scatteranno i commissariamenti”. È il monito di Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, intervenuto al Forum PA per presentare La vita buona nella società attiva, il libro bianco sulla sostenibilità del welfare, che “avrà a valle piani di azione coerenti e illumina il nuovo piano sanitario”. Le Regioni nel mirino sono la Campania (1,25 miliardi di rosso nel 2008-2009), il Molise (133,6 milioni di scoperto nello stesso biennio), la Sicilia, con 342,3 milioni, e la Calabria, con un “buco” di 2 miliardi. “La crisi economica esalta l’accelerazione delle riforme nel Mezzogiorno e impone un maggior controllo della finanza pubblica sulle dinamiche di spesa”, sostiene Sacconi. E lancia una stoccata a Dario Franceschini, secondo il quale il Governo Berlusconi nel suo primo anno ha tagliato ben tredici miliardi di euro tra investimenti e livelli essenziali di assistenza. “Un’accusa assurda”, tuona il ministro. “Nel 2009 le risorse sono state incrementate e sono ipotizzabili 4,5 miliardi in più nel 2010-2011 rispetto al precedente patto della salute”.
Ma il Servizio sanitario nazionale è ancora sostenibile? Certamente sì, dice Sacconi, se si tiene conto della concreta politica e amministrazione delle regioni, soprattutto quelle più virtuose. In questo senso, viene in aiuto la pubblicazione di Franco Toniolo, presentato durante il convegno, sul ruolo fondamentale che le regioni hanno avuto, e hanno, per la gestione del sistema sanitario nazionale. “Un libro utile, al pari del libro bianco sul welfare, per sollecitare il risveglio di ogni cittadino per migliorare la comunità e superare la crisi che ci ha colpito”, stimola la platea il ministro.
Sacconi plaude l’intesa firmata dal suo ministero con l’associazione nazionale di categoria delle agenzie per il lavoro Assolavoro e i sindacati dei lavoratori “atipici” Nidil-Cgil, Alai-Cisl, Uil-Cpo, con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro spa. “L’intesa mira alla realizzazione di un’azione sperimentale di politiche attive e passive destinata a sostenere i lavoratori “in somministrazione”, in particolare gli over 40 eventualmente con figli a carico, che non usufruiscono di ammortizzatori sociali”, spiega Sacconi. “Si tratta di una platea potenziale di circa 31 mila lavoratori/disoccupati nei periodi di ritardo nella riattivazione delle missioni che può derivare dagli effetti della crisi economica in corso”. Al centro dell’intervento, il “patto di attivazione”, gestito dalle Agenzie e sottoscritto dal lavoratore, nel quale si definisce un percorso individuale che integra sostegno al reddito, formazione per l’aggiornamento delle competenze, proposte di lavoro e sistema sanzionatorio nel caso di rifiuto di offerte ‘congrue’. “Ai destinatari di questa azione pilota viene riconosciuto un contributo economico del valore di 1.300 euro, indicativamente pari all’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti”, precisa il ministro. Prevista inoltre l’erogazione di voucher formativi dell’importo di 700 euro per ciascun beneficiario dell’azione, disponibili presso le Agenzie di somministrazione.
Infine, una considerazione generale sul federalismo fiscale, utile in particolare per il Mezzogiorno, e che serve a offrire un sistema di servizi erogati sulla base di un’equa distribuzione delle risorse. In caso contrario, se una regione è inadempiente si ritorna alle urne e si cambiano gli amministratori in carica. “Il ministro Fitto ha giustamente sottolineato che l’evasione fiscale costa allo Stato italiano circa 127 miliardi di euro. Un rimedio a questo fenomeno diffuso che frena lo sviluppo dell’Italia potrebbe essere quello del federalismo fiscale e su questa strada si sta muovendo il Governo”, conclude. “Nei prossimi giorni il Governo prenderà in esame il codice delle autonomie per produrre un documento di sintesi; alle Regioni poi sarà inviato il testo del decreto legge. Il territorio, grazie anche al federalismo fiscale, è il luogo dove si ricompongono i servizi offerti alla persona, stimola il superamento del divario territoriale e rilancia l’unità nazionale anche dal punto di vista economico”.
- Giovedì 14 Maggio 2009
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