Leggi tutte le notizie su:


magna

Contro Fiat: i russi di Gaz e la canadese Magna preparano un’offerta per Opel

opel
Ad aprile sulla stampa tedesca è apparsa la notizia che insieme con l’azienda austro canadese Magna, la russa Gaz  fosse interessata all’acquisto di Opel . Il gruppo automobistico russo (concorrente di Autovaz) ha smentito seccamente il suo convolgimento. Ma lunedì il ministro dell’economia dellaTuringia, Jürgen Reinholz, ha dichiarato che la banca russa Sberbank, Gaz e Magna  stanno preparando l’offerta per Opel.
Da indiscrezioni della stampa, questo consorzio prevederebbe il 31 per cento ai russi e il 19,1 ai canadesi.
Il produttore di componenti d’auto Magna ha confermato i colloqui per un eventuale ingresso nel capitale della Opel. Sono in corso colloqui con “la Opel, la General Motors e le autorità in Germania”, ha reso noto il gruppo in un comunicato. L’obiettivo è di trovare “potenziali alternative per il futuro della Opel, inclusa una possibile acquisizione di una quota di minoranza da parte della Magna”, spiega la nota, sensa alcun riferimento ai russi.
Il colosso di credito russo, il primo in assoluto in Russia e in tutta la zona Csi, non commenta i rumors.
Non commenta ufficialmente (ma non smentisce questa volta) neanche Gaz. Ma sul sito del settimanale russo Expert si parla della possibile fonte nella società automobilistica russa: “Probabilmente si tratta del nostro azionista di maggioranza, il miliardario Oleg Deripaska”. La “fonte” invece è scettica sul coinvolgimento della banca russa. “Noi abbiamo appena concluso accordi con Sberbank per il finanziamento del nostro debito. Abbiamo tante altre cose alle quali pensare.”
Il gruppo Gaz ha un grosso debito, quasi 45 miliardi di rubli (circa 1 miliardo di euro), e non ha liquidi. Le vendite nel primo trimestre sono scese del 60 per cento a 12.870 auto (Opel ha segnato un meno 49 per cento, con 11.945 auto). Al momento il governo ha deciso solo aiutare Autovaz, e sta negoziando ancora con Gaz. Quindi se Gaz parteciperà con la sua offerta, sarà senza dubbio con la benedizione del governo russo, e di Vladimir Putin.
Armin Schild, membro del board del Opel, ha detto “per opinione dei sindacati della compagnia la proposta dei russi è più convincente”. Ma per gli analisti russi, un’operazione del genere sarebbe “una pazzia” per Gaz. Per Elena Sakhnova del VTB Capital, “Gaz ha già fallito in due progetti internazionali, con i modelli Volga Siber e Maxus. Quindi dovrebbe scordare la sua ambizione per le auto, e concentrarsi sul suo business principale, i furgoni”.

LEGGI ANCHE: Marchionne: “Sarò Ad di Chrysler” - Su Opel Berlino apre alla Fiat

Il VIDEO servizio:

Opel nel mirino della Fiat. Montezemolo: “È il partner ideale”

Accordo Fiat
L’accordo con Chrysler mette il turbo al management della Fiat. L’operazione conclusasi questa settimana è stata salutata anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come un successo del Lingotto. Che adesso mira a nuovi orizzonti. L’interesse per Opel (controllata dal gigante in crisi americano General Motors) non è una novità delle ultime ore. Già la settimana scorsa alcune voci molto critiche sulla casa torinese si erano fatte sentire dalla Germania: il commissario Ue all’industria Verheugen aveva mostrato il proprio scetticismo sulle possibilità di ”Un’azienda fortemente indebitata come la Fiat” di mandare in porto due trattative di questa portata, mentre il presidente della Confindustria tedesca aveva auspicato “un ritorno a trattative private”. Prudenze e scetticismi criticati dalla presidente della Confidustria italiana Emma Marcegaglia che aveva parlato di “grave ingerenza” a proposito delle dichiarazioni di Verheugen.
Adesso però quella che sembrava un’ipotesi assume contorni ben più definiti: Sergio Marchionne, secondo il settimanale tedesco Focus, incontrerà lunedì il ministro dell’economia Karl-Theodor zu Guttenberg, e quello degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier. L’Ad della Fiat ”presenterà al governo federale un primo, grande piano”, aggiunge il giornale sostenendo che il gruppo italiano ”intende acquisire tutti gli stabilimenti tedeschi di Opel, quindi anche gli impianti a Ruesselheim, Eisenach, Kaiserslautern e Bochum, tuttavia non tutti nell’attuale dimensione”, quindi ridimensionandone alcuni. “Opel sarebbe il partner ideale per una grande Fiat” ha detto il presidente del gruppo torinese Luca di Montezemolo in un’intervista al Corriere.
Ma l’operazione si annuncia tutt’altro che facile. ”Il capo della Fiat, con i suoi piani ha finora incontrato forte resistenza nella politica tedesca come anche fra i dipendenti di Opel”, ricorda fra l’altro la ‘Suddeutsche Zeitung’ informando che Marchionne lunedì incontrerà a Berlino anche Klaus Franz del comitato di impresa di Opel e gli alti rappresentanti del comitato stesso. Già oggi circolano voci sull’offerta di Fiat a General Motors e governo tedesco per entrare in Opel: secondo sindacalista dell’Ig Metall e componente del Consiglio di sorveglianza di Opel, Armin Schild, per diventare partner di maggioranza del gruppo tedesco la Fiat ha preparato un’offerta  “inferiore a 750 milioni di euro”.  Cifre che non sono state commentate né da Torino né da Detroit. Il caso è delicato anche dal punto di vista politico: a settembre si vota per le elezioni legislative e per la Germania l’industria automobilistica è un nodo cruciale anche dell’orgoglio nazionale.
Il ministro degli Esteri e candidato di punta del partito socialdemocratico (Spd) Frank-Walter Steinmeier ha preparato, annuncia l’edizione on line di Der Spiegel, un dossier in 14 punti per il caso Opel. Al centro, secondo il settimanale, c’è ”il mantenimento di tutti gli impianti e possibilmente molti posti di lavoro in Germania”. Gli acquirenti inoltre devono portare con loro ”esperienza nell’attuazione di piani strategici complessi e la guida di imprese globali”, specificando quali sinergie e misure di risparmio siano previste dopo l’acquisizione. Altri criteri, scrive ancora l’autorevole settimanale, sono l’assicurazione che garanzie statali non vengano utilizzate per ‘’scopi estranei” e il ”gradimento” dell’investitore da parte delle maestranze e dei concessionari Opel. Nel rivelarlo, lo Spiegel sostiene che ”il candidato con le migliori prospettive non è considerato Fiat ma il distributore di auto Magna” che intende entrare in Opel ”con il costruttore russo Gaz e la Sberbank”, un’operazione che sarebbe sostenuta anche dall’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, che ora è presidente di un consorzio per la costruzione di un gasdotto sotto il Baltico. E dal capo del sindacato metalmeccanico tedesco Ig Metall Berthold Huber.

Fiat in Russia. Per il ritorno al futuro si punta sui giovani

Il marchio della Fiat
Martedì 19 giugno, la Fiat ha annunciato un accordo di collaborazione strategica con DaimlerChrysler Truck (il maggior produttore di camion del mondo) per la produzione di motopropulsori: a partire dal 2009 il settore Powertrain Technologies (il laboratorio dei motori torinesi) della casa automobilistica fornirà circa 80 mila motori l’anno per il modello Fuso Canter della DaimlerCrysler. L’intesa durerà almeno 8 anni (dal 2009 al 2016) e il giro d’affari annuo previsto è di circa 300 milioni di euro: l’importo complessivo dell’operazione dovrebbe superare i 2,4 miliardi di euro.

Ma la strategia della Fiat passa anche oltre gli Urali. Secondo il quotidiano economico russo Vedomosti, l’azienda guidata da Sergio Marchionne vuole costruire un nuovo stabilimento per la fabbricazione di motori e due nuove linee per vetture di classe A e B. Dove? Nella storica Togliattigrad, la città nata 40 anni fa attorno alla fabbrica di automobili Vaz (Voljskij Automobilnyj Zavod): fu proprio qui che la casa torinese mise in piedi gli impianti per la produzione della Lada Zhiguli, il sogno di almeno due generazioni di russi, un modello ispirato alla Fiat 124, che è tuttora il più diffuso in Russia.

“Le due aziende hanno già un’esperienza di lavoro in comune” dice Igor Korovkin, direttore dell’Unione produttori di automobili della Russia, “perché la Vaz degli anni sessanta era in effetti una Fiat in miniatura”. Oggi la Vaz ha un accordo con la canadese Magna per la costruzione di una macchina di classe C. “Ma per le classi A e B potrebbe affiancare il Lingotto di Torino” scrive Vedomosti in un articolo titolato “La seconda avanzata della Fiat”. Che recita: “Vaz ha negoziati con il gruppo amministrato da Sergio Marchionne per comprare la licenza di una vettura giovanile da circa 5000 euro, una classe A nel tabellario ecologico. La produzione potrebbe essere di 100-150 mila automobili all’anno. E si parla anche di una classe B”.

Sul tavolo di negoziati c’è anche il progetto di una joint venture “per la costruzione di circa un milione di motori, diesel e benzina, da 1,4 e 2,2 litri. Se fosse realizzato - precisa Vedomosti - l’investimento potrebbe superare il milliardo di dollari”. La casa del Lingotto ha già una partnership in Russia con Severstal Auto. La compagnia di Vadim Shvetsov costruisce infatti la Fiat Albea e tra poco arriverà in produzione anche il Ducato. Inoltre Severstal Auto è distributore ufficiale di tutte le macchine della Fiat nel mercato russo.

Eppure tornare alle “origini”, all’antica collaborazione con la Vaz, potrebbe portare alla casa di Torino notevoli profitti.


richard-branson
richard-branson



rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101