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Marchionne

La Fiom bifronte


Scontro al Lingotto. La Fiom bifronte

Se la Fiat proponesse che il premio di produzione spettante a un reparto di un suo stabilimento dipendesse dai giorni di malattia delle persone che fanno parte di quel reparto, come risponderebbe la Fiom-Cgil? Non firmerebbe quell’accordo? Invece sì, lo firmerebbe. Anzi, lo ha firmato. Incredibile ma vero: alla Fma di Pratola Serra e alla Sata di Melfi, entrambe del gruppo Fiat, sono in vigore intese in deroga al contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici che prevedono condizioni di lavoro peggiori rispetto a quelle che Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, propone a Mirafiori e che la Fiom è fermissimamente intenzionata a non accettare. Continua

United Auto Workers: la riscossa in America del «compagno» Bob King

United Auto Workers: la riscossa in America del «compagno»  Bob King

Quando lo accusano di voler collaborare con le aziende automobilistiche contro cui dovrebbe combattere, Bob King, dallo scorso giugno presidente del potente sindacato United auto workers (Uaw), risponde che il suo obiettivo è ben altro. Nei prossimi 4 anni, quanto dura il suo mandato, intende cambiare per sempre la faccia di un’organizzazione che per 75 anni si è occupata solo di migliorare le condizioni dei lavoratori di Chrysler, General Motors e Ford, salvo poi ritrovarsi ad accettare duri sacrifici per sopravvivere alla crisi. Continua

Chrysler: il miracolo Pomigliano si è già avverato (a Detroit)


Il miracolo Pomigliano si è già avverato (a Detroit)

di Ugo Bertone

«The things we make make us». Ovvero, «Noi siamo quel che facciamo». Ecco lo slogan del ritrovato orgoglio di casa Chrysler così come piace a Sergio Marchionne. Eccolo, sulle tv e su internet ma, soprattutto, dipinto su quel gigantesco tatzebao nero con cui da una settimana il manager dei due mondi ha voluto coprire la facciata del Palazzo Chrysler ad Auburn Mills, enorme conglomerato secondo per dimensioni solo al Pentagono che fra pochi giorni ospiterà John Elkann, Andrea Agnelli e gli altri membri del cda Fiat in trasferta oltreoceano. Continua

Torino-Detroit, FIATeam: gli uomini nuovi di Marchionne

Sergio Marchionne

di Andrea Silvuni

L’aveva già fatto alla Fiat e poi alla Case New Holland, la controllata americana che produce trattori e mezzi per il movimento terra. E lo sta attuando con una cura ancora più energica alla Chrysler, per dimostrare di meritare quella definizione di «nuovo principe di Detroit» che gli ha attribuito il Financial Times. Sergio Marchionne sta applicando un metodo che si basa sulla riorganizzazione della squadra e contemporaneamente sugli interventi sul prodotto, per arrivare rapidamente agli obiettivi fissati ed essere realmente competitivi. Non a caso, in un recente incontro svoltosi a New York, l’amministratore delegato del gruppo Fiat ha ribadito che, per fare in modo che un’azienda come la Chrysler possa sopravvivere a tempi duri e turbolenti, «occorre adottare un’idea di cambiamento costante e creativo». Continua

Auto, niente incentivi. E gli operai chiedono aiuto a Fiorello

Rosario Fiorello, testimonial Fiat - Ansa

Rosario Fiorello, testimonial Fiat - Ansa

Il balletto è finito. Il sostegno al consumo per il settore automobilistico da parte dello Stato non ci sarà. Continua

Quale futuro per Termini Imerese? Scajola:”8-10 offerte”. Ecco le ipotesi

Un operaio Fiat di Termini Imerese protesta a Montecitorio - Ansa

Un operaio Fiat di Termini Imerese protesta a Montecitorio - Ansa

La Fiat se ne andrà. Ormai è quasi un dato di fatto. Lo ha confermato ancora una volta Sergio Marchionne, meno di una settimana fa. Nonostante il pressing del sindacato e del governo, il gruppo automobilistico ha deciso di abbandonare lo stabilimento siciliano e pare pronta persino a rinunciare agli incentivi statali per avere le mani più libere. Continua

Borsa, Governo, sindacati: la Cassa integrazione in Fiat scontenta tutti

L'ad Fiat Sergio Marchionne (a sinistra) e il ministro Claudio Scajola

L'ad Fiat Sergio Marchionne (a sinistra) e il ministro Claudio Scajola

“Una decisione inopportuna” per il ministro dello Sviluppo economico Scajola. “Qualcuno potrebbe definirlo un ricatto” dice il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. La decisione di Fiat di mettere per due settimane in cassa integrazione gli addetti di cinque stabilimenti italiani non è piaciuta a molti. Continua


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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