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Mafia

I volti della mafia nel mondo

Domenico Oppedisano

Domenico Oppedisano

14 K, Dai Huen Jai, cartello di Tijuana, D-company: sono queste alcune delle organizzazioni criminali che continuano ad espandersi in tutto il mondo. Nelle ultime 48 ore un maxi bltz di carabinieri e polizia ha portato all’arresto di Domenico Oppedisano, il numero uno delle cosche calabresi, e di altre 300 persone. Ma la ‘Ndrangheta non è l’unica organizzazione criminale diffusa su tutto il pianeta. Certo, la cosca calabrese è una delle mafie più forti, flessibili, dinamiche e affidabili, soprattutto perché composta da affiliati legati da vincoli di sangue che, almeno sulla carta, rendono l’organizzazione più impermeabile al fenomeno dei pentiti. Ma ce ne sono tante altre molto ben strutturate.

Del resto, una classifica delle organizzazioni criminali più pericolose del pianeta diffusa da una rivista britannica ha piazzato i calabresi al terzo posto. Dopo la Solntsevskaya bratva russa e la Yamaguchi-gumi giapponese. E prima dei boss siciliani, indiani, hongkonghini e cinesi. Vediamo quali sono gli interessi, e i volti, dei boss più potenti (e pericolosi) del pianeta. Continua

Mafia spa, utile da 70 miliardi. Crescono i beni sequestrati

Blitz dei carabinieri anti mafia | (Ansa)

Blitz dei carabinieri anti mafia | (Ansa)

Se fosse un’azienda sarebbe la prima in Italia. E anche una multinazionale con investimenti in tutto il mondo, dal Venezuela alla Cina. Ma purtroppo si tratta di criminalità organizzata: la Mafia Spa ha fatturato nel 2009 135 miliardi di euro. Con almeno 70 miliardi di utile. Continua

Pochi turisti al Sud? Si chiama effetto Gomorra. I rifiuti non c’entrano

Militare di pattuglia

È la criminalità e non i rifiuti di Napoli, il maggior ostacolo allo sviluppo turistico del nostro Meridione. Almeno secondo un sondaggio di ConfesercentiSwg sul flusso turistico straniero in Italia. Solo due stranieri su dieci hanno trascorso nell’ultima estate le loro vacanze in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Ancora pochi, per l’associazione di categoria, se si pensa al potenziale turistico che potrebbe arrivare in Italia. >La “munnezza” tornata sotto controllo per ora non fa più notizia: sporcizia e rifiuti, dopo le traversie passate da Napoli, preoccupa solo l’8% dei tedeschi, il 10% dei francesi, ed appena il 2% di britannici.
Mafia e camorra, invece, pesano sulle fortune del turismo meridionale: viene considerato un ostacolo per il 60% dei francesi e il 56% dei tedeschi mentre appaiono più indifferenti i britannici, solo il 28% lo valuta come motivo di dissuasione. Ma una buona notizia c’è: chi si avventura al Sud, secondo il sondaggio di Confesercenti, ne resta affascinato, circa il 90% degli intervistati, in linea con l’indice di gradimento nazionale del 95%. Dallo studio emerge che si spingono oltre la capitale solo il 29% dei turisti tedeschi, il 24% di quelli britannici, il 16% di quelli francesi. E per questi visitatori contano la bellezza delle spiagge e del patrimonio artistico delle città meridionali.In particolare i tedeschi preferiscono la Sicilia (41%), i britannici prediligono Napoli, le isole e la costiera ( il 36% contro il 28% che va in Sicilia), mentre i francesi si dividono equamente fra interesse per la Campania (28%) e per la Sicilia (27%). Più distaccate le altre mete, con tedeschi in maggioranza in Sardegna e Puglia (10%) rispetto a britannici (9% verso l’isola, 3% sulle spiagge pugliesi) e francesi (5% in Sardegna, 1% in Puglia). La città più amata da tutti, Napoli.
C’è quindi un bacino di circa il 70 - 80% di turisti stranieri che ancora manca all’appello, anche perché la pubblicizzazionde all’estero delle regioni meridionali è molto bassa se non addirittura assente. Ci si aggrappa ancora al buon passaparola tra i parenti e amici: il 23% dei tedeschi ha dichiarato di essere venuto in Italia su suggerimento di amici o familiari, così come il 21% dei sudditi di Sua Maestà e il 20% dei francesi.
E c’è la televisione, circa il 20% dei turisti stranieri si sono fatti un’idea dell’Italia guardando programmi o film. In ultimo, c’è internet: il nostro paese è risultato, infatti, tra i più cliccati in Europa, al quale accedono il 14% di tedeschi, il 15% di britannici, il 12% di francesi.
Per questo la Confesercenti ha lanciato “la proposta di una serie di campagne pubblicitarie per fare conoscere ed apprezzare il Sud all’estero. E’ indispensabile inoltre far partire un portale internet capace di attrarre le diverse fasce di turismo internazionale. Ma serve anche una nuova capacità progettuale di istituzioni, enti locali ed associazioni per realizzare una accoglienza del turismo straniero in grado di destagionalizzare gli arrivi e di prolungare quindi la stagione turistica di massa”. Le carte vincenti le sappiamo tutti: sole, arte e bellezze naturali. “Questo fascino richiama l’esigenza di destagionalizzare il turismo” dicono quelli di Confesercenti, “utilizzando le condizioni particolari della posizione climatica e la grande offerta sul piano culturale che non difettano certo alle regioni meridionali”.
E per avere più turisti, secondo la ricerca, il Sud dovrebbe essere promosso all’estero in modo migliore: circa l’11% di britannici, tedeschi e francesi dichiara di non avere informazioni utili a poterlo scegliere come meta di una vacanza. Considerevole anche la quota di chi dichiara di non essere interessato ad una visita: a quasi due europei su dieci una vacanza a Napoli o a Palermo non interessa affatto.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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