
Proteste di agricoltori del sud nel 2009. Da allora poco è cambiato. (Credits: Ansa)
E il Mezzogiorno? Che fine ha fatto nei meandri della manovra approvata alla Camera, uno dei temi che da sempre ha occupato grande spazio e attenzione nelle scelte di governo? Diciamo che Monti non se ne è proprio dimenticato, anche se ovviamente si poteva fare di più. Continua

Angela Merkel e Mario Monti (Credits: LaPresse)
I numeri diffusi dagli analisti parlano chiaro: l’economia italiana è ormai in recessione . “Ma gli altri paesi europei non si facciano illusioni”, ammonisce economista Giacomo Vaciago, economista dell’Università Cattolica di Milano, “è un fenomeno che si propaga sempre su larga scala e, il prossimo anno, coinvolgerà almeno 10 paesi del Vecchio Continente”. Continua

Elsa Fornero, ministro del welfare (Credits: Imagoeconomica)
Pochi. Anzi, pochissimi. Poco più di 2 mila persone in tutta Italia. Sono i titolari delle pensioni d’oro, che ricevono dall’Inps e dall’Inpdap (l’istituto di previdenza dei dipendenti pubblici) una rendita superiore a 200 mila euro all’anno. Dal 1° gennaio prossimo, in base alle disposizioni contenute nella manovra economica, questi pensionati subiranno un contributo di solidarietà del 15%, sulla parte di assegno che supera la soglia di 200 mila euro ogni 12 mesi.
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Giuliano Cazzola, vicepresidente Commissione lavoro alla Camera (Credits:ANSA / ETTORE FERRARI)
TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI
Approvata con un largo consenso e senza troppe modifiche, se non quelle già concordate. Sarà quasi certamente questo l’esito del voto sulla manovra economica previsto per domani alla Camera, in cui il governo Monti porrà la questione di fiducia. I sindacati non sono dunque riusciti a strappare molte concessioni all’esecutivo sul tema più spinoso di tutti, cioè le pensioni, a parte un innalzamento dei meccanismi di indicizzazione degli assegni e qualche piccola modifica alle nuove e rigidissime regole dei trattamenti di anzianità.
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Il premier Mario Monti (Credits:ANSA / ETTORE FERRARI)
TUTTE LE MISURE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI
Maggiori detrazioni per l’Imu, regole meno severe sui trattamenti di anzianità, tagli alle pensioni d’oro, patrimoniale sulle case all’estero e una parziale marcia indietro sulle liberalizzazioni. Sono davvero tanti i cambiamenti apportati dal governo alla manovra economica per redistribuire i sacrifici tra i cittadini, su richiesta dei sindacati e delle forze politiche.
“Ora le misure sono più eque”, ha detto il premier Mario Monti, presentendo i provvedimenti. Non ne è del tutto convinto però Carlo Stagnaro, responsabile dell’ufficio studi dell’istituto di ricerca Bruno Leoni, forte sostenitore del pensiero economico liberale: “alcune modifiche alla manovra vanno nella direzione giusta “, dice,”ma ci sono anche molte cose che non contribuiscono certo ad accrescere l’equità”. Continua

Il ministro del Welfare Elsa Fornero (Credits: Imagoeconomica)
TUTTE LE MISURE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI
Un emendamento bipartisan che salva dalla scure del governo Monti circa 3 milioni di pensionati. Con questa misura, il Parlamento potrebbe presto ammorbidire le norme contenute nella manovra economica, che bloccano per il biennio 2012-2013 l’indicizzazione automatica degli assegni previdenziali all’inflazione. Continua

Il Ministro delle finanze spagnolo Elena Salgado, il premier Mario Monti e il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker (Credits:EPA/BENOIT DOPPAGNE BELGIUM OUT)
Una manovra da 20 miliardi di euro, con interventi radicali sulla previdenza. Sono le misure che il governo si appresterebbe a varare per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e che potrebbero risultare molto più incisive di quelle richieste oggi dall’Unione Europea. In un documento di 16 pagine presentato a Bruxelles al vertice dell’Eurogruppo dal commissario agli Affari Economici e Monetari, Olli Rehn, Bruxelles ha infatti chiesto al nostro paese di mettere in cantiere una manovra da circa 11 miliardi di euro, con nuove tasse e riforme delle pensioni e del mercato del lavoro. Continua