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Il ministro del Welfare Elsa Fornero (Credits: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)
TUTTO SULLA RIFORMA DEL LAVORO
Appuntamento alla prossima settimana. Il ministro Fornero ha intenzione di incontrare presto tutti i sindacati in sede collegiale per poter tirare le fila di una possibile riforma del mercato del lavoro. Con gli incontri di ieri sera con la Uil e di stamane con l’Ugl, si sono infatti esauriti gli appuntamenti bilaterali che il ministro ha voluto per mettere a fuoco le proposte di ciascuna sigla sindacale. Domani invece sarà il turno di Confindustria che per bocca del presidente Marcegaglia esporrà il punto di vista degli imprenditori. Continua
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Raffaele Bonanni (Cisl), Susanna Camusso (Cgil) e Luigi Angeletti (Uil) (Credits: Imagoeconomica)
TUTTO SULLA RIFORMA DEL LAVORO
Contratto unico, modifiche al regime degli ammortizzatori sociali e nuove regole sui licenziamenti. Saranno questi tre temi a tenere banco nei tavoli di confronto tra governo e sindacati, che si apriranno la prossima settimana in vista della riforma del mercato del lavoro. Continua
Si svolgerà oggi alle 15 nei locali della mensa centrale di Alitalia, all’aeroporto di Fiumicino, l’assemblea di tutto il personale della compagnia organizzata da Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl e Cub Trasporti, le sigle sindacali che non hanno firmato l’accordo. Stando a quanto riferito da alcuni sindacalisti, nello scalo romano, all’assemblea si prevede già una forte partecipazione sia dei dipendenti di terra sia del personale di volo. Al centro del dibattito il Piano Fenice sottoscritto dai sindacati confederali e da Ugl, che a detta del ricostituito ”Fronte del No”, che si riferisce in particolare all’accordo su contratti e selezione del personale per la nascita della Nuova Alitalia, non rispetterebbe l’accordo siglato a settembre a palazzo Chigi.
“Penso che alla fine il buonsenso prevarrà. Non c’è alternativa se non quella che il commissario Fantozzi porti l’azienda al fallimento, la liquidi letteralmente”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, intervistato da Maurizio Belpietro nel corso del programma Panorama del giorno di Canale 5. “Quindi questa intesa evita la distruzione dell’azienda e la perdita di tutti i posti di lavoro. Cosa accadrà dopo il fallimento che ognuno se lo può immaginare o sperare ma sarà sicuramente una soluzione molto peggio di quella attuale. Se il fallimento fosse stata la soluzione migliore l’avremmo fatta fallire subito” Il leader Uil si dice fiducioso sul futuro della compagnia. “Assolutamente. Penso che appena risolti tutti gli altri aspetti, che ovviamente non dipendono da noi, l’azienda sarà pronta a partire cioé a riassumere tutte le persone che abbiamo convenuto e, torno a ripetere, siccome non sono tutti, la selezione sarà fatta secondo alcuni criteri, ma le assunzioni non possono che essere individuali. Ognuno di noi è stato assunto per nome e cognome; non siamo mai stati assunti in blocco e questo da nessuna parte”.
Il leader Uil spiega poi il ruolo decisivo di Gianni Letta nella trattativa con Cai per Alitalia. “Noi siamo arrivati all’ultimo appuntamento utile dal punto di vista temporale perché la Cai facesse l’offerta e ovviamente abbiamo deciso di affidare al sottosegretario Letta la soluzione di tutti quei nodi che nei contratti non siamo riusciti a sciogliere.
Per cui ogni qualvolta ci sarà una diversa interpretazione tra noi e l’azienda su quale sia esattamente la soluzione da adottare, noi andremo da Letta e Letta ci dirà qual è la soluzione”.
Alla luce della posizione di chiusura della Cgil, sulla trattativa relativa alla riforma dei contratti, “Confindustria valuterà l’ipotesi di firmare un accordo senza la Cgil”. È quanto ha affermato il presidente dell’associazione di viale dell’Astronomia, Emma Marcegaglia, al termine dell’incontro con i sindacati. “Valuteremo” ha spiegato Marcegaglia “ma non ci facciamo porre veti da nessuno. Noi abbiamo fatto passi avanti molto importanti. Cisl e Uil hanno apprezzato, la Cgil invece non si è mossa di un millimetro. Per quanto ci riguarda non ci sono margini per ulteriori modifiche”.
Il testo definitivo sulla riforma dei contratti sarà presentato alla prossima riunione tra Confindustria e sindacati. Le parti hanno fissato un nuovo incontro per il 10 ottobre, per cercare di chiudere un’intesa sulla riforma del modello contrattuale. Tuttavia, si fa strada l’ipotesi di un accordo separato, alla luce della posizione della Cgil, che ha confermato il proprio no all’impianto generale discusso oggi tra le parti. Nella prossima riunione sarà presentato un testo definitivo di riforma che accoglie le richieste sia di Confindustria che dei sindacati. Su quest’impianto, però, il leader della Cgil ha già annunciato il suo dissenso. Resta aperta l’ipotesi di un accordo senza la firma del sindacato di Corso d’Italia.
Confindustria, come ha annunciato il suo presidente, valuterà questa possibilità nei prossimi giorni, forse in una riunione straordinaria di giunta o del direttivo. Marcegaglia ha poi precisato che domani sera sarà organizzata una cena con i rappresentanti delle altre associazioni datoriali, per illustrare loro un’ipotesi di intesa.
La Cgil considera la trattativa sulla riforma del modello contrattuale “finita” ma non si alzerà ancora dal tavolo. “Resta la critica generale alla proposta di Confindustria” ha spiegato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, uscendo dall’incontro con gli industriali sulla riforma del modello contrattuale “abbiamo anche deciso, in ragione delle cose verificate stamattina, che questa fase della trattativa può considerarsi esaurita”. Epifani ha quindi aggiunto che essere presenti o meno al nuovo tavolo del 10 ottobre non è un problema: “Non ci alzeremo dal tavolo, ma per noi la trattativa è finita”. Infine, riguardo alle eventuali responsabilità su accordi separati, il leader della Cgil ha affermato: “Ripensando ai vecchi accordi separati, la responsabilità degli accordi sindacali è sempre della controparte. Se la controparte non è d’accordo non si fanno accordi separati, quindi la responsabilità sarebbe di Confindustria”.
Il VIDEO commento di Belpietro. LEGGI ANCHE: Epifani “Con Confindustria tavolo chiuso”
L’infinita trattativa per l’acquisizione di Alitalia potrebbe essere vicina a una soluzione. Le ultime aperture della Cai di Roberto Colaninno sul mantenimento degli attuali livelli salariali (in cambio di una maggior produttività) per il personale di terra e soprattutto la possibile entrata con una quota di minoranza (dal 10% fino al 20%) di uno o più partner stranieri (Lufthansa, British Airwais, Air France-Klm) hanno ammorbidito la posizione fin qui oltranzista della Cgil, che in serata, per voce del segretario Guglielmo Epifani, ha dato una disponibilità di massima a sottoscrivere l’accordo.
E i piloti… Sono arrivati a Palazzo Chigi i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per incontrare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, oltre ai ministri Sacconi, Matteoli e Scajola. Riprende così le fila della trattativa con Cai su cui, al momento, grava ancora l’incognita della posizione di piloti e assistenti di volo. Dopo il confronto informale di questa mattina, il presidente di Anpac Fabio Berti ha, infatti, opposto un “no comment” alle domande dei giornalisti, definendo “delicato” il momento della trattativa. Il leader di Avia, Antonio Di Vietri, ha rimandato ogni decisione al termine dell’assemblea prevista alle 15 a Fiumicino, aggiungendo di non aver ricevuto alcun tipo di convocazione.
La questione della licenza. Per evitare la messa a terra degli aerei, intanto, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, sta per presentare all’Enac la documentazione necessaria perché Alitalia possa continuare l’attività operativa sino al 30 settembre, senza ripercussioni sull’adempimento delle prescrizioni normative aeronautiche e sul servizio alla clientela. In sostanza, cercherà di dimostrare che la situazione finanziaria è gestibile nel breve periodo (anche sospendendo i pagamenti di alcuni contratti come per esempio con gli aeroporti) e che sono state adottate le misure necessarie che riducono i voli. In caso di ritiro della licenza, il commissario ricorrerà al Tar perché il regolamento comunitario può essere disapplicato. Ma una firma dell’accordo tra sindacati e Cai scongiurerebbe questo rischio. Tutti gli occhi sono puntati su Palazzo Chigi.
È saltato il vertice tra le nove sigle sindacali dei dipendenti Alitalia che avrebbero dovuto definire già oggi una piattaforma comune da presentare alla Cai (Compagnia aerea italiana) e al governo. Alla base della decisioni dei sindacati ci potrebbe essere due ordini di ragioni: alcuni sindacati, dell’area autonoma, vogliono alzare il prezzo della trattativa nella speranza di ottenere qualcosa in più. Altri invece parlano di una semplice questione tattica legata alla necessità da parte delle organizzazioni dei lavoratori di prendere tempo e far slittare la scadenza (giovedì) chiesta alla Cai, la società che ha presentato l’offerta per rilevare una parte degli asset di Alitalia in cambio di un accordo preventivo con i sindacati. Quali siano le ragioni che hanno indotto i sindacati ad annullare l’incontro, Berlusconi è intervenuto nella vicenda per lanciare un avvertimento: se la trattativa dovesse per un “egoismo irragionevole”, il governo non potrebbe “garantire” a tutti i 20 mila lavoratori di Alitalia quanto promesso ai 3.250 esuberi previsti dal piano di salvataggio,. Ci sarebbe a quel punto una “drastica” riduzione di sostegni e rimborsi.
Intanto, in mattinata, la Guardia di Finanza è entrata nella sede Alitalia per acquisire i documenti riguardanti gli ultimi dieci anni di bilanci consolidati. L’operazione è stata disposta dalla Procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta sulla dichiarazione di insolvenza annunciata dal tribunale e resa pubblica dal commissario straordinario della compagnia Augusto Fantozzi. La Procura, che aveva aperto a inizio settembre un fascicolo senza indagati, né ipotesi di reato, vuole ora andare a ritroso per 10 anni per stabilire le cause del dissesto finanziario, ricostruire la struttura aziendale, i rapporti con i fornitori e i pagamenti.
L’arrivo alla sede della Magliana degli agenti del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha contribuito a rallentare le trattative. I contatti sotterranei fra le parti (governo, sindacati, Cai) continuano: già ieri al ministero del Lavoro e a Palazzo Chigi si sono svolte numerose riunioni separate con i sindacati confederali, le associazioni professionali di piloti e assistenti di volo nella speranza di ottenere più tempo, soprattutto per arrivare ad un’intesa sul nuovo contratto di lavoro dei dipendenti che entreranno nella nuova compagnia di bandiera.
“Per la manutenzione pesante e ordinaria auspichiamo che entrino nella società partecipata dalla nuova Alitalia anche Fintecna e Finmeccanica, oltre a qualche altro imprenditore”, ha dichiarato il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, insieme a Luigi Angeletti della Uil e a Renata Polverini dell’Ugl, esponente della linea trattativista e morbida. Secondo il quale i sindacati avrebbero anche promosso un accordo per salvare i lavoratori del servizio cargo, attraverso una società nuova partecipata. Secondo Bonanni il conto totale dei lavoratori è quindi così organizzato: “Oltre ai 3.000 esuberi e agli assunti delle aziende partecipate dalla nuova Alitalia ci sono gli oltre 13mila lavoratori che rimangono nella nuova compagnia”. Dunque mille lavoratori in più, spiega Bonanni: “Abbiamo incluso anche i 350 carrellisti della manutenzione leggera e gli amministrativi dei call center”. Bonanni ha poi aggiunto che lui aveva dato la sua disponibilità a chiudere già 15 giorni fa, “perché tra distruggere tutto e salvare l’azienda, io preferisco salvare l’azienda”.
Anche il segretario generale della Uil Luigi Angeletti parla di una “buona percentuale” di attori (tra sindacati, governo e Cai) disposti a trovare l’accordo per il salvataggio di Alitalia. “Ma non il 100%. Non so” ha detto Angeletti, “se giovedì sarà l’ultima chiamata. Ne ho sentite molte di ultime chiamate e sono un po’ scettico”. Una cosa è certa”, ha concluso, “mettere d’accordo nove sigle sindacali è un miracolo”.
A sua volta Fabio Berti, il presidente dell’Anpac, il principale sindacato dei piloti, ammette che “le posizioni sono ancora lontane” e si augura che “ci sia buonsenso da parte di tutti”. Intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del giorno in onda su Canale 5, Berti ha dichiarato che ieri che “c’è stata un’apertura sul metodo di lavoro. Il prossimo incontro tra le parti”, ha aggiunto, “si terrà probabilmente domani, mercoledì 17 settembre, prima dell’assemblea della Cai convocata per giovedì.
Intanto Lufthansa, che ieri era stata definita dal premier Berlusconi, “partner ideale” di Alitalia, prende le distanze: “Alitalia è un partner interessante, ma non nella situazione attuale, a causa della sua pessima situazione economica”, ha detto il portavoce della compagnia tedesca, Thomas Jachnow. Resta regolare anche oggi la situazione dei voli Alitalia all’aeroporto di Fiumicino. Intanto per domani è stato confermato dalla Cub Trasporti lo sciopero di quattro ore (12-16) di tutti i dipendenti del gruppo Alitalia.
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Trattative Alitalia: manifestanti in corteo a Roma
La trattativa fra governo e sindacati sul salvataggio di Alitalia è stata interrotta questa mattina alle 7,30 perché per il sindacato esistono “difficoltà insormontabili”. È quanto si legge in un comunicato a firma di Cgil, Cisl, Uil e Ugl emesso al terrmine dell’incontro al ministero del Lavoro.
I sindacati, comunque, dicono che “per senso di responsabilità si renderanno disponibili a fare un nuovo tentativo in tarda mattinata”. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, commentando la fase di stallo della trattativa, ha detto: “In questo momento è difficile fare previsioni. Le condizioni oggettive fanno temere il peggio”. A una richiesta se il commissario straordinario della vecchia Alitalia, Augusto Fantozzi, avvierà le procedure per i licenziamenti collettivi, il ministro ha così risposto: “Certamente sì perché è tenuto a farlo”. Il ministro del Lavoro fa capire che nella notte si è stati vicinissimi al fallimento delle trattative con i sindacati sul piano per salvare Alitalia: “La rottura non c’è stata” dice “solo perché alla fine è emersa un po’ di buona volontà”. La decisione di sospendere la trattativa “significa che la firma non era vicina”. Così il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, lasciando il ministero del Welfare. “Abbiamo deciso” ha spiegato “di sospendere un attimo, la trattativa riprenderà in tarda mattinata o nel primo pomeriggio.
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