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Lufthansa

Dubai sfida l’Occidente per il monopolio dei cieli

(Credits: AP Photo/P Masclet; E'm company)

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179 scale mobili, 157 ascensori, 180 postazioni per il check-in, 2.600 posti auto: ecco alcuni servizi offerti dal terminal 3 dell’aeroporto internazionale di Dubai, il terminal più grande del mondo che, naturalmente, è ospitato dalla struttura (coperta) più grande del pianeta.

La compagnia di bandiera dell’emirato di Dubai, Emirates, pur essendo già tra le più importanti al mondo e nonostante i problemi finanziari che hanno rallentato l’economia di Dubai nel 2009, ha messo a punto un piano di espansione per trasformarsi nello snodo ideale per gli spostamenti tra Estremo Oriente e Occidente. Continua

Lufthansa, piloti in sciopero per quattro giorni - Le foto

Braccia serrate all'aeroporto di Francoforte

(Foto Ansa/EPA/BORIS ROESSLER)

Circa 800 voli al giorno saranno cancellati nel corso dello sciopero di quattro giorno dei piloti della compagnia aerea tedesca Lufthansa cominciato a mezzanotte, dopo i falliti tentativi nel weekend di raggiungere un compromesso. LE FOTO

Lufthansa: vi darei Linate-Roma a 49 euro

Lufthansa: vi darei Linate-Roma a 49 euro

Lo schema non è quello dei voli low cost, ma poco ci manca: la Lufthansa fa viaggiare a 49 euro i passeggeri sulle rotte europee e vorrebbe applicare la stessa tariffa sul collegamento Linate-Fiumicino, rompendo il monopolio dell’Alitalia. Ma la partita è solo all’inizio:

Continua

La partenza lenta di Cai: Compagnia Aerea In ritardo

aliferma

“Per un mese, dal 27 febbraio al 28 marzo, abbiamo messo sotto esame la tratta Roma-Milano. A volte i voli cancellati sono stati 9 su 88. L’Alitalia dice che sul territorio nazionale le cancellazioni sono state meno del 2 per cento del totale. Ma qui, sulla tratta più importante per il Paese, si è superato anche il 10. E non va bene”. Il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, uno dei politici più rappresentativi della Lega, ci tiene a non sollevare polveroni sulla nuova Alitalia. “Ho voluto solo segnalare questo problema” spiega a Panorama. “Non sono pentito. Ho approvato il decreto che prevede per tre anni la protezione dall’Antitrust. Era necessario. Ma chi esercita quello che è diventato una specie di monopolio temporaneo ha una responsabilità in più: il servizio deve essere soddisfacente”.
L’efficienza prima di tutto. Senza se, senza ma e, per una volta, senza troppe divisioni tra maggioranza e opposizione. Anche il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, Pd, polemizza sul monopolio nella rotta Milano-Roma e racconta le disavventure vissute in aeroporto dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, del Pdl, e dal segretario del Pd, Dario Franceschini.
Non c’è più dubbio, insomma: i primi mesi di vita della nuova Alitalia, presa in carico dalla cordata di imprenditori privati guidati da Roberto Colaninno, sono stati a dir poco travagliati, con ritardi, cancellazioni, intoppi. E se all’inizio ha prevalso l’indulgenza, ora tutti desiderano capire se le disavventure imposte ai viaggiatori siano state incidenti di percorso, il sintomo di un problema strutturale o qualcosa di diverso.
Tra il pubblico, per esempio, si è diffuso il sospetto che molti voli siano stati accorpati per riempire meglio gli aerei. L’ipotesi, smentita da Rocco Sabelli, amministratore delegato della nuova Alitalia, non ha trovato riscontro nei primi rapporti della Guardia di finanza all’Antitrust: finora le cancellazioni avrebbero avuto, secondo la Gdf, un andamento “random”, non sistematico. Ma il problema non cambia: dove sta l’efficienza promessa dai privati?
I dati sono significativi. Secondo la compagnia, in questi mesi sarebbero stati cancellati tra l’1 e il 2 per cento di tutti i voli previsti. Dal 2 all’8 febbraio il tasso di regolarità sarebbe sceso al 96,2 per cento a causa del maltempo. Quanto alla tratta Roma-Milano, le cancellazioni sarebbero dipese, secondo l’Alitalia, anche dalla necessità di non accavallare a causa dei ritardi partenze fissate a distanza di 15-20 minuti l’una dall’altra.
I ritardi, in effetti, sono stati da allarme rosso. Nel primo trimestre del 2009 quelli oltre i 15 minuti negli arrivi all’aeroporto di Fiumicino, che è diventato lo scalo madre della compagnia, sono stati pari al 22 per cento dei voli, contro il 19 del primo trimestre 2008. Nelle partenze da Fiumicino i ritardi oltre i 15 minuti hanno riguardato il 44 per cento dei voli contro il 19,5 dei primi mesi 2008. E con aprile la puntualità media totale della compagnia si è assestata al 70,8 per cento.
Alcune associazioni di consumatori, come il Codacons, stanno preparando una richiesta di risarcimento. Altre stanno per ricorrere contro il monopolio sulla rotta Milano-Roma.
Che cosa non ha funzionato? E, soprattutto: ci sono prospettive migliori? I guai sono nati da alcuni nodi venuti tutti insieme al pettine. Il primo riguarda l’efficienza dei servizi di terra, gestiti dalla nuova Alitalia a Fiumicino. Vito Riggio, presidente dell‘Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, di fronte all’accumularsi delle notizie, e in vista della relazione che dovrà presentare sul settore aereo giovedì 14 maggio alle Camere, ha avviato un confronto tecnico con la compagnia. Ma su questo punto ha già le idee chiare: “Se grosso modo un volo su quattro è in ritardo, c’è qualcosa che non va. E il problema riguarda Fiumicino”. Spiega Riggio: “Se i primi aerei da Fiumicino partono in orario e poi, quando ritornano sullo scalo romano, c’è un ritardo sulle partenze, questo vuol dire che non sono efficienti il normale avvicendamento, le pulizie, lo scarico dei bagagli, i rifornimenti, il catering, insomma ciò che serve per far ripartire un aereo”.
Dice Riggio a Panorama: “Le compagnie low cost ci mettono al massimo 35 minuti, l’Alitalia tra i 40 e i 50. Non va bene. La puntualità delle low cost è del 98 per cento. E allora, siccome siamo il paese più aperto, tranne che sulla tratta Milano-Fiumicino, questo è un problema: l’Alitalia deve poter reggere la concorrenza”.
L’efficienza dei servizi di terra a Fiumicino è dunque il primo punto. In Alitalia lo sanno, la compagnia ha avviato la rinegoziazione dei contratti di handling. E ha messo nel conto malumori, proteste, ripercussioni. Ma spera di superare l’ostacolo man mano che si andrà a regime.
Il secondo nodo riguarda l’integrazione fra Alitalia e Air-One. Dice ancora Riggio: “Hanno fatto l’integrazione degli aeromobili, ma non degli equipaggi. Così l’equipaggio deve essere tutto Alitalia o tutto AirOne. Con la conseguenza di ritardi e anche di qualche cancellazione”. I problemi riguardano l’abilitazione all’uso delle diverse macchine, la formazione, l’uniformità di trattamento.
La vetustà degli aerei è il terzo punto caldo: ogni mese entrano in funzione due nuove macchine, ma intanto vola una flotta che ha i suoi anni.
L’Alitalia sta inoltre procedendo all’armamento delle diverse basi in Italia: Torino, Napoli, Catania e Venezia, oltre Roma e Milano. Il progetto sulla carta era chiaro. Il trasferimento dei tecnici, degli assistenti di volo e dei piloti ciascuno sulla propria base in prospettiva deve produrre un calo dei costi e una migliore efficienza. Ma intanto ci sono le resistenze, come indica il racconto di Sabelli: “Il 29 marzo abbiamo trasferito una cinquantina di manutentori da Roma nelle quattro sedi. Una parte non voleva il trasferimento, alcuni si erano messi in malattia, generando una solidarietà che ci ha messo in difficoltà”.
Infine, i prezzi. Secondo il sito Volaregratis l’Alitalia pratica rincari pesanti nelle tratte dove non ha concorrenti, come quella per Lametia Terme. La compagnia ha risposto indirettamente presentando all’Enac un dato generale: il prezzo medio dei biglietti è calato del 10 per cento rispetto al 2008.
Insomma, i problemi sono numerosi e si mischiano a timidi progressi. Oltre il 65 per cento dei posti oggi è occupato. Non solo, l’Alitalia affronta la crisi dell’economia con la ristrutturazione già fatta e un basso prezzo dei carburanti, mentre le altre compagnie vedono crollare i ricavi e devono tagliare posti di lavoro. Colaninno e Sabelli ostentano dunque ottimismo. Ma la verità è che quattro mesi non bastano per avere un responso. Bisognerà aspettare almeno giugno, luglio e agosto per cominciare a capire davvero le chance della nuova compagnia.

I ritardi Alitalia a Fiumicino

Il VIDEO servizio:

Lufthansa, da Malpensa decolla la sfida alla Air France

Indicazioni per Lufthansa

Gigante, pensaci tu. Come in uno spot di successo di anni fa, l’aeroporto di Malpensa si affida alla forza della Lufthansa per cercare di diventare ciò che doveva essere e non è mai stato: un grande hub europeo, lo scalo di riferimento della parte più ricca d’Italia. La compagnia tedesca non resta insensibile e risponde alla richiesta di aiuto di Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, la società dello scalo varesino e di Linate, intensificando gli sforzi verso l’Italia.
Passo dopo passo, la Lufthansa sta entrando nel mercato italiano con l’obiettivo di farsi trovare pronta nel momento in cui il traffico aereo riprenderà a tirare, convinta di dover combattere proprio da noi buona parte della partita contro l’Air France per la leadership continentale. I francesi sono in evidente vantaggio avendo acquisito il 25 per cento del capitale dell’Alitalia ed essendo entrati con tre consiglieri nel consiglio della compagnia, con l’intenzione malcelata di controllare prima o poi l’azienda ora in mano a Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Ma i tedeschi non mollano.
La collaborazione tra la Sea e la Lufthansa è stata tutta un crescendo dopo i primi timidi contatti dell’ottobre 2007, in seguito al precipitoso abbandono da parte dell’Alitalia dello scalo varesino. Oggi i tedeschi sono in pratica impegnati su tutto il fronte dei voli con tre società distinte, dal trasporto passeggeri al cargo, alle manutenzioni. Come dice a Panorama Karl Ulrich Garnadt, membro del board della compagnia tedesca, i collegamenti per Bruxelles da due diventano tre mentre per Londra Heathrow i voli sono già passati dai quattro iniziali a sei. Da aprile, inoltre, vengono aperte tre nuove rotte interne da Malpensa per Roma, due collegamenti per Napoli e uno per Bari.
Per coprire queste tratte saranno aggiunti due aerei A 319 ai sei che già hanno base nello scalo lombardo. Anche l’organico della Lufthansa Italia sarà aumentato in tempi brevi assumendo circa 200 persone tra piloti e personale di bordo che si aggiungono ai circa 2 mila dipendenti attuali.
Per quanto riguarda le merci, un mese fa sono partiti i primi due voli bisettimanali della Lufthansa Cargo da Malpensa per New York e Chicago.
Nel settore della manutenzione, infine, i tedeschi hanno fondato una terza società, la Lufthansa Technik, che dopo avere affittato dalla Sea l’hangar un tempo occupato dall’Alitalia ora lavora sui propri aerei e anche per conto terzi.
Il progetto della Lufthansa è di italianizzarsi, trasformando la società dei voli costituita a fine novembre 2008 in una compagnia nazionale a tutti gli effetti attraverso l’acquisizione del certificato di volo italiano (Aoc). Con l’obiettivo di accrescere la presenza sui collegamenti interni, compreso il Milano-Roma, e incrementare la già fitta collaborazione con la Star Alliance (Singapore Airlines, Thai, Air China, Us Airways) per il “feederaggio” italiano, con l’uso di Malpensa come scalo per passeggeri in transito verso altre destinazioni intercontinentali.

La nuova Alitalia e la vecchia battaglia degli slot di Linate e Malpensa

Un aereo pronto al decollo
Viaggiando da Milano verso l’aeroporto di Linate è impossibile non notarli: i cartelloni pubblicitari della Air Italy sono ovunque. Un’hostess in divisa rossa sorride a fianco del logo della compagnia fondata dal comandante Giuseppe Gentile nel 2005, sulle ceneri di Air Europe. A destra, l’offerta: “Voli da Linate a Bari e Napoli per 57 euro”.
Offerta destinata a sbiadire con i cartelloni, se il Tar del Lazio bloccherà le speranze di Gentile di poter fruire degli spazi liberi nell’aeroporto cittadino milanese. L’Enac aveva comunicato alla compagnia “l’interdizione a partire dal 12 gennaio,a causa della scadenza dell’autorizzazione provvisoria per l’utilizzo degli slot (gli spazi orari per il decollo e l’atterraggio) rilasciati dall’ente durante le festività invernali”. Spazi e orari che erano liberi perché temporaneamente non utilizzati da Alitalia. Air Italy, piccola compagnia con sede a Gallarate e principali aeroporti a Verona, Malpensa e Torino aveva potuto approfittare della concessione per il periodo natalizio, riempiendo numerosi voli (”oltre 8mila passeggeri”, dichiarano). E sperava di poter continuare.

Secondo il management dell’aerolinea, infatti, la capacità di Linate è sottoutilizzata: la scomparsa di AirOne, confluita in Alitalia, ha portato a una riduzione di voli complessiva del 30%. Ma l’Enac non ha sentito ragioni: gli slot spettano a Cai e bisognerà verificare se li riempirà effettivamente o no. E così Gentile dovrà attendere il pronunciamento del Tar, atteso per il 22 gennaio. Nel frattempo, cercherà soluzioni alternative per i passeggeri che hanno già prenotato voli da Linate “Ci prenderemo cura di loro, nessuno resta a terra” assicura il direttore responsabile Alessandro Notari.
Il caso dell’aerolinea di Gallarate è emblematico: sul mercato interno dei voli si sentirà l’impatto della nuova Alitalia, battezata in volo questa mattina. Nell’aeroporto milanese Cai controlla 100 bande orarie (70 con Alitalia e 30 con AirOne) su un totale di 120. ”Ora per Cai è venuto il momento della vera concorrenza e il governo deve garantirla, devono sparire i privilegi” ha affermato ieri il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, in un’intervista a Telelombardia. Ma le dimensioni contano e l’ingresso di AirOne in Cai ha di fatto eliminato il principale concorrente interno. Non è solo il Financial Times a definire il risultato: “Un mercato domestico del traffico aereo meno competitivo, con biglietti più costosi, e un ingente debito a carico degli italiani”.

Secondo uno studio di Adusbef “i prezzi che verranno praticati dalla nuova Alitalia per collegare Milano e Roma sono di gran lunga superiori a quelli richiesti dai principali vettori europei per collegamenti simili, cioè voli della durata di un’ora circa fra due delle principali città del Paese”. Dai dati riportati dall’inchiesta dell’associazione, il volo italiano costa “il 180% in più di quanto richiesto da Lufthansa per collegare Monaco e Berlino-Tegel, il 150% in più di quanto chiede Iberia per Madrid-Barcellona, il 42% in più di Londra-Manchester con British Airways. Il volo Roma-Milano costa il 13% in più anche di Parigi-Lione con i partner di Air France”.
La questione della concorrenza e della liberalizzazione degli slot, soprattutto da Malpensa, è stata considerata cruciale da tutti i politici lombardi, quando ormai era chiaro che il partner straniero della compagnia di bandiera sarebbe stato Air France-Klm.
Ma anche per i concorrenti lo scalo lombardo potrebbe essere più sfruttato: Eurofly (gruppo Meridiana) ha chiesto all’Enac, ai Ministeri dei Trasporti, degli Esteri e dello Sviluppo Economico di essere autorizzata ad operare, da Milano Malpensa, quattordici nuovi collegamenti internazionali ed intercontinentali, per un totale di 37 frequenze settimanali. “Il nuovo assetto di Alitalia non assicurerà più concorrenza. La concorrenza deve farla il mercato” ha commentato Giuseppe Russo, vicepresidente esecutivo di Eurofly, nel giorno del debutto della nuova Az. “Sussidi non ne vogliamo, perché siamo società private” ha aggiunto Russo, “Ma se, ad esempio, in un aeroporto, su 100 slot 97 sono in mano ad un unico soggetto, allora non ci sentiamo tutelati”.
Per ora, l’emendamento ribattezzato “Salva Malpensa”, inserito su pressione della Lega nel Dl anticrisi, prevede una sorta di liberalizzazione degli spazi orari attraverso la definizione di ”nuovi accordi bilaterali”. In attesa del perfezionamento degli accordi si rilasciano ”autorizzazioni temporanee” ai vettori che ne fanno richiesta, di validità non inferiore a ”tre stagioni Iata”.
Ad approfittare del mercato “padano” ci prova anche Lufthansa, che, sfumata l’ipotesi di un ingresso in Alitalia, nel frattempo ha lanciato lo scorso 26 novembre la nascita di Lufthansa Italia. Il presidente dell’aviolinea tedesca Mayrhuber ha deciso di investire in un’area da sempre considerata strategica, con l’ipotesi di fare di Malpensa l’ Hub “meridionale” dopo Zurigo, Monaco e Francoforte. Per ora, le tratte annunciate da Lufthansa Italia lo scorso novembre saranno tutte rivolte verso l’Europa (quindi già liberalizzate): Barcellona, Parigi, Bruxelles, Budapest, Bucarest e Madrid. Ma al momento dell’annuncio i tedeschi pensavano ancora di poter dire la loro sul futuro di Alitalia, mentre adesso si apre una nuova fase, quella della concorrenza e della battaglia per gli slot di Malpensa. E per i cieli della penisola.

Il VIDEO servizio:

Alitalia pronta al decollo con Air France. Ma Lufthansa non è fuori

Due aerei dell'Alitalia e di Air France

Non si arrende, Letizia Moratti. E continua a difendere Malpensa e l’Expo. Come spiega in 1/2 ora a Lucia Annunziata, “Io mi batto fino in fondo per ciò in cui credo, poi le battaglie si possono vincere o perdere”. Forse anche pareggiare. Così avanti tutta per gli aeroporti di Milano (”più tempo per valutare la proposta di Lufthansa, liberalizzazione della tratta Linate-Roma”) e per l’Expo 2015 (”l’importanza è stata sottovalutata”). Palazzo Marino è azionista di maggioranza di Sea, la società di gestione degli scali milanesi, e il consiglio comunale, guidato dall’azzurro Manfredi Palmeri, medita di organizzare una seduta a Malpensa.
Ad alimentare le speranze del sindaco milanese (oltre che le proprie) c’è anche Lufthansa. Che si dice non ancora fuori dalla partita per Alitalia. “In queste ore siamo ancora in contatto con i vertici di Cai, esattamente come lo eravamo la scorsa settimana”, annuncia al quotidiano online Affaritaliani.it Claudia Lange, portavoce corporate della compagnia aerea tedesca. Che precisa: “Il mercato italiano, come dimostra Lufthansa Italia operante da Milano, è per noi decisamente interessante e molto importante”

Quindi il conto alla rovescia per il decollo della “Nuova Alitalia” potrebbe allontanarsi. Se tutto dovesse proseguire secondo gli accordi fino a questo momento stipulati, martedì 13 alle sei del mattino il volo Az205 in partenza da Londra Heathrow per Roma, dovrebbe dare inizio ai collegamenti della nuova compagnia di bandiera italiana. A mettere in dubbio ora e data di decollo dell’aviolinea nata dal matrimonio tra la “moribonda” Alitalia e l’Air One sono i lavoratori e i sindacati: sia gli autonomi del Sindacato dei lavoratori (SdL) sia le quattro organizzazioni di categoria aderenti a Cgil, Cisl, Uil e Ugl. È questo l’ultimo ostacolo all’inizio delle operazioni del nuovo vettore dopo l’approvazione dell’emendamento “salva Malpensa” che sembra aver risolto il problema dello scalo milanese e del suo sviluppo a prescindere dalle scelte della nuova aviolinea che ha definito come base per i voli internazionali lo scalo romano di Fiumicino.

Sul fronte dei rapporti sindacali, i problemi nascono in relazione alle assunzioni del personale dalla vecchia Alitalia e all’outsourcing di alcuni servizi come le pulizie. Il fronte dei lavoratori non è comunque omogeneo: da una parte ci sono i “duri e puri” del Sdl che hanno già proclamato assemblee e scioperi, dall’altra le quattro organizzazioni aderenti alle grandi confederazioni sindacali che continuano a trattare pur manifestando forti critiche nei confronti della “nuova Alitalia”. Per quanto riguarda il Sindacato dei Lavoratori (SdL), sono già in programma una serie di proteste: una manifestazione per martedì 13 Gennaio e uno sciopero di 4 ore, dalle 10.00 alle 14.00, del 19 gennaio. Sul versante confederale, in attesa del nuovo incontro previsto per oggi, c’è una tregua anche se Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti, minacciano di boicottare il debutto del nuovo vettore. Nel corso delle trattative proseguite fino a sabato scorso, le quattro organizzazioni hanno contestato i criteri di assunzione del personale che, per fini economici, privilegerebbero i più giovani. Gli stessi rappresentanti dei lavoratori non intendono accettare l’affidamento all’esterno di alcuni servizi che lascerebbero fuori dalla nuova azienda un centinaio di ex dipendenti di Alitalia Airport e altrettanti della manutenzione.

La cronaca di questo fine settimana registra una soluzione definitiva, almeno apparentemente, sulla questione Malpensa che divideva la stessa maggioranza di governo. La notte di venerdì la commissione bilancio della Camera ha infatti approvato un emendamento al decreto anticrisi. Emendamento definito “Salva Malpensa” che, andando incontro alle richieste della Lega Nord e di settori della maggioranza particolarmente legati alle sorti dello scalo varesino, impegna il governo a rinegoziare gli accordi bilaterali con alcuni paesi extracomunitari in modo da favorire la nascita di nuovi collegamenti internazionali con lo scalo lombardo. Lo stesso emendamento prevede che l’Enac rilasci autorizzazioni per non meno di 18 mesi: si passa da una prassi concessoria di deroga discrezionale ad una automatica che può arrivare fino a tre anni. Ma la “pax” su Malpensa non elimina il contenzioso aperto dalla Sea, la società di gestione dello scalo lombardo, contro l’Alitalia. La società guidata da Giuseppe Bonomi, secondo quanto riferisce un autorevole quotidiano economico, sta per riattivare la causa risarcitoria da 1,25 miliardi di euro intentata la scorsa primavera contro la fuga di Alitalia da Malpensa e poi sospesa a novembre dal tribunale di Busto Arsizio per via del fallimento della vecchia Magliana.

Lunedì 12 sarà comunque una giornata importante per il decollo della nuova aviolinea: alle 9 le quattro sigle sindacali aderenti alle grandi confederazioni incontreranno la Cai alla ricerca di una soluzione dei problemi irrisolti, “mine” che, se non venissero disinnescate, potrebbero pregiudicare lo stesso debutto della Nuova Alitalia, come ha avvisato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che in una trasmissione televisiva ha affermato, senza mezzi termini : “Stiamo ancora litigando con Cai, non applica gli accordi”. Il secondo appuntamento importante di lunedì prossimo è il consiglio di amministrazione del nuovo vettore che dovrà decidere se accettare - come è molto probabile - l’offerta del gruppo Air France-Klm che intende assumere il 25% del capitale per una somma, che secondo indiscrezioni, è prossima ai 310 milioni di euro.
E a fine giornata ci dovrebbe essere il “closing” ufficiale: vecchia e nuova Alitalia si incontreranno nella sede dell’Enac a Castro Pretorio per la firma del contratto di cessione degli asset. In quella sede, l’authority dovrebbe rilasciare il certificato di operatore aereo e la licenza di vettore per l’inizio delle operazioni della nuova società. E per l’Enac sarà una lunga notte: una squadra di 50 ispettori, a cavallo tra tra il 12 e il 13, sarà impegnata nelle procedure di autorizzazione e certificazione assicurativa dei velivoli della nuova compagnia, un lavoro che potrebbe durare anche 7-8 ore.
Insomma, se tutto va bene, alle sei di mattina di domani, il volo AZ205 in partenza da Londra per Roma dovrebbe inaugurare la storia della nuova compagnia di bandiera nazionale mettendo fine ad un lungo travaglio.

Il FORUM dei lettori: “Ma non era meglio 3 miliardi di euro fa?”


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