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Sergio Luciano
Marchionne che appoggia Luca di Montezemolo? Sì, come l’Avvocato fece con Berlusconi. Disse: “Se perde, perde lui; se vince, vinciamo tutti”». Sorride sornione Franco Debenedetti, economista, estimatore del totipotente manager italocanadese che guida la Fiat, ma osservatore disincantato. E Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino, scarpe grosse e cervello fino, quasi lo chiosa: «Non mi faccia parlare, cosa vuole che dica? Come farebbe, Marchionne, a non dire che sostiene Montezemolo visto che è stato suo presidente per tanto tempo?». Continua

L'ex Ceo di Unicredit Alessandro Profumo, il manager più pagato in Italia nel 2010 con 40,59 milioni di euro
Lo stipendio dei top manager italiani sale (+17% nel 2010, pari a 300 milioni di euro e con una media di 3 milioni), ma l’indice della Borsa scende (-11,5%), stando a un’inchiesta del Sole 24 ore. Che significa? Che a guadagnarci non sono certo coloro che si scambiano azioni a Piazza Affari; tranne i capitani delle Blue Chip, che tra stock option, stipendi e bonus vari, continuano a riempire il portafoglio, a prescindere dai bilanci e dall’andamento dei titoli. Continua

Luca Cordero di Montezemolo e John Elkann
Svolta storica alla Fiat: Luca Cordero di Montezemolo lascia la presidenza della Fiat, dopo 7 anni, a John Jacob Philip Elkann, che sarà presto alla guida anche dell’accomandita della famiglia Agnelli. FOTO
- Tags: Alfa-Romeo, chrysler, Cluadio-Scajola, Confindustria, Emma-Marcegaglia, Fiat, incentivi statali, Luca-Cordero-di-Montezemolo, panorama in edicola, Raffaele-Lombardo, Sergio-Marchionne, Termini-Imerese
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di Edmondo Rho e Renzo Rosati
Sergio Marchionne, gennaio 2009: «L’Alfa Romeo sarà certamente il nostro biglietto da visita per il mercato americano». Marchionne, luglio 2009: «Porteremo negli Usa tutte le Alfa, le venderemo attraverso la rete Chrysler. Dall’erede della 147 partirà uno sviluppo di vetture. Faremo la nuova crossover e la nuova 169. Quindi rinnoveremo tutta la gamma». Marchionne, dicembre 2009: «L’Alfa Romeo è stata reinventata troppe volte, non puoi farti cristiano ogni quattro anni. Abbiamo perso tra i 200 e i 400 milioni l’anno. Ora abbiamo due opzioni: o congelare gli investimenti dopo l’uscita della Giulietta; oppure sostituire la 159 e la 166 con berline prodotte negli Usa, su piattaforme Chrysler». Continua
Il gruppo Fs e la controllata Rfi finiscono nel mirino dell’Antitrust. Nella riunione del 2 ottobre scorso, l’Authority ha deciso di avviare un’istruttoria per verificare se abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante nei mercati nazionali dell’accesso alle infrastrutture ferroviarie, necessarie allo svolgimento del trasporto ferroviario di passeggeri, con particolare riferimento al trasporto ad alta velocità.
Il provvedimento, notificato alle due società nel corso di alcune ispezioni effettuate in collaborazione con le Unità speciali della Guardia di finanza, è stato adottato alla luce di una segnalazione della società NTV, Nuovo Trasporto Viaggiatori, la società fondata da Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle (la prima società privata in Italia a occuparsi di trasporto ferroviario) che aspira a fare concorrenza serrata alle Fs, sull’alta velocità.
Secondo la denuncia, la società RFI avrebbe posto in essere comportamenti dilatori di fronte alla richiesta, avanzata da NTV, di accesso ed utilizzo del Centro di manutenzione e delle infrastrutture tecniche dell’impianto Dinamico Polifunzionale del Nodo di Napoli e di accesso agli spazi nei fabbricati viaggiatori.
La nuova società ha pianificato di operare nel trasporto ferroviario passeggeri ad alta velocità, offrendo il proprio servizio dal primo gennaio 2011: a questo fine ha chiesto, per tempo, l’accesso alle infrastrutture di proprietà del gruppo Fs. L’istruttoria dovrà stabilire se il comportamento opposto dal gruppo Ferrovie dello Stato per il tramite della controllata RFI, Rete Ferroviaria Italiana, sia ingiustificato e idoneo a ostacolare l’ingresso di un nuovo concorrente in un mercato appena liberalizzato, favorendo la controllata Trenitalia, con pregiudizio del consumatore finale. Il procedimento dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2009.
Dal 2011 sulle linee ferroviarie ad alta velocità si potrà scegliere di viaggiare con le Ferrovie dello Stato o con Ntv (Nuovo Trasporto Viaggiatori), il primo operatore privato italiano nel trasporto ferroviario, targato Montezemolo-Della Valle. Obiettivo di Ntv, come ha spiegato Luca Cordero di Montezemolo, nel corso di una conferenza stampa, è contribuire alla crescita del sistema ferroviario, caratterizzato da basso impatto ambientale ed alta efficienza energetica, e valorizzare l’investimento di circa 40 miliardi dello Stato nell’alta velocità.
Ntv, che effettuerà il servizio viaggiatori a partire dal 2011, sarà il primo operatore al mondo a utilizzare il nuovo treno Alstom Agv, il treno ad altissima velocità (360 km/h) dotato dello stesso sistema di trazione del treno che il 3 aprile 2007 ha stabilito il record mondiale di velocità su rotaia raggiungendo 574,8 chilometri orari. A queste velocità, la Ntv prevede di acquisire una quota di mercato del 20% entro il 2015 e punta a conquistare 30 mila viaggiatori al giorno e 10 milioni all’anno.
La compagine azionaria è tutta italiana: gli imprenditori Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo e Gianni Punzo detengono, insieme, il 54,5% diviso in quote paritetiche. Intesa Sanpaolo, attraverso Imi Investimenti, ha il 21,4%, mentre le Assicurazioni Generali hanno il 16,1%. Il resto del capitale è in mano ad Alberto Bombassei (5,4% attraverso la Nuova Fourb), e Giuseppe Sciarrone (2,6% attraverso la Reset 2000). E lo stesso Sciarrone, anche in virtù della sua pluriennale esperienza nelle Ferrovie dello Stato, è amministratore delegato della nuova societa’ per il trasporto ferroviario. “Siamo imprenditori italiani, una grande assicurazione italiana, una grande banca italiana, quindi una vera impresa senza un euro di denaro pubblico”, ha specificato poi Montezemolo.
“Ci sarà una grande competizione e questo fa bene soprattutto ai cittadini che potranno scegliere”, ha detto l’ex presidente di Confidustria e attuale presidente di Ntv, presentando la nuova società.
Stessa opinione espressa dal presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà: “Oggi è una giornata positiva per la concorrenza ferroviaria, ha affermato a margine della relazione annuale dell’autorità per le Tlc.
Ntv debutterà sulle direttrici Torino-Salerno (toccando Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli), Roma-Venezia (via Firenze e Bologna) e Roma-Bari, utilizzando per la prima volta al mondo una flotta di 25 “supertreni” Agv (Automotrice Grande Vitesse) della Alstom (il contratto vale 650 milioni di euro). Confort firmato Italdesign-Giugiaro, servizi internet, news e divertimento, ciascun treno avrà 460 posti su undici carrozze e consumi energetici ridotti del 15%. Nel 2015 Ntv punta al 20% del mercato, 30mila passeggeri al giorno e 10 milioni l’anno.

Le elezioni sono state la sconfitta della “casta dei professionisti del veto”, ma anche la conferma che i lavoratori “sono molto più vicini alle posizioni degli imprenditori che a quelle dei sindacalisti”: così Luca Cordero di Montezemolo critica i sindacati. C’è la platea delle grandi occasioni per l’ultimo discorso ‘ufficiale’ del presidente uscente di Confindustria: più di duemila imprenditori, tutti i presidenti del sistema confindustriale, nomi illustri come Sergio Marchionne, Mario Drago, Roberto Colaninno, Corrado Passera, José Manuel Barroso, Gabriele Galateri di Genola. E, naturalmente, la presidente in pectore, Emma Marcegaglia.
Per Montezemolo è ora che “che il sindacato apra gli occhi e si confronti con il mondo reale, rinunciando a pratiche vecchie, come quegli scioperi rituali e inutili che ogni due anni accompagnano puntualmente i rinnovi contrattuali. Riti logori e vanamente costosi per i lavoratori e per le imprese”. Una situazione paradossale, quella della rappresentanza del lavoro, che fa sì che “i lavoratori non si sentano più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti. E sono molto piu’ vicini alle nostre posizioni che non a quelle dei sindacalisti”. Gli fa eco l’amministratore delegato di Fiat, Marchionne: riferendosi all’ultimo rinnovo contrattuale dei metalmeccanici ha sostenuto la necessità di “cambiare le regole del gioco, in fretta” perché quello è un esempio “di come non si devono fare le cose”. Ma, secondo Montezemolo, dal voto e dalla sconfitta di una sinistra definita “anti-imprese e anti-mercato” arriva un altro segnale che non si può lasciar cadere: la necessità di dare il via “ad una grande, decisa, radicale stagione di riforme”, istituzionali ed economiche. Per questo è da accogliere positivamente l’annuncio del premier in pectore Silvio Berlusconi di voler portare al primo Consiglio dei Ministri la detassazione degli straordinari. ”Non si tratta solo di un provvedimento che va nella giusta direzione ed è gradito ai lavoratori, perché ne vedono i benefici” ha commentato il numero uno di Viale dell’ Astronomia” è anche un’inversione di tendenza di fondamentale portata nel modello di relazioni industriali”. Bisogna poi mettere mano “ad una profonda riforma del welfare, con un mercato del lavoro più selettivo e flessibile”.
I sindacati sollevano gli scudi. Secca la risposta del leader della Cgil, Guglielmo Epifani: ribatte sottolineando tuttavia di non voler dare spazio a risse. “Con le sue dichiarazioni” afferma Epifani “il presidente di Confindustria sta soffiando sul fuoco di una condizione sociale molto pesante”. Parla di populismo che non serve al Paese, invece, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che proprio oggi aveva chiesto un patto di tutte le forze sociali per tracciare una sorta di avviso comune sui nodi dell’economia. Sarcastica la replica del leader della Uil, Luigi Angeletti: “Se fosse così saremmo tutti contenti. Gli industriali trattassero meglio i lavoratori, così questi saranno ancora più vicini”.